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da La Rinascita del 14/06/2007 – www.larinascita.org
 
L'Europa delle comparse
 
Le lobby economiche e finanziarie "arruolano" la politica
 
Intervista a Marco Rizzo di Raffaella Angelino
 
Un G8 «complicato» nel quale si afferma il compromesso al ribasso voluto dalla superpotenza americana. E l'Europa sta a guardare. Ne abbiamo parlato con Marco Rizzo, capodelegazione del Pdci al Parlamento europeo e coordinatore della Segreteria dei Comunisti Italiani
 
Fin dalla vigilia del G8 è apparso evidente che il vertice di Heiligendamm sarebbe stato “complicato” più del solito. Come mai?
 
Evidentemente perché alcuni nodi iniziano a venire al pettine. Dopo la cosiddetta “fine della storia”, con la caduta del muro di Berlino si diceva che il mondo sarebbe andato verso un lungo periodo di pace, il capitalismo avrebbe vinto – e ha vinto – portando grande prosperità. In realtà, assistiamo nel mondo un aumento terrificante della guerra preventiva e del terrorismo, che si autoalimentano, il pianeta è al collasso dal punto di vista ambientale e, oltretutto, si registrano grandi difficoltà nelle relazioni tra Stati Uniti, Europa e resto del mondo. Ad esempio sulla questione dello scudo spaziale. Insomma, è vero che il capitalismo ha vinto, ma si va verso il peggio.
 
Il compromesso raggiunto ha cancellato quel clima di nuova “guerra fredda” di cui si è fatto un gran parlare?
 
Dopo oltre un decennio in cui la Russia ha di fatto consegnato alle multinazionali e alla criminalità autoctona la gestione delle proprie risorse, il solo fatto che il pur contraddittorio Putin riprenda in mano le risorse energetiche e cerchi di opporre una certa resistenza sulle questioni limitrofe - vicende baltiche, dell'Ucraina, autonomia del Kosovo - fa immediatamente aumentare la prepotenza del governo Usa che vorrebbe che tutto fosse sotto il suo controllo. Dunque, non esita a schiacciare ogni tentativo di autonomia da parte di Russia e Cina, anche foraggiando pseudo-gruppi d'opposizione che attraverso le cosiddette “rivoluzioni arancioni” palesemente legate ai soldi della Cia che mirano al rovesciamento di governi legittimamente eletti.
 
Come mai Bush trova alleati nei paesi della cosiddetta “nuova Europa”?
 
Nei paesi in cui ha vinto un capitalismo “straccione” la politica è “vassalla” del governo americano. Ma c'è senz'altro anche una responsabilità complessiva dell'Europa che è priva di politica e ha una classe dirigente supina, incline unicamente alla gestione economica e finanziaria, e quindi senza nessuna posizione autonoma in tema di politica internazionale. Questa situazione consente a Bush di farla da padrone. Come mai accade? Perché la politica ha abdicato all'economia e alla finanza e i gruppi dirigenti del capitalismo europeo vedono l'Europa unicamente come fonte di profitto.
 
Con conseguenze anche sull'Italia in cui è all'ordine del giorno il tema della destinazione delle risorse dell'extragettito fiscale.
 
Non è un caso se nella Commissione europea alcuni commissari siano ex capi delle lobby economiche e finanziarie che, in quel ruolo, premevano sulla Commissione europea. Lo scambio dei ruoli vale anche per l'Italia, mi riferisco, ad esempio, a uno come Paoda Schioppa, che poi è il ministro chiave del governo... Si trincerano dietro le “richieste dell'Europa” ma, nel gioco delle comparse, le persone che decidono cosa fare dell'extragettito - che invece è il frutto della spremitura di pensionati e lavoratori dipendenti - sono sempre le stesse.
 
Ultima questione controversa del G8: il clima. Possiamo parlare di fallimento?
 
La posizione degli Usa è stata chiara fin dalla vigilia e se ne intuisce bene la ragione. Quando gli Stati Uniti sostengono che il loro livello di vita non è negoziabile, in pratica stanno dicendo che l'America è l'unico stato che può sopravvivere. Tutto il resto può andare in rovina. E infatti sono pronti ad andare alla guerra preventiva, ad usare le armi nucleari e lo scudo stellare. In questa situazione è più che mai attuale la frase di Marx: “Socialismo o barbarie”. Ovvero, il modello di sviluppo del capitalismo non può reggere così perché il mondo collasserebbe se seguisse gli standard di consumo americani. Questo ci dice che nel capitalismo è insita la menzogna: cioè, a un certo punto, se il mondo vorrà sopravvivere, dovrà porsi la questione di come cambiare modello di sviluppo. In quel momento, l'attualità del socialismo e del comunismo saranno importanti.
 
Sono dunque destinati a moltiplicarsi i conflitti?
 
Non solo sono destinati a moltiplicarsi ma anche ad essere criminalizzati dal “potere”. Infatti, si cerca di stabilire un collegamento tra le manifestazioni di protesta e il terrorismo. Anche nel nostro paese si sta creando una particolare propensione alla criminalizzazione del conflitto sociale. Non dobbiamo consentire che ci sia questo collegamento, e per questo credo che la strada giusta sia quella di essere in grande relazione coi movimenti di massa che si sviluppano.