www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 22-11-10 - n. 341

da www.comunistisinistrapopolare.com/?p=806
Traduzione dal russo di Guido Ricci per CSP da kprf.ru/dep/84774.html
 
G.A. Zyuganov interviene alla seduta del comitato politico dell’assemblea parlamentare-consiglio d’Europa: L’Europa deve ascoltare la voce del popolo bielorusso!
 
Servizio Stampa del CC del PCFR
19-11-2010
 
Il 18 novembre a Parigi si è tenuta la seduta ordinaria del Comitato Politico dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio Europeo (PACE), avente, tra l’altro, all’ordine del giorno la questione della situazione in Bielorussia. Dopo la relazione di Sinikka Hurskainen, che in agosto si era recata in Bielorussia per una visita conoscitiva, si è aperta la discussione, che ha visto la partecipazione di Evgeni Smirnov, presidente della Commissione per la Legislazione e la Struttura Statuale del Consiglio della Repubblica (camera, NdT) dell’Assemblea Nazionale di Bielorussia (parlamento, NdT) e di Vitaly Rymashevsky, co-presidente del partito “Democrazia Cristiana di Bielorussia” e candidato alle elezioni presidenziali.
A nome del gruppo parlamentare del PCFR alla Duma di Stato e del gruppo europeo “Sinistra Unita”, costituito presso il PACE, è intervenuto Genady Zyuganov, leader del PCFR.
 
Il leader dei comunisti russi ha ritenuto la relazione della Hurskainen abbastanza moderata nei confronti della situazione bielorussa e ha trovato interessante la discussione, da cui sembra trapelare la volontà di proseguire il dialogo.
All’inizio del suo intervento, Zyuganov ha sottolineato come la questione bielorussa si stia esaminando oggi, dopo 65 anni dalla Vittoria sul fascismo, quella vittoria dei popoli dell’URSS che ha riportato la libertà e la democrazia in Europa e la cui luce illumina la vita di tutto il pianeta.
 
“Voglio ricordare – ha detto Zyuganov – che la Bielorussia per prima ha subito il colpo della Germania fascista, ha combattuto coraggiosamente e ha deposto sull’altare della Vittoria la vita di ogni quarto suo cittadino, ponendo con questo le fondamenta del suo assetto postbellico. Perciò non siamo obbligati semplicemente a prendere atto di ciò, ma siamo obbligati a capire che abbiamo a che fare con un popolo estremamente coraggioso, ardito, ricco di dignità e noi deputati dobbiamo ascoltare la voce di questo popolo”.
 
“Credete a me, a un deputato che da 16 anni lavora all’Assemblea Parlamentare del Consiglio Europeo – ha continuato il suo intervento Zyuganov, – a un uomo che è stato tre volte candidato alle elezioni presidenziali in Russia ottenendo oltre il 40% dei consensi lottando in condizioni politiche estreme. Il nostro Partito era stato messo fuori legge, i nostri giornali vietati; come dirigente di partito, come uomo che più di una volta è stato processato, interrogato, perseguitato, voglio far notare all’opposizione bielorussa che la sua vita politica si svolge in condizioni di gran lunga più favorevoli di quelle in cui si trova ad agire l’opposizione in Russia. La Bielorussia è l’unica, nello spazio post-sovietico, ad avere affrontato le trasformazioni e la democratizzazione della vita sociale senza ricorrere al bombardamento del Parlamento, alla chiusura di giornali e riviste, alla persecuzione delle persone oneste. La Bielorussia ha realizzato trasformazioni economico-sociali nel modo in assoluto più efficace nello spazio post-sovietico, trasformazioni cui è stata data legittimità e sostegno di massa attraverso un referendum popolare e che rispettano gli standard europei di onestà, trasparenza e obiettività”.
 
Il leader dei comunisti russi ha raccontato del suo recente viaggio in Bielorussia, dove ha avuto incontri con deputati e giornalisti e lunghi colloqui con Lukashenko, rilevando come il popolo bielorusso voglia elezioni obiettive e desideri tracciare la rotta per il proprio futuro, come i deputati e il Presidente realmente rendano conto del proprio mandato agli elettori.
 
“Con ciò, vorrei illustrarvi quanto detto – ha proseguito Zyuganov, – non con invenzioni o pii desideri, ma sulla base delle statistiche dell’ONU e dell’Europa. Dalla statistica emerge chiaramente perché il popolo della Bielorussia sostenga questa linea, questa politica di cui il presidente Lukashenko è la personificazione” <…>
 
“Primo. Parliamo molto di diritti dell’uomo, ma questi, innanzitutto, si misurano attraverso l’indice dello sviluppo del potenziale umano. Secondo le valutazioni dell’ONU, tale indice in Bielorussia è più alto che in tutti gli stati dell’ex-Unione Sovietica, Russia compresa. Inoltre in Bielorussia la vita media è di 5 anni più lunga che in Russia, nonostante le risorse siano assai più scarse che nella mia patria, la Federazione Russa”.
 
“Secondo. Uno dei principali diritti del cittadino è il diritto al lavoro. In Bielorussia esso è garantito praticamente a tutti, di fatto non vi è disoccupazione. La dignità della vecchiaia è garantita. Rispetto al 1990, si è registrata una crescita economica del 150%, il che significa che qui si raggiunge una più alta produttività del lavoro. In Russia gli indici di crescita rispetto al 1990 raggiungono solo il 90%, in Ukraina appena l’80%, mentre la Georgia è al di sotto del 50% rispetto al periodo sovietico.
 
In Bielorussia si riscontra il più basso grado di disparità sociale. Se in Russia il rapporto reddituale tra il 10% più ricco e il 10% più povero della popolazione è di 20 a 1, in Bielorussia è di 4,5 a 1, equivalente allo standard di stato sociale dei paesi scandinavi. Nell’Europa tradizionalmente intesa tale rapporto varia invece tra 8 e 10 a 1. In questo senso, la Bielorussia sta costruendo un vero stato sociale, il che soddisfa praticamente tutti gli strati della popolazione, come confermano le elezioni sia locali che presidenziali”.
 
“Terzo. In Bielorussia vige un autentico bilinguismo. Sono tutelate due lingue, il bielorusso e il russo, ben comprese da ukraini, tartari, moldavi, polacchi, ecc.. Le persone si sentono ugualmente degne e non discriminate, come invece accade nei Paesi Baltici, dove esistono non-cittadini, dove nei confronti dei russi si attua l’apartheid del XXI secolo. O come accade nelle repubbliche dell’Asia Centrale e del Caucaso. Anche da questo punto di vista la Bielorussia è di gran lunga più democratica di altri Paesi post-sovietici”. “Quarto. Il pluralismo dell’informazione: sul territorio della Bielorussia si ricevono tutti i canali radio-televisivi della Russia, cosa che non avviene in altri Paesi limitrofi e anche in questo la Bielorussia è assai più democratica”. Qui Zyuganov fa notare come invece siano molti canali russi a comportarsi scorrettamente, stravolgendo i fatti e diffamando la dirigenza e la realtà bielorussa.
 
“Quinto. In Bielorussia a tutti sono garantite pienamente l’istruzione media e superiore-universitaria, mentre nella mia Russia, che ancora fino a poco tempo fa forniva un terzo delle scoperte scientifiche mondiali, ben 2 milioni di bambini non si sono presentati a scuola il 1 settembre di quest’anno in pieno XXI secolo!”.
 
“Sesto. La Bielorussia è la repubblica più sicura per la vita dell’uomo comune. <…> E’ possibile girare la notte per le città in piena sicurezza, senza guardarsi dietro le spalle, senza paura, cosa che non accade pressoché in nessun altro Paese dello spazio post-sovietico”.
 
“Settimo. In Bielorussia non esistono oligarchi (super-ricchi di origine criminale, NdT), né esiste criminalità organizzata e anche questo è un risultato di cui potrebbe andare orgoglioso qualsiasi Paese.”
 
“Ottavo. In Bielorussia è stato creato un modello economico efficace. Qui, nella piccola Bielorussia, si produce un terzo dei camion ribaltabili di grande capacità, ottimi trattori, esportati in 72 paesi del mondo, praticamente in tutti quelli europei. Anche questa abilità concorrenziale testimonia un’alta efficienza dell’economia della repubblica”.
 
“Nono. I cittadini non fuggono dalla Bielorussia, come invece da molti altri Paesi post-sovietici, al contrario vi giungono e vi si installano. I russi si recano in Bielorussia per le vacanze o per visitare i parenti, godendo delle stesse garanzie sociali dei cittadini residenti”.
 
“Decimo. La Bielorussia è uno stato efficiente. Quest’anno in Russia sono bruciati 1.200.000 ettari di bosco. In condizioni climatiche analoghe, anche in Bielorussia si sono verificati oltre 500 focolai, cui non è stato consentito di trasformarsi in grandi incendi, grazie allo splendido lavoro del servizio di difesa e salvataggio. E se andrete in Bielorussia, vedrete che oggi tutte le campagne sono curate e i campi coltivati. In generale, la Bielorussia appare oggi come un moderno paese europeo che si sviluppa con successo”, – ha sottolineato Zyuganov.
 
Il Presidente del CC del PCFR ha poi informato i rappresentanti del PACE sugli sviluppi delle tradizionali forme di rappresentanza popolare. All’inizio di dicembre si terrà l’Assemblea Popolare della Bielorussia: 2.500 delegati, eletti dai lavoratori e provenienti da tutti i collettivi di lavoro, dalle fabbriche e da altre organizzazioni, si riuniranno per ascoltare il rapporto ufficiale di Lukashenko sul lavoro svolto negli ultimi cinque anni e per discutere il piano, proposto dalla sua squadra per i prossimi cinque anni.
 
“Chi ha impedito all’opposizione in Bielorussia, ai candidati di certe organizzazioni, di unirsi? – ha risposto Zyuganov alle obiezioni dei parlamentari europei circa le scarse possibilità elettorali dell’opposizione anti- Lukashenko. – Evidentemente, non vogliono veramente impegnarsi e lottare. Soprattutto coltivano la propria ambizione e la propria presunzione”.
 
“Per quanto riguarda la trasparenza delle operazioni di voto, – ha ricordato Zyuganov, – la Bielorussia ha invitato oltre 1.000 osservatori e aperto tutti i seggi elettorali. Inoltre, alle operazioni di scrutinio, insieme ai rappresentanti di lista di tutti i candidati, presenzieranno osservatori esteri. Un tale livello di trasparenza è invidiabile da qualsiasi Paese europeo”.
 
“Certo, come in ogni società vitale, – ha concluso il Presidente del CC del PCFR, – anche qui sussistono molti problemi e difficoltà. Si tratta, però, di difficoltà connesse alla crescita, che non mettono in discussione i grandi passi in avanti, compiuti dalla Bielorussia nello sviluppo economico-sociale, nella garanzia dei diritti dei cittadini, nell’adeguamento a standard universalmente accettati. Noi, come PACE, siamo assolutamente tenuti a continuare il dialogo e a fare sì, che le migliori tendenze si rafforzino ulteriormente in questo interessante, originale, fiero Paese, profondamente amante del lavoro”.
 
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