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da http://omilitante.pcp.pt/index.php?option=com_content&task=view&id=112&Itemid=32
UE/USA: Concertazione e rivalità
Pedro Guerreiro
“O Militante” marzo/aprile 2007
Pedro Guerreiro è membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese e deputato al Parlamento Europeo. L’articolo è apparso nella rivista del PCP, “O Militante”.
“Misurando il polso” allo stato attuale delle relazioni interimperialiste tra l’UE e gli USA e del loro carattere contraddittorio – che si traduce nel dualismo concertazione/rivalità – non sarà superfluo sottolineare l’importante significate delle aperture di Angela Merkel agli USA, tanto più per il fatto che ciò ha caratterizzato l’inizio della presidenza tedesca del Consiglio dell’Unione Europea (1).
Sui differenti temi del dibattito, incluso il rilancio dei negoziati nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e l’approccio all’attuale situazione internazionale (Iraq, Medio Oriente, Afghanistan…), Merkel ha sottolineato l’esistenza di molti interessi comuni tra la Germania e gli USA, come pure la necessità di rafforzare la cooperazione economica tra l’UE e gli USA, con in vista la creazione, se possibile prima del 2015 (?), di una “zona di libero mercato” transatlantica, senza barriere commerciali e con circolazione di capitali (il che non cessa di essere un elemento di pressione sull’OMC). L’obiettivo della creazione di legami più stretti tra UE e USA – secondo Merkel, per far fronte ai mercati e alle economie emergenti in Asia e America Latina – sarebbe conseguito attraverso il crescente coordinamento di un’agenda comune con alla base questioni concrete, ad esempio l’integrazione dei mercati finanziari.
Questo riferimento all’Amministrazione nordamericana, tanto più importante in quanto gli USA stanno affrontando serie difficoltà e affondando nella loro strategia di aggressione e di occupazione militare, in particolare in Iraq, è pieno di significato politico. In primo luogo, la riaffermazione della proposta di una collaborazione strategica tra due delle principali potenze capitaliste – Germania e USA – e dei due poli dell’imperialismo, l’UE (che la Germania cerca di egemonizzare) e gli USA, In secondo luogo, si cerca di rassicurare gli USA, avendo presenti le rivalità e le contraddizioni che caratterizzano le relazioni tra le grandi potenze capitaliste, sul fatto che la crescente affermazione delle ambizioni della Germania (del grande capitale tedesco) e, di conseguenza, la configurazione dell’UE come blocco imperialista, si realizzerebbero in un contesto di concertazione e privilegiando la collaborazione transatlantica, nel quadro della NATO. In terzo luogo, evidenziando le sue aspirazioni, la Germania cerca di rafforzare il suo ruolo – nel momento in cui presiede il Consiglio dell’UE e il G8 (2) – nell’attuale situazione internazionale, attraverso una sempre maggiore partecipazione alle operazioni militari, in un quadro di distribuzione dei compiti con USA/NATO, che si è espressa recentemente in modo particolarmente grave in Afghanistan.
Tale prospettiva è stata trattata in modo ricorrente in molti forum di concertazione “transatlantici” ed è venuta marcatamente concretizzandosi nel corso della storia recente attraverso la realizzazione di compromessi (come riflesso dei rapporti di forza in ogni momento) tra la Gran Bretagna, la Francia e la Germania (e tra queste) e gli USA, in una dinamica non lineare, ma caratterizzata da progressi, periodi di stagnazione ed anche di arretramento e di aperto conflitto di interessi.
Le grandi potenze capitaliste (il grande capitale), nel tentativo di valorizzare necessità e priorità politiche ed economiche comuni e andando oltre ai dissidi (come, più recentemente, si è verificato in relazione all’aggressione all’Iraq e all’affermazione della leadership da parte dell’imperialismo nordamericano), è da molto che promuovono compromessi come quelli che hanno portato, per esempio, alla creazione della NATO (3) (1949) o al processo di integrazione capitalista in Europa (4) (1951 CECA, 1957 CEE) dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel tentativo di far fronte ai paesi socialisti dell’Est dell’Europa, in particolare all’Unione Sovietica, e al loro progetto rivoluzionario emancipatore, rafforzato dalla vittoria contro il nazi-fascismo.
Un processo di integrazione capitalista in Europa, capeggiato dalle grandi potenze, che a partire dall’opportunità storica creatasi con la sconfitta delle esperienze di costruzione del socialismo nell’Est dell’Europa si è trasformato (in una spirale di salti qualitativi: 1986 Atto Unico, 1992 Trattato di Maastricht, …, momento in cui la cornice sarebbe rappresentata dalla rigettata “costituzione europea”) ed è venuto concretizzandosi (a) nella formazione accelerata di un blocco imperialista (federalista e neoliberale, con un rapido incremento del suo militarismo); (b) nei consecutivi allargamenti, sempre e in primo luogo, della NATO (5) (inclusa la modifica della sua concezione strategica verso un’alleanza militare globale e di carattere offensivo, nel 1999) e, in seguito, dell’UE (6).
In un quadro caratterizzato da dispute reali e dalla concorrenza per il dominio dei mercati e delle risorse, pregno di scontri di interessi e di conflitti latenti tra i principali poli dell’imperialismo – la triade USA, UE/Germania e Giappone – queste potenze continuano a dare impulso a sforzi e iniziative che garantiscano i loro interessi di classe comuni, come è provato dalla recente evoluzione delle relazioni tra l’UE (ossia, le sue grandi potenze) e gli USA. Non essendo oggetto di questo articolo delineare in modo esaustivo il quadro attuale della concertazione/rivalità nelle relazioni tra questi due poli della triade imperialista, indichiamo di sfuggita tre contesti che spiegano i processi di concertazione in corso.
