www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 16-02-11 - n. 351

da www.rete28aprile.it 
 
Sciopero nei trasporti in Europa
 
di Carrara Goffredo
 
15/02/11
 
Mentre da noi, in Italia, il “Contratto della Mobilità” è scomparso dal dibattito e dall’attenzione sindacale, in Germania si è conclusa una vicenda sindacale che ha coinvolto i lavoratori del trasporto ferroviario in lotta, da mesi, per porre fine alla concorrenza salariale esercitata dalle compagnie private che pagavano salari fino al 20% inferiori a Deutsche Bahn. Quella riportata è la sintesi di informazioni tratte dal sito della EVC (Sindacato dei trasporti e delle ferrovie tedesche)
 
FERROVIERI - RFT
 
“Conclusa la vertenza nel traffico ferroviario regionale, con il raggiungimento di un accordo su un nuovo contratto collettivo. DB, i suoi concorrenti privati ed il sindacato EVG si sono accordati su un nuovo contratto collettivo di settore. Alle trattative non ha preso parte il sindacato dei macchinisti GDL.
Con questo accordo si dovrebbe evitare in futuro una competizione tra DB ed operatori privati, nel trasporto regionale, basata solo sui costi dei dipendenti.
Tramite questo accordo i livelli salariali dei dipendenti delle imprese private Abellio, Arriva, Benex, Keolis, Veolia e Hessische Landesbahn, che prima potevano essere inferiori anche del 20% a parità di mansione, si avvicinano a quelli dei dipendenti di Deutsche Bahn, che rimangono comunque migliori.
L’accordo sul contratto collettivo verrà comunque preso come base, per gli operatori privati, per le future contrattazioni, costituendo uno standard minimo di partenza per tutte le imprese del settore.
Il contratto collettivo di settore entrerà in vigore dal 1° febbraio e riguarderà i circa 128.000 dipendenti delle ferrovie regionali.”
(fonte Der Spiegel)
 
“Il contratto collettivo della DB Regio (DB AG) verrà da ora in poi applicato anche nelle imprese che fino ad ora hanno potuto agire sul mercato approfittando di contratti al ribasso. Questo rappresenta per oltre 3.000 lavoratori una maggiore sicurezza: essi non dovranno più temere di poter perdere il posto di lavoro o di dover lavorare in una impresa di trasporto che impone condizioni peggiori.
Secondo il presidente del sindacato EVG, Alexander Kirchner, questo accordo sul contratto collettivo “potrebbe rappresentare una pietra miliare nella storia contrattuale delle ferrovie tedesche”. Il componente della presidenza del DGB, Claus Matecki, parla di “una importante e buona giornata”, per i dipendenti delle ferrovie regionali, per i quali è stato invertito il trend al ribasso dei salari.
Il nuovo contratto collettivo, che entra in vigore dal 1° febbraio 2011, per i 135.000 dipendenti della DB, procura aumenti salariali complessivi del 5%: viene pagata una tantum di 500 € per i mesi da agosto 2010 a febbraio 2011; un aumento salariale del 3,8% in due tranche: l’1,8% a partire dal 1° marzo 2011 ed un ulteriore 2% a partire dal 1° gennaio 2012. Viene reso più dinamico il pagamento delle ferie, al quale viene applicato l’aumento salariale; l’azienda si impegna a mettere a disposizione circa 50 ml € l’anno per migliorare tra l’altro le pensioni di anzianità. Nel complesso, il contratto esprime aumenti per circa il 5%, a fronte di una richiesta iniziale del sindacato del 6% e rimarrà in vigore fino al 31/12/2012.”
(fonte EVG)
 
E’ indubbio che il risultato sindacale ottenuto è significativo.
La vertenza è stata portata avanti dal sindacato tedesco che ha trattato parallelamente - con la Deutsche Bahn su un tavolo, con 6 compagnie private su un secondo - il contratto del trasporto ferroviario regionale. Ha trattato, dopo aver posato sui tavoli a fine ottobre la pistola di uno sciopero di avvertimento che ha cancellato centinaia di treni, compresi quelli a lunga percorrenza non interessati dalla vertenza. Un’iniziativa di lotta che ha spinto il responsabile del traffico passeggeri di DB ha dichiarare: “La mancanza di riguardo, il modo grossolano in cui si è intervenuti nel traffico, ci hanno ferito profondamente”.
 
E’ evidente il contrasto tra quello che avviene da noi, dove la pratica degli scioperi “differiti” da parte del Governo registra la flebile risposta dei sindacati di categoria che si dichiarano “indignati”, “preoccupati” e, al massimo, si mobilitano attraverso “minacciose” azioni in difesa del diritto di sciopero ricorrendo agli organismi di “garanzia”.
 
Sia chiaro. Il sindacato tedesco che ha portato avanti questa vertenza non è certo un sindacato “rivoluzionario”. Per come la penso io, è un sindacato che ha un’impostazione politica e sociale (per usare un termine in disuso ma efficace) “socialimperialistica”. Ma non è questo il problema, in questa fase storica del movimento operaio.
 
E’ l’esempio concreto che un sindacato che fa il suo mestiere può ottenere dei risultati concreti, anche in una situazione difficile come quella richiamata. Questa vertenza conferma, tra l’altro, che lo “sciopero”, per essere efficace, deve “fare male” alla controparte. Mentre se, come spesso avviene in Italia, lo sciopero diventa l’equivalente di una mozione parlamentare ed assume un carattere simbolico e puramente dimostrativo, che di fatto non intacca la controparte, la sua efficacia è quasi nulla.
 
Oggi le condizioni oggettive hanno prodotto un lavoratore europeo dei trasporti. Le alleanze, le fusioni, le acquisizioni che vedono impegnata anche Trenitalia in Europa, pongono con forza l’esigenza di un’azione sindacale coordinata ed unita a livello europeo. C’è un ritardo enorme su questo terreno. E’ una battaglia che le compagne e i compagni della “CGIL che vogliamo”, in Filt e non solo, devono mettere all’ordine del giorno della loro impegno politico.
 
 

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