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L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa difende in modo selettivo i diritti dell’uomo
 
Intervento di Ivan Melnikov alla sessione ordinaria dell’APCE
 
http://www.kprf.ru
 
27 giugno 2006
 
Il 22 giugno a Strasburgo, all’apertura della seduta ordinaria dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), per il gruppo “Sinistre unite europee” è intervenuto Ivan Melnikov, primo vicepresidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa e deputato alla Duma di Stato della Federazione Russa.
 
“Stimato signor presidente! Stimati colleghi!
Vorrei richiamare la vostra attenzione su alcune contraddizioni che si rilevano nel lavoro dell’APCE e del suo Ufficio di presidenza.
E’ noto che l’Assemblea Parlamentare è chiamata a far rispettare ciò che i membri del Consiglio d’Europa hanno assunto come obblighi. In primo luogo tali obblighi riguardano il rispetto e la difesa dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Ma oggi, purtroppo, siamo testimoni del fatto l’Assemblea ha l’intenzione di difendere i diritti dell’uomo in modo, per così dire, selettivo, valutandoli dal punto di vista dell’interesse esclusivamente politico.
 
Ricordiamo le risoluzioni dell’APCE indirizzate contro la Repubblica di Belarus, in cui sono contenute valutazioni della situazione molto soggettive e unilaterali, che rimandano ai tempi peggiori del maccartismo.
Ma, quando in altri stati-membri del Consiglio d’Europa, in forma umiliante e ripugnante vengono inferti colpi ai diritti di estesi gruppi sociali, tali violazioni non vengono rilevate. Faccio riferimento alle manifestazioni di anticomunismo aggressivo che si sono registrate durante la campagna elettorale nella Repubblica Ceca. Per caso sapete, stimati colleghi, che a Praga è stato brutalmente aggredito un deputato del parlamento ceco, vicepresidente del Partito Comunista di Boemia e Moravia, J. Dolejs, - e che nel corso dell’aggressione venivano scanditi slogan anticomunisti? Per caso sapete che in tutte le città sono apparsi striscioni con la parola d’ordine “Ammazza un comunista per rafforzare la pace!” ed altre dello stesso tenore?
 
In tutta coscienza si può dichiarare: queste sono le conseguenze della risoluzione antidemocratica e inquisitoria approvata dall’APCE su iniziativa del signor Lindblad.
 
Abbiamo tutte le ragioni per avanzare le nostre recriminazioni nei confronti del lavoro dell’Ufficio di presidenza dell’APCE anche in relazione alle continue violazioni dei diritti della popolazione di lingua russa in Lettonia. Il 22 giugno – sono convinto che non è un caso, dal momento che è il giorno dell’aggressione fascista della Germania all’URSS – il parlamento della Lettonia ha votato nuovamente la variante iniziale della legge “Sullo status della cittadinanza europea nella Repubblica Lettone”. Ora migliaia di persone di lingua russa che abitano in Lettonia, ma private della possibilità di essere cittadini del paese, dovranno fare i conti con il restringimento dei propri diritti non solo all’interno della Lettonia, ma anche nell’ambito dell’intera Unione Europea. Sono convinto che l’APCE non dovrebbe tollerare una simile decisione.
 
E ancora un esempio. In Ucraina si sta affrontando la questione del finanziamento della campagna elettorale del signor Juschenko da parte di cittadini e stati stranieri. E’ evidente come tale azione contrasti con la legge. Perché simili fatti non sono diventati oggetto dell’attenzione dell’Assemblea e del suo Ufficio di presidenza?
 
Stimati colleghi!
Tra qualche mese la Russia sarà chiamata a presiedere il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. Vi assicuriamo, che noi, deputati russi, in quel periodo porremo ancora più attivamente all’attenzione le questioni che, a nostro avviso, sono effettivamente importanti e attuali per il Consiglio d’Europa, per l’APCE e per l’intero continente europeo.
 
Nel lavoro, indirizzato alla difesa dei diritti dell’uomo, al rafforzamento della reciproca comprensione tra i popoli d’Europa, alla difesa dei settori più deboli della popolazione nei diversi stati, intendiamo utilizzare un unico metro di giudizio. Per questo confidiamo nella comprensione da parte vostra della posizione illustrata oggi. Per una collaborazione costruttiva, senza pregiudizi e doppi standard.
 
Ringrazio per l’attenzione”.
 
27 giugno 2006
 
 
Traduzione dal russo per www.resistenze.org di Mauro Gemma