www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 13-11-11 - n. 385

da http://vivelepcf.over-blog.fr/article-cn-du-pcf-du-21-octobre-2011-intervention-de-dominique-negri-38-88009156.html
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Consiglio nazionale del PCF del 21 e del 22 ottobre 2011
 
Intervento di Dominique Negri, federazione de l'Isère
 
Rompere con l'UE del capitale e col suo strumento, l'euro: la direzione del partito deve smettere di evitare la questione.
 
L'orientamento euro-costruttivo del partito della sinistra europea (del resto foraggiata dalla Commissione europea) non può essere trasposto così nel PCF, come le teorie di Jean-Luc Mélenchon, di cui vi ricordo solo il suo voto per Maastricht.
 
Quando sento avanzare la prospettiva di un ri-orientamento progressista della BCE, vedo un'illusione riformista che contribuisce seriamente a riabilitare un'istituzione concepita contro i popoli e le democrazie nazionali.
 
Quando sento Pierre Laurent paventare che "l'UE va in frantumi se non si rifonda", resto sorpresa. Per me, se si combatte il capitalismo, si combatte l'UE!
 
I popoli hanno vissuto un'esperienza dolorosa in 10 anni di euro. Tutto quello che il PCF aveva analizzato e denunciato negli anni 90, si realizza: l'aumento della concorrenza tra i popoli, le delocalizzazioni, gli arretramenti sociali, il rafforzamento delle dominazioni imperialiste, ecc.
 
Da molti mesi, governi, UE e BCE massacrano i popoli "per salvare l'euro" che non ha salvato nessuno dalla crisi, al contrario.
 
Da un lato c'è "un'unione sacra" per "salvare l'euro" ed utilizzare la crisi per rendere più pesante la tutela dell'UE sulle nazioni. Essa riunisce Sarkozy, Hollande, Aubry, Zapatero, Merkel… La pressione dell'ideologia dominante è immensa, inedita nella difesa dell'euro. D'altra parte, il rifiuto dell'UE del capitale, cresce. Il suo carattere di classe si afferma ancor più che in occasione dei referendum nazionali come quelli in Francia del 1992 e del 2005.
 
La Francia non ha lo stesso posto nell'UE della Grecia. L'uscita della Francia dall'euro, significherebbe la fine dell'euro.
 
Una grande campagna politica può infliggere una sconfitta importante al capitale. Penso che sia essenziale, basilare per smascherare e combattere il consenso delle forze politiche dell'alternanza. Queste hanno accuratamente delegato all'estrema destra nazionalistica, il compito di utilizzare l'opposizione all'euro ed all'UE, con posizioni che a volte sono state nostre. È estremamente pericoloso lasciare fare.
 
Siamo 7 membri del Consiglio nazionale ad aver chiamato ad una campagna nazionale del PCF per la rottura con l'UE del capitale e per la fine dell'euro (http://vivelepcf.over-blog.fr).
 
È del tutto anomalo che questo punto di vista, di una parte dei leaders comunisti, non sia reso pubblico da l'Humanité e che non sia discusso. Chiedo alla direzione di organizzare un dibattito nel partito a livello del CN sulla questione. È urgente. Ricordo che il congresso ordinario dove la questione avrebbe dovuto essere discussa, è stato annullato.
 
La battaglia contro l'UE del capitale è una battaglia internazionalista. Tutto ciò che si raggiunge in un paese, serve agli altri popoli. Il PCF ha una responsabilità immensa nel proseguire la sua battaglia storica per il rifiuto dell'applicazione del trattato e delle direttive europee, contro l'euro.
 

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