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- osservatorio - europa - politica e società - 02-06-09 - n. 276
Votare Comunista per una Rinascita europea
Di Marco Zoboli, Dip. Esteri PdCI
In attesa del responso delle urne alcuni dati prevedibili appaiono già per certi e sono quelli relativi all’astensionismo. In tutti i paesi si da per scontato che l’astensione in questa tornata assumerà un peso enorme. Unica eccezione vale per i paesi dell’Europa dell’Est che dovrebbero contare in una maggior partecipazione in quanto l’elettorato percepisce nell’Europa la propria ancora di salvezza in relazione alla bancarotta che sta bussando sempre più forte alle loro sempre più deboli economie. Ma nel resto d’Europa la disillusione è forte e comprensibile, l’Europa ha mostrato di essere priva di una comune linea politica, ha mostrato di non essere in grado di ridimensionare le asimmetrie tra i paesi membri (nemmeno tra quelli fondatori) e soprattutto ha mostrato nessun segnale di discontinuità concreta verso la sudditanza storica all’imperialismo statunitense. In relazione alla politica interna ed economica ha intrapreso politiche conservatrici nel mondo del lavoro, ha promosso la privatizzazione di aziende pubbliche (vendendo ori in cambio di specchi – per le allodole), ha sbandierato la libera concorrenza in tutti i settori dell’economia favorendo così l’emergere di monopoli e la delocalizzazione del comparto industriale… e quando il letame ha superato nelle economie dei singoli paesi il livello di guardia, ognuno nel proprio piccolo ha intrapreso la propria mobilitazione reazionaria nel tentativo di dividere la classe lavoratrice ed emarginarla, la recrudescenza del razzismo e l’involuzione dei diritti sociali e della democrazia non è un fenomeno solo italiano… Il quadro è abbastanza nero, da tutti i punti di vista. Non mi stupirei se con l’involuzione democratica presto ci troveremo anche la Turchia kemalista a completare il quadro con la sua pulizia etnica e relativo genocidio tuttora in corso e taciuto verso la minoranza curda.
L’Europa oggi è un soggetto politico non nato, un feto che cresce di contraddizioni ma non di organi vitali per la propria esistenza. Sappiamo bene quanto l’ombrello della NATO abbia inciso e stia incidendo, come sappiamo bene quanto abbia pesato il cavallo di troia (o meglio dire troia senza cavallo) della Gran Bretagna, pronto a fare asse con la sua madre patria (nel senso di sudditanza coloniale del termine) e pungere gli interessi geopolitici europei ai fianchi. Ricordiamo bene il ruolo dell’Inghilterra nello smembramento della Yugoslavia e nelle avventure imperialiste in Irak e Af-Pak (Afghanistan- Pakistan). Molte delle energie che vengono spese oggi dall’imperialismo statunitense sono in chiave antieuropea, perché è interesse degli Stati Uniti che l’Europa come soggetto politico abortisca; lo scudo antimissile in Polonia, la guerra in Ossezia… sono azioni tattiche di una strategia funzionale all’isolamento dell’Europa da suo naturale partner economico ed energetico che si chiama Russia.
Stando lo scenario è logico che gli elettori europei siano demotivati dall’esercitare il proprio diritto di voto; e qui sta a noi far comprendere che l’Europa può esistere come modello politico nella misura in cui determina una radicale discontinuità col tragicomico e recente passato. L’Europa può esistere se alternativa, occorre aprire nuovi equilibri di classe all’interno dei singoli paesi e nell’unione stessa. E’ la sinistra che deve credere in se stessa e rilanciare quella lotta per la trasformazione dei rapporti sociali che l’attuale crisi sistemica richiede. Il percorso sarà lungo e tortuoso ma dobbiamo essere coscienti che il futuro del nostro continente dipende dal rilancio su grande scala della lotta di classe per il socialismo. Quella meravigliosa esperienza d’integrazione in nome del socialismo che sta vivendo il continente latinoamericano deve essere di stimolo per la sinistra europea per ricercare le proprie radici nella lotta. In questi pochi giorni rimasti dobbiamo recuperare in ogni angolo della società italiana quei consensi necessari a condurre con maggior forza possibile il simbolo del lavoro in Europa. Votate e fate votare comunista alle europee perché siano gli interessi di classe a condizionare e a determinare la rinascita del continente fuori dall’oscurantismo della reazione borghese e dalla sua sudditanza alla NATO e all’imperialismo statunitense.