www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 09-11-06
In Ucraina il presidente Juschenko riabilita i criminali che hanno collaborato con il nazismo
Una dichiarazione del Rabbino Capo di Russia si fa interprete dello sdegno di tutte le coscienze democratiche del mondo
Nel mese di ottobre, il presidente della repubblica di Ucraina, Viktor Juschenko, che due anni fa, ai tempi della “rivoluzione arancione”, fu apertamente sostenuto da Stati Uniti ed Europa nel suo tentativo di assumere il potere con la forza, e venne, a tal fine, descritto dalla stampa occidentale come “paladino” dei valori di “libertà e democrazia”, ha deciso – questa volta nell’indifferenza più completa di quegli stessi paesi e di quella stessa stampa – di assumere una decisione che suona come offesa alla coscienza democratica e antifascista di tutti i popoli del mondo.
Per decreto, con l’attribuzione del titolo di “veterani della Seconda guerra mondiale”, egli ha sancito la riabilitazione ufficiale della OUN e dell’UIA, vale a dire le organizzazioni politiche e militari dei nazionalisti ucraini che, schieratesi al fianco delle truppe di occupazione nazista durante il conflitto, si macchiarono di crimini di efferatezza inaudita, di cui furono vittime le popolazioni civili di città e villaggi dell’Ucraina e, in particolare, i cittadini di religione ebraica che, quando non vennero massacrati senza pietà a decine di migliaia, furono costretti alla deportazione nei campi di sterminio nazisti, da cui, in gran parte, non fecero ritorno.
La decisione di Juschenko, che veniva provocatoriamente presa in corrispondenza con l’abbandono del governo da parte dei ministri del suo partito, “Nostra Ucraina” (abbandono dovuto in particolare al conflitto manifestatosi in seguito alla decisione del nuovo esecutivo, presieduto dal suo avversario storico Viktor Janukovic, di rallentare i tempi dell’adesione alla NATO, “cavallo di battaglia” dei “rivoluzionari arancione”), ha immediatamente suscitato un’ondata di sdegno non solo in Ucraina, dove migliaia di antifascisti e di veterani della “Grande guerra patriottica” si sono riversati nelle strade di Kiev e di altre città, ma anche in Russia, dove la reazione è stata altrettanto vigorosa.
Di particolare rilievo è apparsa la presa di posizione del Rabbino Capo di Russia, Adolf Shayevich, che ha rilasciato una vibrante dichiarazione, a nome del “Congresso delle Organizzazioni e delle Associazioni Ebraiche di Russia”, ripresa dall’agenzia “Regnum”, che proponiamo nei suoi passaggi più significativi.
L’augurio che esprimiamo è che l’appello alle coscienze antifasciste di Shayevich venga raccolto anche in Italia, mettendo finalmente la parola fine a un silenzio che ha tutte le caratteristiche della complicità e che si accompagna ai vergognosi tentativi di riabilitazione del fascismo, che da noi sembrano trovare sponde anche “insospettabili” persino ai vertici dello Stato (la campagna sulle foibe, la copertura mediatica e persino istituzionale alla martellante campagna “revisionista” promossa da Pansa, per citare solo alcuni esempi).
Vogliamo anche sperare che, in vista del vertice della NATO di fine novembre, che si svolgerà in Lettonia (paese dell’Unione Europea dove viene praticato l’apartheid nei confronti di oltre un terzo di cittadini di origine russa e dove in memoria delle SS locali vengono costruiti monumenti e memoriali), e che avrà tra gli argomenti in discussione anche quello dei futuri rapporti con l’Ucraina, qualche rappresentante della “sinistra alternativa” nelle istituzioni parlamentari vorrà ricordare ai rappresentanti del governo di centro-sinistra (a cominciare da Prodi) che, in quella occasione, invece di associarsi all’ “assedio” occidentale della Bielorussia antimperialista, dovranno farsi interpreti dei valori antifascisti alla base del nostro assetto istituzionale e, per questa ragione, denunciare con vigore tutti i rigurgiti fascisti che caratterizzano i comportamenti di molti paesi dell’Europa orientale entrati, o in procinto di entrare nell’alleanza militare atlantica.
La provocazione fascista di Juschenko non deve passare inosservata!
La redazione di “Resistenze.org”
“Juschenko riabilita i complici del nazismo”
Dichiarazione di Adolf Shayevich
“L’attribuzione ai membri dell’OUN e ai “combattenti” dell’UIA dello status di veterani della Seconda Guerra Mondiale significa la riabilitazione de facto del collaborazionismo e delle crudeli complicità con i nazisti nelle loro atrocità contro centinaia di migliaia di persone innocenti di differenti nazionalità.
Russi, Ucraini, Georgiani, Armeni, rappresentanti di tutte le nazionalità sovietiche hanno sacrificato la propria vita allo scopo di distruggere la feccia nazista e di salvare il mondo dalla “peste bruna”. Molti hanno combattuto nei campi di battaglia della Grande Guerra Patriottica e altri hanno sofferto privazioni nelle retrovie per aiutare coloro che si trovavano sulla linea del fronte. Non è possibile nemmeno immaginare di poter paragonare le azioni eroiche dei soldati che hanno salvato intere nazioni dall’annientamento e dalla schiavitù alle azioni degli accoliti che hanno preso parte a massacri ed esecuzioni.
I membri dell’OUN-UIA hanno disonorato il loro nome collaborando con i fascisti: le loro atrocità hanno provocato la morte di centinaia di migliaia di persone…Decine di migliaia di Ebrei sono tornati dal fronte e hanno visto le loro città e villaggi distrutti e le loro famiglie sterminate. Per loro, per i loro figli e nipoti, per tutti coloro che ricordano i crimini commessi dai fascisti e da quelli che li hanno aiutati a massacrare decine di migliaia di Ebrei a Babiy Yar, e nelle regioni di Rovno, Volyn e Lvov nell’Ucraina occidentale, questo decreto non rappresenta altro che un insulto, una cinica provocazione verso la memoria degli assassinati negli anni del disastro.
A suo tempo, il membro del consiglio municipale di Rovno Shkuratuk è arrivato al punto di affermare: “Sono orgoglioso del fatto che, dei 1.500 partecipanti alle esecuzioni a Babiy Yar, 1.200 erano poliziotti dell’OUN e solo 300 tedeschi”. Non è forse rivoltante per gli Ucraini e la loro dignità nazionale assistere ad un tale scatto di “orgoglio”? Il Tribunale internazionale di Norimberga ha condannato non solo i nazisti, ma anche i loro complici. Il disprezzo per le orribili lezioni del passato è la strada verso il baratro.”
Traduzione dall’inglese per resistenze.org a cura del CCDP