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da: www.kprf.ru
Sostenere la volontà dei popoli europei
Ivan Melnikov
29/06/2007
Il testo dell’intervento pronunciato dal vicepresidente del Partito Comunista della Federazione Russa, in qualità di rappresentante delle “Sinistre unite europee”, nel corso dell’ultima sessione ordinaria dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE).
“Egregio Signor Presidente! Egregi colleghi!
Vorrei attirare la Vostra attenzione su alcuni importanti avvenimenti internazionali degli ultimi tempi, che in misura sostanziale, esercitano un’influenza sui diritti di milioni di cittadini. A mio avviso, l’assemblea Parlamentare non deve ignorare questi avvenimenti.
In primo luogo, ciò riguarda una questione urgente concernente la politica mondiale del momento, come il piano per l’installazione in Europa, nella Repubblica Ceca e in Polonia, di elementi di un sistema globale di difesa antimissilistica degli USA. Tutti voi sapete bene che questi piani si giustificherebbero con l’esistenza di una presunta minaccia missilistica nei confronti dell’Europa da parte di Iran e Corea del Nord. Penso che di fronte ad un così autorevole uditorio non ci sia la necessità di parlare della mancanza di serietà di una simile affermazione.
Vorrei concentrare l’attenzione dei colleghi su un aspetto di questo problema. Appare, in definitiva, strano che l’Ufficio e la Commissione Permanente non abbiano ancora avviato le procedure per l’esame di questo problema così importante per il destino dell’Europa e di tutti gli europei.
Secondo le informazioni dei mezzi di comunicazione di massa, il 56% dei polacchi e il 77% dei cechi sono nettamente contrari a questi piani USA. Solo un decimo dei polacchi sarebbe pronto a dichiararsi d’accordo con il dispiegamento dei missili americani in Polonia senza alcuna condizione, mentre il numero dei sostenitori di tale idea si è ridotto nel corso di quest’anno dal 34 al 28%. La maggioranza degli abitanti della Repubblica Ceca si pronuncia per delegare la risoluzione di tale questione a una consultazione popolare. Al presidente di questo paese, Vaclav Klaus, va riconosciuto il merito di avere prestato ascolto al parere del proprio popolo e di aver anch’egli sostenuto l’idea della convocazione di un referendum su scala nazionale a proposito della questione della possibile installazione nei pressi di Praga di un sistema radar antimissilistico USA.
Penso che l’APCE potrebbe intervenire a sostegno delle posizioni del presidente della Repubblica Ceca. Egli ha completamente ragione, quando dichiara che “per la risoluzione di un problema così importante per il destino del paese è necessario il voto di tutti i cittadini”. Inoltre, in una ventina di villaggi della Repubblica Ceca prossimi al luogo, in cui si progetta l’installazione della stazione radio, si sono svolti referendum locali, che hanno dimostrato che gli abitanti del posto rifiutano la costruzione del radar. Sebbene i risultati di questa consultazione non siano vincolanti per i poteri centrali, obbligano comunque le autorità municipali a promuovere iniziative per indurre il governo ceco a interrompere le trattative con gli USA a proposito del sistema di difesa antimissilistico.
Sono convinto che l’APCE debba intervenire anche a sostegno dei parlamentari cechi, che hanno avviato l’esame nei comitati parlamentari del progetto di legge sul referendum, preparato dai deputati dei gruppi di sinistra.
Noi in Russia siamo sicuri che questo passo degli USA produrrà un cambiamento a loro favore dell’equilibrio esistente tra Russia e USA della capacità delle armi offensive strategiche e stimolerà una nuova corsa al riarmo, in particolare quello nucleare. E rappresenterà anche l’inizio della formazione di nuove linee divisorie in Europa. Io sono convinto che nessun europeo desidera nuovamente essere ostaggio della contrapposizione nucleare tra grandi potenze. E non vuole il ritorno alla situazione degli anni 70-80 dello scorso secolo, quando l’Europa a causa della contrapposizione militare delle due superpotenze è diventata il luogo in cui installare i “Cruise” e i “Pershing” nella parte occidentale e gli SS-20 in quella orientale.
