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Quando SYRIZA e Alexis Tsipras riponevano le loro speranze nell'elezione di François Hollande per «cambiare l'Europa»!

AC * | solidarite-internationale-pcf.over-blog.net
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

17/02/2014

Ai primi di febbraio, il signor Alexis Tsipras era presente a Parigi per presentare la sua candidatura alla Commissione europea. Non aveva parole per descrivere la sua delusione di fronte alla politica di François Hollande. Va detto che aveva fatto la sua stessa campagna nel 2012 … in Grecia!

Lo scorso 3 febbraio, Tsipras ha fatto pubblica professione di fede a Parigi. Nel suo discorso, per sette volte, ha espresso la sua delusione, la sua indignazione, la sua rabbia di fronte alla politica di François Hollande, quella «del difensore della politica più di destra che l'Europa abbia subito».

«Se il governo di Hollande fosse stato differente, oggi l'Europa sarebbe differente» ! Con i se …

Eppure, Alexis non può evitare di avere nostalgia per il sogno abortito di una «Rivoluzione» elettorale: «Se il governo di Hollande fosse stato differente, oggi l'Europa sarebbe differente». Con i «se» non si rifonderà l'Europa!

Nel tempo della crisi dell'Unione europea, strumento di dominazione del grande capitale screditato tra i popoli, egli non propone ancora nei suoi discorsi che di «riunificare l'Europa», «ricostruire l'Unione europea», «cambiare l'Europa».

Il tutto sulla base di un «New Deal» europeo, un «piano Marshall» per l'Europa, una riduzione del debito simile a quello della RFT nel 1953. Degli strani riferimenti, al tempo stesso keynesiani e atlantisti, per un candidato descritto come «radicale» nella stampa dominante.

Si sa che negli ultimi mesi Alexis Tsipras non ha omesso di rassicurare i grandi della terra: il ministro tedesco dell'Economia a Berlino, i responsabili del FMI a Washington, fino ad inviare una lettera a Mario Draghi, a Herman van Rompuy e a José Barroso, con lo stesso discorso: «Io non sono pericoloso, voglio salvare l'Euro e l'Europa, aiutatemi».

Ma allora perché - lui che semina ancora tante illusioni - dichiara le sue illusioni perdute di fronte ad Hollande? Occorre ritornare sulle dichiarazioni di SYRIZA, in particolare, e di Tsipras tra il 2010 e il 2012 per capire questo atto di apostasia.

Hollande, Tsipras e il «vento del cambiamento» in Europa

SYRIZA, e in modo particolare Alexis Tsipras, aveva da lungo preparato il terreno contrapponendo l'«Europa della Merkel-Sarkozy» al «vento del cambiamento» che potrebbe comportare l'elezione di un presidente «di sinistra» in Francia e che potrebbe spostare l'Europa a sinistra.

Fin dal 2010 Tsipras ha detto che «non sarebbe possibile per la Grecia avere un governo impegnato nel memorandum se il ministro dell'Economia francese dichiarava che il patto di bilancio europeo doveva essere modificato».

Era 17 maggio 2010, davanti al gruppo parlamentare di SYRIZA. Abbastanza per lasciare una speranza di cambiare la situazione in Grecia … se un governo «progressista», fosse stato eletto in Francia!

Tre giorni dopo, sempre nel 2010, ha aggiunto al Comitato centrale di SYRIZA «c'è bisogno della volontà popolare per uscire dalla via a senso unico dei neo-liberali». Per neo-liberali, s'intende Sarkozy-Merkel. Per volontà popolare, ovviamente il voto.

Se ci fossero dubbi, l'euforia dalle parti di Syriza nel 2012 - anno di elezioni in Grecia come in Francia - è sufficiente per dissiparli. Per Tsipras l'elezione di Hollande contrassegnava il «vento del cambiamento» in grado di spostare l'Europa a sinistra.

