www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 12-11-12 - n. 429

da www.pcpe.es
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
C'è bisogno di un'unione di tutti i veri partiti e movimenti comunisti d'Europa in un fronte contro l'Unione Europea del grande capitale
 
Intervista a Georges Gastaud. Segretario Nazionale del Polo di Rinascita Comunista di Francia (PRCF)
 
a cura di Unità e Lotta - organo del CC del PCPE
 
12/11/2012
 
1) Il vostro partito come definisce l'Unione europea?
 
Per il Polo di Rinascita Comunista di Francia, l'Unione Europea è un cartello imperialista totalmente reazionario, che è stato costruito, dalla A alla Z, contro il socialismo dell'Europa dell'Est, con le prospettive di trasformazione sociale (soprattutto nell'Europa del Sud), contro la sovranità delle nazioni e contro le conquiste sociali. Attualmente, questo cartello si sforza per ciò che Barroso ha definito un "grande balzo in avanti federalista", per convertirsi in uno Stato - in realtà un Impero - dominato dall'asse Washington-Berlino. L'imperialismo francese, che ha perso l'iniziativa in primo luogo a causa del suo collasso industriale, sta cercando di svolgere in questo scenario il ruolo di seconda spada della Germania. Si noti che, contemporaneamente, l'impero euro-atlantico, fortemente vincolato con Washington e la NATO nel quadro dell'Unione transatlantica, distrugge gli Stati-nazione da sopra e da sotto, come si è visto in Belgio. In un manifesto recente, il MEDEF (il grande padrone "francese") richiede chiaramente di porre fine alla storia dello Stato-nazione forgiato dalla Rivoluzione francese e di scioglierlo in prospettiva("Stati Uniti d'Europa") e da sotto ("riconfigurazione dei territori" attraverso l'attuazione dei "Länder", tra cui alcuni oltre confine).
 
2) Considerate possibile la possibilità di riformare l'Unione europea a beneficio dei popoli?
 
Assolutamente no. Lo slogan dell' "Europa sociale" o del "riorientamento dell'euro" che hanno il Fronte de Gauche e il PCF "euro-costruttivo" non è altro che un richiamo social-imperialista che conduce ai movimenti, diciamo, "radicali" a 1) trasformarsi in forza d'appoggio al partito "socialista" di Hollande e 2) abbandonare il terreno della difesa patriottica della Francia, distrutta come nazione dall'imperialismo francese e lasciarlo in mano dei razzisti e dello xenofobo fronte "nazionale".
 
3) Quali sono per voi le principali vie della lotta contro l'Unione europea?
 
In primo luogo è fondamentale che si forgi una resistenza della classe operaia contro il pacchetto di misure d'austerità, che provengono dalla destra o dal partito "socialista" francese e per questo dobbiamo lottare contro l'euro-sindacalismo della collaborazione di classe che imprigiona la leadership della CGT. Ugualmente, è auspicabile unire tutti i comunisti che hanno preso coscienza della necessità di una opposizione radicale, rivoluzionaria, all'UE e all'euro, in una grande campagna "rossa" con lo slogan "per uscire, dobbiamo lasciare": il cui obiettivo è quello di rompere la catena imperialista europeo. Non dimentichiamo che il popolo francese ha votato No alla Costituzione europea con il 55% dei voti, quasi il 75% dei lavoratori ha votato NO. Dobbiamo costruire un ampio Fronte Repubblicano Antifascista, Patriottico, Popolare e Progressista del nostro popolo, con la classe operaia in testa, per far uscire il nostro paese dall'Europa "dalla porta di sinistra", con lo scopo di far rivivere i valori del Consiglio Nazionale della Resistenza: l'indipendenza nazionale, la cooperazione tra Stati liberi analoga all'ALBA latinoamericana, il progresso sociale, la nazionalizzazione delle banche e delle imprese strategiche, tutto nella prospettiva di aprire un grande conflitto di classe libero in Francia e di riaprire, non solo nei sogni ma nei fatti, la via del socialismo per il nostro popolo. Chiaramente, tutto questo si articola sulla necessità di ricostruire un grande e vero partito comunista d'avanguardia nel nostro paese e di far vivere le lotte in Europa, lotte non per "riformare" l'UE, ma per distruggerla e aprire una crisi rivoluzionaria salutare in Europa, insieme con i nostri fratelli di lotta greci, spagnoli, portoghesi, italiani, etc.
 
4) Può riassumerci la politica del resto dei partiti politici francesi sull'UE?
 
I due partiti dominanti, il PS e l'UMP sono, con alcune lievi differenze interne, veri ayatollah della "costruzione europea": riflettono le posizioni dominanti nella grande borghesia capitalista. I "Verdi" sono anch'essi per l'Europa federale, ma non assumono chiaramente la loro posizione perché non vogliono sostenere l'austerità. Il PCF e il Front de Gauche, con la maggior parte dei partiti trotskisti, sono per la "riorganizzazione progressista dell'Europa". Mélenchon, per esempio, si è profuso in dichiarazioni stupide durante la campagna presidenziale, come "l'Europa è nostra", "L'euro è la nostra moneta". Per quanto riguarda il Fronte Nazionale, la loro posizione è ipocrita: finge di essere anti-europeo, ma ha votato l'Atto Unico Europeo nel 1986, non reclama l'uscita dall'UE e propone, sempre di meno, un "uscita concordata dall'euro". In parole semplici, la Francia non lascerà l'euro se Angela Merkel non darà il via libera. Per contro, ci sono molti comunisti fedeli a Jacques Duclos, numerosi socialsiti fedeli a Jaurès, molti gollisti di "base" fedeli alle idee di indipendenza nazionale calpestate dall'UMP, che vogliono RESISTERE. Ai comunisti diciamo loro di unirsi nell'azione, come propone il PRCF, per elevare allo stesso tempo la bandiera della Repubblica e della classe operaia al fine di guidare la classe operaia su posizioni di USCITA UNILATERALE DALL'UNIONE EUROPEA. Ciò non vuol dire che se non usciamo dall'UE e dall'euro il nostro paese morirà, ma che se restiamo, tutte le nostre conquiste scompariranno.
 
5) Qual è la posizione del PRCF rispetto al Partito della Sinistra Europea?
 
Noi ci opponiamo radicalmente a questo raggruppamento chiaramente riformista, il cui obiettivo è ancorare gli ex partiti comunisti alla deriva nell'orbita del cartello imperialista europea e farli diventare cinghia di trasmissione della "sinistra" della costruzione europea e della burocrazia europea. Abbiamo bisogno di una rinascita del Movimento Comunista Internazionale, sulla base del marxismo-leninismo ed una unione di tutti i veri partiti e movimenti comunisti d'Europa in un fronte contro l'Unione Europea del grande capitale, per la sovranità dei popoli, per il progresso sociale, la democrazia e il socialismo.
 
 

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