www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 02-11-12 - n. 428

da www.pcpe.es/internacional/item/1918-la-ue-es-una-estructura-reaccionaria-en-toda-regla.html
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
L'UE è una vera e propria struttura reazionaria
 
Intervista a Jean-Luc Sallé, Segretario generale dell'Unione dei Rivoluzionari Comunisti di Francia (URCF) a cura di Unità e Lotta, organo del CC del PCPE
 
28/10/2012

1) Come definisce il vostro partito l'Unione europea?

 
 
Consideriamo l'Unione europea come un'unione, o più precisamente un cartello, di Stati imperialisti d' Europa in cui vi è una doppia tendenza: quella dell'integrazione continua (il federalismo) e quella dell'acutizzazione delle contraddizioni inter-imperialiste tra i paesi membri, l'allineamento rispetto agli Stati Uniti, la competizione e rivalità con questo paese. Questa struttura sovranazionale si basa sulla dittatura condivisa di classe della borghesia monopolista sotto l'egemonia franco-tedesca su scala continentale, in cui la politica dell'UE ha come obiettivo fondamentale la soddisfazione degli interessi dell'oligarchia finanziaria creando le condizioni per la massimizzazione del profitto. Pertanto, l'Unione europea è una vera e propria struttura reazionaria che si traduce in una reale regressione generale.
 
Sul piano democratico, con Trattati che rendono obbligatoria la politica d'austerità con la sistematica violazione delle sovranità popolari, dove i trattati sono stati ampiamente respinti nelle consultazioni popolari. Nel campo delle libertà, con il recupero di un vero e proprio maccartismo europeo focalizzato sul comunismo e sui partiti marxisti-leninisti, principali ostacoli per la politica imperialista dell'UE. Sul terreno sociale, con il peggioramento delle condizioni di lavoro ovunque, con le privatizzazioni, aiuti pubblici ai monopoli, la disoccupazione di massa e la liquidazione delle conquiste e dei diritti sociali conseguiti attraverso le grandi lotte del XX secolo. Infine, nel campo militare, con l'adesione degli Stati membri alla NATO, principale fuoco internazionale della guerra, dalla Jugoslavia all'Afghanistan passando per la guerra contro la Libia e le ingerenze in Siria.
 
2) Considerate possibile la possibilità di riformare l'Unione europea a beneficio dei popoli?
 
No. In questo caso la pratica continua ad essere il criterio della verità. Se ci atteniamo al quadro dell'Unione europea, possiamo vedere come sono fallite tutte le promesse e gli impegni dei liberali borghesi e dei socialdemocratici circa "l'equiparazione dei paesi verso l'alto", la "prosperità", lo "sviluppo delle libertà", la "pace". Per arginare il malcontento e la rabbia, i monopoli utilizzano il social-riformismo e le loro utopie reazionarie: "democratizzazione degli organismi dell'Unione europea", "la trasformazione della Banca centrale europea" in una "Banca per gli investimenti e l'occupazione", misure che mai sono state concretizzate. Qui abbiamo l'opportunismo contemporaneo che, con una fraseologia di sinistra, è in realtà una comparsa e difende l'Unione europea imperialista. L'unica via popolare è combattere l'UE con un approccio di classe anti-capitalista.
 
3) Quali sono per voi le principali vie della lotta contro l'Unione europea?
 
E' necessario lottare su tutti i fronti. Le lotte sindacali e gli scioperi per respingere le misure reazionarie e difendere i posti di lavoro, i salari, le condizioni di lavoro. Le lotte e la chiarezza politica per denunciare la politica del capitale finanziario nell'Unione europea e in ciascuno Stato, dimostrando che la crisi è il risultato del sistema capitalista e non di una "cattiva gestione", utilizzando le possibilità elettorali legali nei paesi in cui vi è il referendum. Infine, l'URCF sviluppa e propone una strategia di lotta contro l'Unione europea nella prospettiva generale della lotta per porre fine al capitalismo con la rivoluzione socialista e il potere operaio. Il dispiegamento dell'internazionalismo proletario è la condizione per il successo: le forze borghesi e il Partito riformista della Sinistra Europea coordinano la loro politica, i partiti comunisti d'Europa devono fare lo stesso a partire dalla difesa degli interessi comuni della classe operaia e del popolo lavoratore.
 
4) Può riassumerci la politica del resto dei partiti politici francesi sull'UE?
 
Allo stesso modo che nel resto d'Europa, il liberalismo borghese e la socialdemocrazia governano il paese in alternanza. Queste due correnti, con il 90% della rappresentanza parlamentare in Francia, sono in completo accordo sul sostegno alla costruzione dell'Europa dei monopoli. Usano i mezzi di comunicazione a loro servizio per diffondere visioni favorevoli all'UE imperialista e sostenere la sua politica d'austerità imposta in tutti i luoghi. L'atteggiamento verso l'Unione europea riflette le diverse posizioni di classe. Il NO al trattato del 2005 fu eterogeneo. Le posizioni nazionaliste e scioviniste furono espresse dai neo-fascisti del Fronte Nazionale (Marine Le Pen), che difende gli interessi del piccolo e medio capitale, di certi monopoli compromessi dalla concorrenza. Il razzismo e la xenofobia sono l'arma del FN per dividere i lavoratori e imporre una politica altrettanto reazionaria. Il "No di sinistra" raggruppa i social-riformisti (trotskisti - Fronte di Sinistra) che difendono "un'altra Europa", una "Europa sociale", nel quadro dell'UE e della dominazione del capitale, e i comunisti che mettono in relazione la lotta per la rottura nazionale e internazionale con l'Unione europea, con la prospettiva di lotta per il socialismo e per porre fine all'imperialismo.
 
5) Qual è la posizione dell'URCF sul Partito della Sinistra Europea?
 
Denunciamo l'opportunismo di questa coalizione che, proponendo la "trasformazione dell'UE", è parte integrante della gestione di questa istanza imperialista e si converte in tirapiedi della politica dei monopoli. Il PSE genera confusione per quanto riguarda la nocività e l'origine delle politiche antipopolari dell'Unione europea e così funge da ripetitore, da ausiliario della socialdemocrazia dietro il pretesto delle riforme da conquistare. L'URCF ritiene necessaria, per combattere il PSE, la denuncia dell'opportunismo, della sua direzione e del suo finanziamento da parte dell'UE, svolgendo contemporaneamente un lavoro di spiegazione, di presa di coscienza circa la natura imperialista dell'Unione europea, iniziando dai partiti del PSE.
 

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