Forse che invano alcuni decenni fa nelle strade delle città europee sono scesi centinaia di migliaia di europei, se di nuovo viene posto all’ordine del giorno il problema della sicurezza nucleare nel continente Europeo? Il diritto alla vita è il più importante dei diritti dell’uomo e deve essere efficacemente difeso. E occorre lasciare ai popoli la possibilità di assumere autonomamente e responsabilmente le decisioni su questioni che riguardano il loro destino, che riguardano il loro futuro. Nessun altro deve arrogarsene il diritto. E l’APCE deve esprimersi in questa sede in modo autorevole.
Noi, parlamentari europei, non possiamo rimanere indifferenti rispetto a come si sta cercando di dare soluzione alla questione del Kosovo. Tale questione tocca i diritti imprescindibili di milioni di cittadini, che vivono in questa inquieta regione d’Europa. Pensate davvero sia possibile trovarsi d’accordo con i continui tentativi di violare la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che prevedono la separazione del Kosovo dalla Serbia senza che venga preso in considerazione il parere dei serbi?
La nuova risoluzione per il Kosovo del Consiglio di Sicurezza dell’ONU preparata recentemente dagli USA e dall’UE dà alle parti in causa in tutto solo quattro mesi per concludere le trattative e regolare il contenzioso. Subito dopo dovrà essere messo in pratica il piano di Martti Ahtisaari con la proclamazione dell’indipendenza del Kosovo. La risoluzione appare assolutamente irrealistica e, quel che più conta, non accettabile da parte serba. Ciò significa che essa non può costituire la base per l’affermazione di una pace effettiva e durevole e della stabilità nella regione, con tutte le conseguenze che ne derivano.
Tutti coloro che siedono in questa sala devono avere piena consapevolezza che, se la separazione del Kosovo dalla Serbia venisse comunque attuata, ciò rappresenterebbe, nella storia dell’Europa postbellica. Il primo caso di divisione, non di uno stato federativo, ma di uno stato unitario. Senza dubbio un simile precedente rappresenterebbe uno stimolo allo sviluppo di processi analoghi in alcune altre regioni d’Europa a voi note.
L’APCE, a mio avviso, dovrebbe definire una propria posizione in merito a questo problema e pronunciarsi per una soluzione della questione del Kosovo graduale, non costretta da scadenze temporali e che tenga conto del parere di tutte le parti interessate.
La decisione delle autorità USA rappresenta una sfida per tutta l’opinione pubblica internazionale. E’ oltraggiosa anche nei confronti dello stesso popolo americano, che ha vissuto la tragedia dell’11 settembre 2001. Rappresenta un'altra prova dell’ipocrisia dei pretesti invocati dal presidente Bush nella lotta al terrorismo. E’ un’evidente dimostrazione della doppia morale dell’aggressiva amministrazione americana.
Di quale lotta al terrorismo è possibile parlare, se uno dei più odiosi terroristi del XX secolo viene messo in libertà, nello stesso momento in cui nelle prigioni americane rimangono rinchiusi cinque giovani cubani, il cui unico delitto sarebbe rappresentato dall’aver voluto resistere ad agenti del tipo Luis Posada Carriles?
Richiamando la Vostra attenzione su questo fatto, Vi invito, colleghi, a dichiarare la più ferma protesta contro la liberazione dalla prigionia di un uomo, colpevole della morte di decine di innocenti e pacifici cittadini. Ed anche a prendere posizione in merito ai cinque eroi cubani, vittime di un’ingiustizia scandalosa, dell’arbitrio internazionale, e che sono un esempio di resistenza e coraggio.
Vi ringrazio per l’attenzione”.
P.S. Nel corso della seduta il primo vicepresidente del CC del PCFR Ivan Melnikov ha chiesto che la questione della possibilità dell’installazione del sistema antimissilistico americano nell’Europa Orientale sia subito esaminata nella prossima riunione dell’Assemblea Parlamentare, che si svolgerà all’inizio di ottobre. Questa posizione è stata pienamente appoggiata dal gruppo delle “Sinistre unite europee”.
Traduzione dal russo di Mauro Gemma per www.resistenze.org