«C'è una forte esigenza di abbattere i talebani del neo-liberismo, spero che questo arrivi da una vittoria di Hollande in Francia»

La musa degli spettacoli televisivi, la deputata Rena Dourou, responsabile di SYRIZA per gli Esteri, è andata oltre nel marzo 2012 quando disse di François Hollande :

«che la misura del suo impegno a rinegoziare (il patto di austerità) dipende in fin dei conti dalla percentuale di candidati del Fronte della sinistra (…) che permetterà di influire efficacemente su Hollande (…) Se il risultato delle urne conferma i sondaggi favorevoli, sarà la prova che l'unità della sinistra può cambiare la situazione - una lezione che da noi non è stata compresa dal KKE!».

Un altro dirigente di primo piano di SYRIZA, Papadimoulis, aggiungeva dell'altro sulle onde di Radio FM, il 4 maggio, tra i due turni : «c'è una forte esigenza di rovesciare i talebani del neo-liberalismo, e mi auguro che questo venga da una vittoria di Hollande in Francia».

Se continuiamo lo stereotipo, Hollande è per i talebani del neo-liberismo quello che Bush è per Bin Laden: il suo alter ego.

«Se fossi francese, farei come Mélenchon: voterei Hollande al secondo turno, senza condizioni»

E proprio lui, Tsipras stesso. Che ne pensava?

Difende Mélenchon in un'intervista al sito protagon.gr il 4 maggio, allorché ha annunciato che avrebbe votato per Hollande senza condizioni al secondo turno. "Io farei lo stesso se fossi francese" disse, "senza illusioni". Queste illusioni, le serbava per il popolo greco!

Dopo il primo posto di Hollande al primo turno, Tsipras gridò trionfalmente in conferenza stampa, il 29 aprile: «la mobilitazione dei popoli europei diventa una forza di cambiamento che si appresta a rovesciare le politiche distruttive di Sarkozy-Merkel». Il cambiamento c'è adesso!

Durante il suo incontro con Pierre Laurent e Jean-Luc Mélenchon a Parigi, il 21 maggio, subito dopo l'elezione di Hollande, sorridente, Alexis Tsipras poteva profetizzare:
«C'è un vento di cambiamento, un clima di rottura in Europa»… anche se consigliava amichevolmente Hollande di «far attenzione a non diventare 'Hollandreou'».

Questo è avvenuto in Grecia durante campagna per le seconde elezioni legislative, che hanno visto SYRIZA fare un balzo elettorale dal 4,5% nel 2009 al 26,9% nel 2012, a furia di copertura mediatica e di disertori dalla barca del PASOK che stava affonfando!

Tsipras poteva concludere un comizio elettorale in piazza Omonia ad Atene, il 14 giugno 2012: «Sì, l'Europa di giugno è molto diversa da quella di maggio. Il clima politico è cambiato».

Cosa c'è stato tra maggio e giugno? L'elezione di François Hollande, portatore di un «vento di cambiamento», doveva cambiare la Francia, cambiare l'Europa, offrire delle prospettive al popolo greco. Due anni dopo, cosa resta di queste illusioni seminate da Tsipras?

I modelli di Tsipras : Soares, Papandreou, Mitterrand, i becchini dell'alternativa!

Il popolo greco continua a morire sotto i colpi dell'austerità coordinata da Merkel e Hollande - che è venuto nel febbraio 2013 per incoraggiare ulteriori tagli sociali, la privatizzazione di cui i monopoli francesi sperano di beneficiare.

Questo 3 febbraio, Tsipras può ben inveire contro Hollande. Qual è il suo riferimento per cambiare l'Europa?
Leggiamo la sua dichiarazione: l'Unione della sinistra del 1981, guidata da dei «veri socialisti» che si chiamavano Soares in Portogallo, Papandreou in Grecia, Mitterrand in Francia: i becchini delle speranze, assassini dell'alternativa in Europa.

Diffidenza, di fronte a finte alternative, «vigiliamo e armiamoci in spirito», come diceva il rivoluzionario tedesco Georg Büchner!

* abbiamo attinto dalle parole apprese dai dirigenti di SYRIZA nei mezzi d'informazione greci, e di questo ringraziamo i nostri compagni greci per averci indicato alcune delle dichiarazioni sopra citate


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