www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 27-10-07 - n. 200

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Dichiarazione dell’Incontro Europeo in difesa della pace
 
Dichiarazione della conferenza dei movimenti per la pace europei, convocati congiuntamente dal Consiglio Mondiale della Pace (CMP), dal Gruppo Confederale della Sinistra Unita Europea/Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL) e dal Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione (CPPC)
 
18/10/2007
 
Rappresentanti di 20 organizzazioni e movimenti della pace di 14 paesi europei si sono riuniti a Lisbona, negli stessi giorni della Riunione Informale dei Ministri della Difesa dell’UE di Evora, Portogallo. La riunione delle organizzazioni della pace, al termine di un fruttuoso scambio di opinioni, ha diffuso la seguente dichiarazione:
 
1. I popoli d’Europa affrontano crescenti minacce alla pace e alla sicurezza globale, in conseguenza della militarizzazione delle relazioni internazionali e della moltiplicazione delle aggressioni imperialiste in tutto il mondo. La Conferenza della Pace esige la fine immediata di queste politiche belliciste. In alternativa, la Conferenza della Pace difende la promozione di relazioni pacifiche tra i paesi del Continente e di questi con tutto il mondo e reclama il miglioramento delle condizioni sociali dei popoli d’Europa.
 
2. Tenuto conto che il Trattato Costituzionale Europeo è stato respinto in alcuni paesi, in particolare con i referendum in Francia e Olanda, i partecipanti alla conferenza della pace dichiarano che il Trattato Europeo riformato continua ad essere una chiara espressione dell’attuale pericoloso percorso, che si muove nel senso di una concentrazione del potere decisionale politico diretta contro la sovranità dei popoli, di un’intrusione delle agenzie di sicurezza nella vita civile dell’Unione e del rafforzamento della proiezione del potere militare dell’UE nell’arena internazionale. Il Trattato riformato ignora le opinioni dei popoli e serve gli interessi delle grandi corporazioni a tutti i livelli. Esigiamo che venga rispettata la volontà dei popoli d’Europa, così come i loro diritti democratici e che il Trattato riformato sia sottoposto a referendum in tutti gli Stati dell’Unione.
 
3. La crescente supremazia degli interessi economici delle imprese e degli Stati è strettamente collegata alla militarizzazione dell’Europa e provoca la riduzione dei diritti civili, sociali e lavorativi e la criminalizzazione della resistenza civile. La diminuzione della qualità dei diritti e delle istituzioni democratiche ha aperto il cammino all’arrivo e alla promozione di dottrine estremiste e di gruppi criminali e aggressivi, come nel caso dei gruppi xenofobi e nazisti emergenti, e viene accompagnata da campagne, estranee ai sentimenti e agli interessi dei movimenti sociali e popolari, di persecuzione politica nei confronti delle forze progressiste e di pace.
 
4. Le relazioni internazionali sono sempre più militarizzate. L’Unione Europea adotta sempre più frequentemente posizioni aggressive nelle sue relazioni internazionali in merito alla risoluzione dei conflitti latenti o emergenti e delle situazioni di guerra latenti o in corso. La complicità dell’Unione Europea con la NATO, che è un’alleanza aggressiva con giurisdizione mondiale auto-proclamata, è pericolosa per la pace nel mondo e rappresenta una politica distruttiva per gli stessi popoli d’Europa.
 
Gli interventi militari attivi dell’UE nei Balcani, Asia Centrale e Medio Oriente continuano e devono essere apertamente condannati. La presenza di numerose basi militari europee e il crescente invio di forze militari in Africa (in particolare la missione dell’UE nel Ciad e nella Repubblica Centrafricana) suscitano seria preoccupazione in considerazione del passato e degli sviluppi futuri in questo Continente.
 
5. La crescente militarizzazione dell’Europa attraverso l’installazione di basi militari fuori dalle frontiere nazionali, di corpi militari e gruppi navali di rapido intervento per imporre la volontà politica ed economica nel continente o in qualsiasi altra parte del mondo, il perfezionamento di nuove armi o di sistemi di controllo e comando militare integrati, il commercio e la fornitura di armi a terzi per servire interessi economici e la ricerca di vantaggi politici attraverso l’uso della forza nucleare all’estero, costituiscono i sintomi di una politica imperialista che rappresentano un immorale e immenso spreco di risorse e mettono in grande pericolo la sicurezza internazionale e la pace. Al contrario i popoli d’Europa esigono la fine della militarizzazione del Continente.
 
6. L’installazione combinata di piattaforme spaziali e terrestri moderne permette di creare strumenti di spionaggio, controllo e comando globale che, coniugati con le rampe di lancio e i missili esistenti, danno agli USA e ad altre potenze militari il potere di condurre il mondo a livelli bellici nuovi e inimmaginabili, nel cuore del continente europeo, minacciando la pace e la sicurezza e provocando nuove minacce militari.
 
Simili sviluppi nel territorio europeo o fuori di esso, che si traducono in una scalata militare, particolarmente per il dominio delle piattaforme terrestri e spaziali per il trasporto della guerra nel cosmo, devono essere fermamente respinti per il loro carattere egemonico e imperialista, di minaccia della pace e della sicurezza e di provocazione di nuove minacce militari.
 
7. Abbiamo assistito ad una rinnovata espansione delle spese militari globali nel corso dell’ultimo decennio, con un tasso di crescita annuo di quasi il 4%, che ha raggiunto i 1.200 mila milioni di dollari americani nel 2006 (metà di questa spesa è attribuita agli USA). Basterebbe una frazione di questa enorme spesa distruttiva per raggiungere gli obiettivi di sviluppo fissati dal Vertice del Millennio dell’ONU nel 2000, per sradicare la povertà e garantire l’istruzione e l’assistenza sanitaria di base nel mondo.
 
8. E’ fondamentale interesse dei popoli amanti della pace in Europa e nel mondo in generale che l’Unione Europea rinunci a qualsiasi tipo di atteggiamento neocolonialista o paternalista in relazione a terzi. In altre parole, essa dovrebbe condividere relazioni aperte e di cooperazione con i paesi vicini e con tutti i paesi con i quali intrattiene rapporti economici e politici. In nessun caso un paese deve invocare “l’interesse nazionale” come giustificazione per ricorrere all’aggressione, con l’obiettivo di ottenere accesso a risorse e beni essenziali.
 
9. L’Europa deve promuovere un dialogo aperto tra le nazioni, favorendo la smilitarizzazione e la denuclearizzazione, attraverso consultazioni internazionali nel quadro dell’ONU e dell’OSCE. Deve farlo nel rispetto dei trattati precedenti e della loro applicazione, in particolare di quelli che hanno contribuito ad attenuare l’aggravamento delle minacce militare e a promuovere la distensione nei decenni passati.
 
Tutte le parti devono rispettare i loro impegni e non disattenderli con imposizioni unilaterali, come hanno fatto e stanno facendo alcune potenze nucleari. In particolare, le potenze nucleari europee devono essere parte attiva nella riduzione degli arsenali e nella rinuncia a possedere, installare o utilizzare questo tipo di armi di distruzione di massa.
 
10. I popoli d’Europa hanno ripetutamente espresso il loro desiderio di un futuro migliore, come pure la loro opposizione agli interventi militari, alle aggressioni e alle occupazioni straniere in cui i loro paesi erano coinvolti. Hanno anche espresso la loro solidarietà attiva con i popoli aggrediti o vittime di qualsiasi forma di oppressione. Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i popoli della ex Jugoslavia che affrontano le conseguenze dell’ingerenza e dell’aggressione imperialiste che hanno come obiettivo quello di trasformare i loro paesi in protettorati degli USA, dell’UE e della NATO, e di costringerli ad ospitare basi militari straniere. Denunciamo i piani degli USA e dell’UE per far riconoscere l’indipendenza del Kosovo, in palese violazione della sovranità e integrità territoriale della Serbia e in aperta violazione del diritto internazionale.
 
11. I movimenti della pace in tutta l’Europa esprimono il loro appoggio e solidarietà ai popoli di Polonia e Repubblica Ceca, che rifiutano l’installazione di basi per lo “scudo di difesa antimissilistica” degli USA nei loro paesi. E’ dimostrato che l’allargamento della NATO serve da pretesto per l’espansione delle sue infrastrutture in Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Bulgaria, nel contesto di una sempre più marcata tendenza alla militarizzazione di tutto il territorio europeo e della vita dei suoi popoli, che promuove un atteggiamento aggressivo verso i paesi vicini e ne minaccia altri in altre parti del mondo.
 
Questi fatti contraddicono il desiderio di pace dei popoli d’Europa che respingono le alleanze aggressive ed esigono che si facciano passi immediati verso lo smantellamento della NATO.
 
12. Il sistema economico capitalista sta distruggendo rapidamente le risorse naturali. C’è una sempre crescente competizione militare tra i paesi capitalisti per l’accesso alle risorse che rimangono e al loro possesso. La guerra non è solo immorale, ma non rappresenta neppure la soluzione ai perversi propositi delle grandi potenze e agli interessi economici che l’hanno provocata nell’intento di dominare e sfruttare le ricchezze di altri paesi.
 
La storia delle passate guerre coloniali, la guerra del Vietnam e le guerre ancora più recenti in Afghanistan, in Iraq e nel Libano e l’attuale genocidio in Palestina, provano che il potere militare non riesce a sottomettere i popoli e a farli rinunciare al loro diritto inalienabile e legittimo di resistere agli aggressori.
 
In questo contesto, respingiamo con forza qualsiasi manovra, con qualsiasi pretesto venga avanzata, che promuova un attacco all’Iran, e dichiariamo che si tratterebbe di una violazione flagrante del diritto internazionale e della Carta dell’ONU. Esigiamo anche la fine del coinvolgimento dei paesi europei e dell’UE in Afghanistan, a fianco degli USA e della NATO (attraverso l’ISAF), e respingiamo con fermezza l’idea di una missione in quel paese di EUROPOL, capeggiata dall’UE.
 
13. In quanto pacifisti, siamo determinati a lottare per far recedere dall’attuale corsa agli armamenti e per ottenere la smilitarizzazione e il disarmo in Europa, promuovendo relazioni politiche eque tra le nazioni, senza minacce militari e dominazione imperialista.
 
Tutto ciò presuppone un continente libero dalle basi militari straniere e fuori da qualsiasi alleanza militare.
 
Lisbona, 28 e 29 settembre 2007
 
Il testo della dichiarazione è stato diffuso da Cebrapaz (Centro Brasileiro de Solidariedade aos Povos e Luta pela Paz) – www.cebrapaz.org.br
 
Traduzione dal portoghese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare