www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 05-12-10 - n. 343

da Partito Comunista di Grecia - http://inter.kke.gr/News/2010news/2010-12-1-kea
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Lettera del KKE ai Partiti Comunisti e Operai d'Europa
 
Atene, 1 dicembre 2010
 
Cari compagni,
 
Entro alcuni giorni si svolgerà a Parigi il 3° congresso del cosiddetto "Partito della Sinistra Europea" (SE). Proprio nelle stesse date (3-5 dicembre) avrà luogo l'Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, che quest'anno si terrà in Sudafrica. In questo modo simbolico e provocatorio si evidenzia con chiarezza il ruolo assunto da SE per disgregare e indebolire il movimento comunista internazionale.
 
Come è noto il KKE si è fin da subito opposto all'eventuale creazione di un "partito europeo". Altri partiti che in passato avevano seguito in Europa la corrente dell'eurocomunismo per contrastare l'URSS e gli altri paesi socialisti d'Europa, hanno svolto un ruolo di primo piano nella sua creazione. Ne hanno sostenuto la costituzione anche una serie di partiti che avevano abbandonato ogni riferimento agli ideali comunisti, come il partito Synaspismos in Grecia, che gioca un fermo ruolo anticomunista o il partito Die Linke in Germania. Infine altri partiti comunisti vi hanno, per varie ragioni, aderito come "osservatori".
 
Sono passati alcuni anni da allora e oggi constatiamo, alla luce delle attività, delle tesi e di tutta l'esperienza della SE, che le nostre valutazioni sono state confermate.
 
Nei suoi documenti programmatici (statuto e programma) la SE rifiuta il comunismo, la tradizione rivoluzionaria, è ostile al socialismo scientifico, alla lotta di classe e alla rivoluzione socialista. Nel suo statuto assume il capitalismo come eterno all'interno del quadro istituzionale dell'Unione europea. E' condizione fondamentale alla base della sua stessa esistenza la rinuncia a qualsiasi contestazione dei principi della UE.
 
Ciò è evidente anche nei documenti del 3° congresso della Sinistra Europea dove, attraverso proposte come "Passi concreti da intraprendere per liberare l'UE e le politiche nazionali dalla morsa dei mercati finanziari", viene promossa la prospettiva di un capitalismo "umanizzato". Vengono proposte misure, da cui conseguirebbero presunti "cambiamenti radicali", tese a modernizzare il capitalismo attraverso la "democratizzazione dell'Unione europea", quando invece la UE si è formata per opera del capitale europeo per realizzare un più efficace sfruttamento dei popoli d'Europa e per prevalere nella competizione globale con gli Stati Uniti e le altre potenze imperialiste.
 
Il fatto che le forze che guidano e formano la linea politica della SE operino all'interno del modo di produzione capitalistico risulta in tutta evidenza dai suoi appelli a sostenere l'Unione europea imperialista e nell'auspicio che la UE raggiunga un maggior peso negli affari mondiali. E' anche evidente negli accenti al "neo-liberalismo" che pervade i suoi documenti, alimentando tra i lavoratori d'Europa l'illusione che può esistere un altro modello di "gestione" nel quadro del capitalismo, in grado di risolvere i problemi della gente. Il ruolo pericoloso della SE è più che mai lampante quale meccanismo per imbrigliare le forze nel quadro del capitalismo e alla "favola" della socialdemocrazia europea.
 
Le "lacrime" che la SE adombra nei documenti del suo terzo congresso, riconoscendo che la scomparsa del "socialismo reale" ha portato a un deterioramento della vita dei lavoratori, sono ipocrite se si considera che le forze che hanno portato alla SE sono le stesse che hanno combattuto, insieme alle destre e ai socialdemocratici, l'Unione Sovietica e gli altri paesi socialisti. A tutt'oggi la SE accetta e utilizza l'intero armamentario di argomentazione della borghesia, che finisce per identificare il comunismo con il fascismo. Non è un caso che nei documenti della Sinistra Europea non vi sia alcuna menzione all'inaccettabile distorsione della storia portata avanti dall'Unione europea, dal Consiglio d'Europa e dalle altre organizzazioni imperialiste contro la storia del movimento comunista e operaio in Europa.
 
Se si considera che questo partito sostiene apertamente un ruolo più incisivo dell'Unione europea nel mondo e ha accettato la sua politica estera e di sicurezza, le divergenze avanzate dalla SE in materia di militarizzazione dell'Unione europea e di relazioni internazionali equivalgono alle prediche dei preti. Lo stesso vale per il suo appello allo "scioglimento della NATO", in quanto tale richiesta non è coniugata alla lotta per il disimpegno di ogni Stato membro dal Patto atlantico.
 
La SE ha una posizione ipocrita anche riguardo la risoluzione di una serie di problemi internazionali (Palestina, Cipro, il blocco contro Cuba) poiché essa afferma che saranno risolti non già attraverso la lotta antimperialista dei popoli, ma attraverso l'attuazione del diritto internazionale ed europeo. Di quale "diritto" parla la SE? La sentenza del tribunale dell'Aja, che legittimava l'intervento della NATO nei Balcani e il protettorato sul Kosovo, dimostra chiaramente l'essenza del diritto internazionale ed europeo. Un altro esempio è la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che giustifica il governo della Lettonia nella persecuzione e incarcerazione del veterano antifascista Vasili Kononov, perché secondo il giudice aveva agito come "terrorista" nel 1944 combattendo contro le orde naziste che avevano invaso il suo paese, l'URSS. Altre dimostrazioni sono: la ripugnante posizione comune dell'UE ostile verso Cuba; la messa a bando delle attività dei partiti comunisti e dei simboli del movimento comunista e dei lavoratori in vari paesi dell'Unione. Su tutto questo la SE tace. Chiude gli occhi e mostra di non vedere la barbarie imperialista che si concretizza nel "diritto" oggi dominante e che non è altro che la legge imperialista del più forte.
 
Compagni,
 
I tempi sono maturi per superare le illusioni sul ruolo della Sinistra Europea. Il KKE invita i Partiti Comunisti e Operai, che per ragioni diverse aderiscono o sono osservatori in questo partito creato in base alle condizioni della UE e ad essa funzionale, di riesaminare la loro posizione. L'indebolimento ulteriore di questo partito "di sinistra" dell'Unione europea, il rafforzamento della cooperazione paritaria dei partiti comunisti e operai in Europa sulla base del marxismo-leninismo e dell'internazionalismo proletario, a prescindere dalle condizioni e dai confini posti dall'Unione europea, costituisce l'unica speranza per la riorganizzazione del movimento comunista europeo ed è l'unica risposta valida contro l'aggressione del capitale europeo ai diritti dei lavoratori.
 
Sezione Internazionale CC del KKE
 
 

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