- Il rapporto privilegiato tra UE e USA nell’ambito dei negoziati per la liberalizzazione del commercio mondiale nel quadro dell’OMC, in particolare cercando di far prevalere i loro interessi sugli interessi delle potenze emergenti e della generalità dei paesi membri, cosa che ha portato all’attuale stallo delle trattative.
- Il tentativo di aumentare la divisione e la ripartizione (tattica e congiunturale) delle responsabilità nella strategia di aggressione e di dominio imperialista per quanto riguarda le aree e regioni di influenza, le manovre di pressione e di ingerenza, la militarizzazione delle relazioni internazionali e la realizzazione e il sostegno delle operazioni militari nei loro differenti aspetti (finanziamento, comando, esecuzione, creazione e utilizzazione di basi militari, incluse le basi degli USA in paesi membri dell’UE -, mezzi militari, di polizia e altri), utilizzando diversi formati e combinazioni. E’ il caso dei Balcani (con la sostituzione della NATO da parte dell’UE nell’occupazione della Bosnia-Erzegovina, o il rafforzamento congiunto delle forze della NATO/UE nel Kosovo, nelle loro competenze militari e cosiddette “civili”); dell’Afghanistan (con un crescente coinvolgimento delle forze militari della NATO, piuttosto che degli USA, in particolare della Germania, e il sempre più significativo supporto finanziario degli USA); dell’Iraq (nel sostegno politico, finanziario e operazionale all’occupazione militare degli USA, che è appoggiata sul terreno da forze militari dei paesi membri dell’UE, soprattutto della Gran Bretagna); della Palestina (dove l’UE ha accompagnato, nell’essenziale, la politica degli USA – per quanto concerne il taglio dei finanziamenti e l’isolamento dell’Autorità Palestinese promosso dall’UE dopo la vittoria elettorale di Hamas, o la copertura offerta al colonialismo israeliano e alla sua politica di repressione del popolo palestinese, ponendo sullo stesso piano l’aggressore e l’aggredito); del Libano (dove a seguito della brutale aggressione israeliana, e in un contesto di grande complessità, si è provocato l’aumento della presenza di forze militari e militarizzate della NATO nel paese, tra cui quelle di Italia, Francia, Germania, Spagna e Portogallo); di chiara ingerenza nella situazione interna di paesi che facevano parte dell’URSS (Ucraina, Bielorussia, Georgia,…); o anche dell’Africa (Sudan, Repubblica Democratica del Congo,…) e di Cuba, tra gli altri esempi.
- La complicità e, allo stesso tempo, l’adozione da parte dell’UE delle concezioni relative alla cosiddetta “lotta contro il terrorismo” e all’ampia offensiva di misure di sicurezza guidata dagli USA, che mette in discussione diritti, libertà e garanzie dei cittadini, di cui un esempio è rappresentato dall’elaborazione di liste di organizzazioni terroriste (in cui sono incluse organizzazioni di liberazione nazionale), dallo scambio di informazioni (dati sulle persone risultanti nel registro dei passeggeri nel trasporto aereo, quelli relativi a conti bancari, ecc.), o anche dal rapimento e dal trasporto illegale di cittadini, che gli USA sospettano di avere legami con il terrorismo.
Nel frattempo, tutti gli sforzi che vanno nel senso della concertazione interimperialista non annullano le profonde contraddizioni e le rivalità esistenti. Come ha rilevato Lenin, “fa parte dell’essenza stessa dell’imperialismo la rivalità delle varie grandi potenze nella loro aspirazione all’egemonia” (7). Al contrario di quanto alcuni cercano di far credere, l’imperialismo è incapace di costituirsi in un meccanismo unico – il celebre superimperialismo -, dal momento che, come dimostra Lenin, la rivalità e le contraddizioni rappresentano un suo tratto fondamentale. Ma per il momento, ciò che predomina è la concertazione tra la triade imperialista, come modo per affrontare la propria profonda crisi, imponendo un nuovo ordine mondiale e impedendo lo sviluppo della lotta emancipatrice dei lavoratori e dei popoli.
(1) E’ prevista la realizzazione di un Vertice USA/UE a Washington, il 30 Aprile 2007.
(2) E’ prevista la realizzazione di un Vertice del G8, a Heiligendamm (Germania), dal 6 all’8 Giugno 2007.
(3) La NATO venne creata il 4 Aprile 1949, con l’ingresso di USA, Canada, Norvegia, Danimarca, Islanda, Portogallo, Italia, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Lussemburgo e Olanda. Nel 1952, aderirono Grecia e Turchia. La Repubblica Federale Tedesca entra nel 1955. La Spagna nel 1982.
(4) La Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio è creata il 18 Aprile 1951 e la Comunità Economica Europea il 25 marzo 1957, con l’ingresso di Germania, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Italia. Nel 1973 aderiscono la Danimarca, l’Irlanda e la Gran Bretagna. Nel 1981, la Grecia. Nel 1986, Portogallo e Spagna.
(5) Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia aderiscono alla NATO nel 1999, Bulgaria, Estonia, Lituania, Lettonia, Romania, Slovacchia e Slovenia, nel 2004.
(6) Nel 1995 aderiscono all’UE tre paesi neutrali: Austria, Finlandia e Svezia. Nel 2004 aderiscono Repubblica Ceca, Cipro, Slovacchia, Slovenia, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta e Polonia. Nel 2007, Romania e Bulgaria.
(7) In Opere Scelte di Lenin (in portoghese), Volume I, p. 643, Edicoes “Avante!”, 1977
Traduzione dal portoghese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare