www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 05-11-08 - n. 248

da www.france-palestine.org/article10222.html
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
La cecità dell'Unione Europea nel faccia a faccia con Israele
    
di David Morrison
 
03/11/2008
 
Come l'Unione Europea ignora il non rispetto degli obblighi da parte di Israele nel quadro degli Accordi UE - Israele. Un documento dettagliato prodotto da David Morrison per Campagna di Solidarietà Irlanda Palestina (Ireland Palestine Solidarity Campaign, IPSC)
 
Sintesi del documento:
 
Il 1 Settembre 2008, l'UE decideva che le riunioni con la Russia, basate su un nuovo accordo di partnership, sarebbero state ritardate “fino a quando le truppe russe si ritireranno sulle posizioni precedenti al 7 agosto”, vale a dire, finché l'occupazione dell'esercito russo della Georgia (almeno all'infuori di Ossezia del Sud e Abkhazia) fosse finita.
 
Il 28 novembre 1995, l'UE ha accettato che Israele diventasse partner, nel quadro degli Accordi di Partnership Euro Mediterranei, con gli stati che si affacciano sul Mediterraneo. All'epoca, le truppe israeliane occupavano una parte del Libano e della Siria ed i Territori occupati palestinesi (Cisgiordania e Gaza) che lo erano da numerosi anni - il Libano dal 1978 ed il resto dal 1967.
 
In effetti, l'UE ha applicato delle norme molto differenti nelle sue relazioni con Israele e Russia. Se le condizioni imposte alla Russia nel settembre 2008 fossero state identiche per Israele nel novembre 1995, l'UE avrebbe negato l’avvio dei negoziati per una partnership con Israele finché le truppe israeliane non avessero lasciato il Libano, la Siria ed i Territori occupati palestinesi.
 
C’è un altro aspetto straordinario nelle relazioni UE – Israele. L'UE si è felicitata di firmare degli accordi con Israele benché, al momento stesso della firma, Israele stesse violando gli obblighi contenuti in tali accordi.
 
Per esempio, la Dichiarazione di Barcellona, che ha stabilito la partnership Euro Mediterranea, obbliga i firmatari a “rispettare l'integrità e l'unità territoriale di ciascuno degli altri partner” e tutta una serie di altre norme del diritto internazionale.
 
Libano, Siria ed Israele hanno firmato la Dichiarazione di Barcellona e sono diventati partner dell'UE nel novembre 1995. In quel momento una parte del Libano e della Siria erano sotto occupazione militare israeliana e le alture del Golan erano state annesse da Israele. In effetti, Israele non “rispettava l'integrità e l'unità territoriale” dei suoi partner libanesi e siriani nel 1995, quando ha firmato la Dichiarazione di Barcellona che contiene quest’obbligo. Ma l'UE ha chiuso gli occhi sulla violazione di Israele dell'accordo di partnership, quando lo ha firmato e lo ha accettato come partner.
 
L'Unione Europea ha continuato a chiudere gli occhi accettando Israele come suo partner benché, allora come oggi, una parte dei territori libanese e siriano continuino ad essere sotto occupazione militare israeliana e l'aviazione militare israeliana violi frequentemente lo spazio aereo libanese.
 
L'Unione Europea ha siglato un certo numero di accordi con Israele, a cominciare dalla partnership Euro Mediterranea firmata nel novembre 1995. Questi accordi fanno obbligo alle parti, tra cui Israele, di rispettare i principi generali riconosciuti dal diritto internazionale.
 
Affermiamo che Israele è stato, e continua ad essere, colpevole del non rispetto dei principi riconosciuti dal diritto internazionale in differenti modi, contrariamente ai suoi obblighi sanciti dagli accordi passati con l'UE. Documentiamo alcune di tali violazioni in questo rapporto. Però l'UE ha continuamente chiuso gli occhi e, malgrado queste violazioni, ha continuato a rafforzare le sue relazioni con Israele, la più recente delle quali risale al 16 Giugno 2008.
 
Come l'abbiamo detto, Israele deve, nella cornice della partnership Euro Mediterranea, “rispettare l'integrità e l'unità territoriale” dei suoi partner, ciò che Israele non ha mai fatto durante tutto il periodo relativo per ciò che riguarda il Libano e la Siria - poiché ha occupato militarmente una parte del loro territorio. Israele deve anche, nel quadro della partnership Euro Mediterranea, “agire in conformità con la Carta delle Nazioni Unite”, cosa che Israele non ha mai fatto durante tutta la partnership - poiché continua a non rispettare le risoluzioni del CSONU (Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite) come nessun altro stato al mondo. L'UE ha chiuso gli occhi su ciò e continua ad accettare Israele come partner.
 
L'Accordo di Associazione con Israele nella cornice della Partnership Euro Mediterranea, comunemente noto come Accordo Euro Med, offre ad Israele un accesso privilegiato al mercato dell'UE. Secondo l'Articolo 2 dell'Accordo, “il rispetto dei diritti dell'uomo e dei principi democratici” è un “elemento essenziale” - e non un elemento opzionale, né un elemento auspicabile, ma un elemento essenziale.
 
Non v’è il minimo dubbio che Israele non abbia mai rispettato i propri obblighi, l'esempio più recente è lo strangolamento economico delle persone a Gaza nel 2007/08, che l'UE stessa ha descritto come una “punizione collettiva”, contraria al diritto internazionale umanitario. Ma di nuovo l'UE ha chiuso gli occhi ed ha negato di avere intenzione di sospendere l'Accordo finché Israele rispetti i suoi obblighi.
 
Dal 1995, Israele è stato un partner dell'UE nella cornice della Politica di Vicinato (ENP). Anche qui, si è supposto che Israele prendesse provvedimenti per promuovere e proteggere i diritti della minoranza araba al suo interno, ed agire per trovare una soluzione ragionevole al conflitto in Medio Oriente. Qui sotto le conclusioni di un rapporto di aprile 2008 della Commissione Europea basato sui progressi di Israele su questo tema:
 
“Tra i problemi sollevati nell’ambito del dialogo politico sono inclusi tra gli altri: il processo di pace, la situazione in Medio Oriente, la situazione della minoranza araba in Israele, le restrizioni di movimento in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, la costruzione del muro di separazione, le detenzioni amministrative, lo smantellamento degli avamposti, l'espansione prevista di alcune colonie israeliane a Gerusalemme Est, l'aumento dei checkspoints. In effetti, pochi progressi concreti sono stati realizzati riguardo tali problemi.”