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I comunisti e l’Unione Europea. La posizione del Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)
Estratto dell’intervento del PCPE alla Conferenza Internazionale sulla “Questione orientale”, svoltasi a Istanbul il 20 gennaio 2007 per iniziativa del Partito Comunista di Turchia
23 gennaio 2007
(…) La vittoria del nostro nemico di classe ha significato l’apparizione di contraddizioni in seno all’imperialismo, dal momento che hanno ricevuto impulso nuovi blocchi che fino alla caduta del socialismo avevano obbedito agli ordini di Washington. Lo strumento dell’oligarchia europea, l’Unione Europea, cerca di guadagnare posizioni differenziandosi dalla politica estera americana ogni volta che se ne presenta la necessità: la posizione di Francia e Germania nella guerra dell’Iraq ne è il migliore esempio.
Queste ambizioni dell’Unione Europea si riscontrano essenzialmente nella rinascita delle pretese coloniali della Spagna in America Latina, della Germania nell’Europa Orientale, della Gran Bretagna in Medio Oriente, del Belgio in Africa e della Francia in Medio Oriente e in Africa, con interessi spesso in contraddizione con quelli dei nordamericani. Ma nonostante ciò, le differenze per quanto riguarda gli interessi concreti non significano una differente proposta di ordine socioeconomico, poiché tutti propugnano la medesima politica di spogliazione dei popoli sottomessi e di sfruttamento dei lavoratori di tutto il mondo. In questo ambito, il Partito della Sinistra Europea è pienamente integrato nelle strutture di dominio dell’oligarchia. Riteniamo che la partecipazione al Partito della Sinistra Europea, in virtù della sua accettazione dell’UE e delle sue proposte socialdemocratiche di “correzione” del capitalismo, rappresenti attualmente la caratteristica che differenzia in Europa i partiti riformisti e revisionisti da quelli rivoluzionari, che si pronunciano con chiarezza per lo smantellamento dell’Unione Europea che serve unicamente ed esclusivamente gli interessi del capitale (…)