www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 01-12-08 - n. 252

da CPBM - www.kscm.cz - in www.solidnet.org
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Il Partito Comunista di Boemia e Moravia (CPBM) in merito alla ratificazione del Trattato di Lisbona
 
Conferenza stampa del vice presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista di Boemia e Moravia (CPBM), Jiri Mastalka, riguardo la sentenza della Corte Costituzionale della Repubblica Ceca sulla compatibilità del Trattato di Lisbona con la Costituzione della Repubblica.
 
Praga, 26/11/2008
 
Il 25 novembre 2008 la Corte Costituzionale ha stabilito che la proposta di riforma del Trattato di Lisbona è conforme alla Costituzione della Repubblica Ceca, anche se l’intero documento non è stato giudicato. Con ciò, la sua ratificazione è iniziata nel Parlamento della Repubblica ed allo stesso tempo è stato offerto ai sostenitori di questo trattato un importante argomento a loro favore.
 
Il CPBM critica, sul lungo termine, sia la proposta del Trattato di Lisbona che il processo d’integrazione dell'Unione europea. Siamo convinti che l'Unione europea necessiti di un nuovo documento fondativo e che renderebbe il processo d'integrazione europea più trasparente. Ma tale limpidezza non deve essere fine a sé stessa. A nostro parere, il Trattato di Lisbona non ha tenuto fede ai due propositi principali che noi attendevamo da esso:
 
-         Il Trattato di Lisbona non porta alla democratizzazione della dirigenza dell’Unione europea. Mantiene un deficit democratico nel collegamento tra autorità decisionali dell'Unione e Parlamento europeo. Questo significa che, durante il percorso d’integrazione, l’Unione si è allontanata sempre di più dai cittadini degli stati membri, inclusi i cittadini della Repubblica Ceca.
 
-         Il Trattato di Lisbona trasferisce ulteriori competenze degli stati membri nelle mani dell'euro-burocrazia e di politici non eletti, come ad esempio l’Alto Commissario per gli Affari Esteri e la Sicurezza. Costoro, approfondendo ancora di più il difetto democratico, sono in grado di favorire i loro imbrogli che sono in contraddizione con gli interessi delle nazioni degli stati d’Europa e della stessa Unione.
 
Il CPBM valuta estremamente legittima la battaglia del sig. Vaclav Klaus, presidente della Repubblica Ceca, per il mantenimento della sovranità del nostro paese. Noi comprendiamo i suoi timori, e molti di questi li condividiamo. Sin dall'inizio ci siamo posti la domanda: Chi orienta il potere legale e politico nell’Unione Europea? E, insieme al presidente, constatiamo che “in nessun caso è il popolo!” Allo stesso tempo siamo convinti che lo sviluppo dell’economia e la difesa dello stato sociale richiedano, in un periodo di crisi economica globale in arrivo, un rafforzamento dell'integrazione europea. Ma il Trattato di Lisbona, con la sua limitazione della sovranità e trasferimento del potere ai politici e ai burocrati di Bruxelles privi di ogni fiducia, senza un controllo democratico su di loro, di sicuro non garantiscono il risollevarsi dell'economia, il consolidamento delle sicurezze sociali e di conseguenza il conseguimento delle ragioni dell'integrazione.
 
Ecco perché esprimiamo la nostra meraviglia dinanzi alla decisione della Corte Costituzionale della Repubblica Ceca e rimarremo fermi nella richiesta che la ratifica del Trattato di Lisbona sia fatta sulla base di un referendum. Facciamo appello al Parlamento della Repubblica Ceca perché, in caso di voto, rigetti questo Trattato.