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- osservatorio - europa - politica e società - 12-12-12 - n. 433
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
In merito al Nobel per la Pace all'Unione Europea
Comunicato dell'Incontro regionale del Consiglio Mondiale della Pace (WPC), tenutosi a Bruxelles il 29-30 ottobre 2012, sulla assegnazione del Nobel per la Pace all'Unione Europea
04/12/2012
In risposta all'annuncio del premio Nobel per la Pace all'Unione Europea, le organizzazioni appartenenti al Consiglio Mondiale della Pace (WPC) non possono fare a meno di ricordare:
- che nel corso degli ultimi decenni l'Unione Europea ha condotto un processo di militarizzazione, accelerato dal 1999, dopo aver svolto un ruolo cruciale nella disgregazione violenta della Jugoslavia e, più tardi, nella brutale aggressione militare contro questo paese, che si è conclusa con il processo di secessione della provincia serba del Kosovo a dispetto del diritto internazionale;
- che dopo il vertice NATO tenutosi a Washington nel 1999, all'Unione Europea è stato dato il ruolo di pilastro europeo del blocco politico-militare guidato dagli Stati Uniti. Un ruolo che da allora ha ribadito e rafforzato, in particolare a partire dal 2002 e con l'adozione del Trattato di Lisbona. Va ricordato che 21 Stati membri dell'Unione Europea aderiscono alla NATO;
- che nel corso degli ultimi decenni, l'Unione Europea ha guidato e sostenuto tutte le aggressioni militari della NATO e/o dei suoi membri contro la sovranità e l'indipendenza nazionale di vari Stati, come Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, Libia e ora Siria, così come ha sostenuto le violente sanzioni che hanno colpito duramente le popolazioni di diversi paesi;
- che l'Unione Europea ha assunto posizioni e azioni che vanno contro i principi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite sul rispetto della sovranità degli Stati e sul non intervento nei loro affari interni, e, al contrario, ha promosso una crescente e inarrestabile militarizzazione delle relazioni internazionali, mostrandosi compiacente con la violazione dei diritti umani, come nel caso, ad esempio, dei cosiddetti "voli della CIA", i sequestri criminali e gli atti di tortura. In questo contesto, le nostre organizzazioni considerano a dir poco discutibile l'assegnazione di un Premio Nobel per la Pace all'Unione Europea per il suo contributo al progresso della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa, come dichiarato dal Comitato norvegese per il Nobel annunciando il premio.
A maggior ragione, in un momento in cui nell'Unione Europea si ha la crescita di una serie di circostanze e trasformazioni che hanno portato ad un aumento delle disuguaglianze e ingiustizie sociali e alle relazioni tra gli Stati sulla base del dominio economico e anche politico da parte di alcuni Stati rispetto ad altri, una realtà lontana dalla proclamata fratellanza tra le nazioni o dai congressi per la pace di cui Alfred Nobel parlava come criterio per la scelta del Premio Nobel della Pace nel suo testamento del 1895.
L'Unione Europea è ben lontana dal realizzare la cosiddetta missione di diffondere la pace, la democrazia, i diritti umani nel resto del mondo che alcuni le attribuiscono, al contrario, l'Unione Europea si comporta come una forza imperialista. La pace in Europa è stata una vittoria dei popoli dopo la Seconda Guerra Mondiale, in cui pesava l'aspirazione alla pace di milioni di cittadini, molti dei quali attivisti del forte e ampio movimento per la pace che prese il via e si sviluppò dopo il 1945.
La realtà e i fini annunciati da parte dell'Unione Europea sono ben lontani dai valori e dai principi proclamati e stabiliti dalla storica Conferenza di Helsinki, tenutasi nel 1975, come ad esempio: il rispetto della sovranità, il non ricorso alla minaccia o all'uso della forza, il rispetto per l'integrità territoriale degli Stati, la soluzione pacifica dei conflitti, il non intervento negli affari interni degli Stati, il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, il diritto all'autodeterminazione dei popoli e la cooperazione tra gli Stati, valori e principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite.
Proprio come nel 2009, con la consegna del premio Nobel per la Pace a Barack Obama, allora neo-eletto presidente degli Stati Uniti, quello attuale assegnato all'Unione Europea non contribuisce a dare credibilità e prestigio a questo premio.
Le Organizzazioni della sezione europea del Consiglio Mondiale della Pace (WPC) protestano contro l'assegnazione del Nobel per la Pace 2012 all'Unione Europea, e invitano tutti i membri e le organizzazioni amiche ad esprimere anche la loro protesta il 10 dicembre, giorno dell'assegnazione del premio.
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