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Catherine Ashton: Vittima del sistema di istruzione superiore di Bologna

Dmitriy Sedov | strategic-culture.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

08/03/2014

Le radici del Processo di Bologna risalgono ai tempi antichi e riflettono la necessità degli imperi europei di educare cretini da piazzare nelle posizioni delle strutture governative. Da allora il sistema di istruzione Bologna è stato modernizzato. Ad esempio, prima dell'inizio della guerra dell'informazione, diplomati e laureati non dovevano nascondere le loro capacità intellettuali. Oggi hanno imparato a fingere di essere sordi, muti, soggetti a temporanea infermità mentale e a pensiero incoerente, ma tutto ciò gli fa acquisire le caratteristiche di combattenti esperti e capaci in difesa dei valori e delle libertà democratiche. Al giorno d'oggi hanno affinato alla perfezione queste loro uniche abilità.

Catherine Ashton, ad esempio, il capo della diplomazia di Bruxelles, ha iniziato a stare più spesso di prima sotto i riflettori, fornendo così un luminoso esempio di imitazione della perdita di coscienza. Vale la pena di aggiungere qualcosa di più su questa straordinaria signora. Catherine arriva dall'oscurità; nata in una ordinaria famiglia della classe operaia, viene fatta Pari a vita (Baronessa Ashton di Upholland) dal governo laburista per particolari meriti di servizio verso Sua Maestà. Il fatto costituisce una solida prova del fatto che il sistema educativo Bologna è profondamente radicato nella società britannica. Poco si sa di suo padre. Si dice che gli piacesse suonare la batteria, producendo suoni martellanti in una piccola città di Upholland, nel Lancashire. Corre voce che a volte gli si impedisse di percuotere tutto ciò che si trovava a portata di mano, comprese le teste della sua prole, dando in questo modo a Catherine un po' di istruzione in più da aggiungere a quella del sistema Bologna. Ora non solo il suo modo di parlare, ma anche l'espressione del volto riflettono i duri anni dello sviluppo della sua personalità.

Oggi svolge brillantemente il suo lavoro non avendo mai deluso il Consiglio privato (Privy Council) cui si è unita nel 2006. Il blackout la colpisce ogni volta che sente parlare di venditori di organi umani del Kosovo. Barcamenarsi in tale questione è stato uno dei suoi più importanti successi diplomatici. Gli squartatori del Kosovo appartengono all'alta società del "Kosovo indipendente", in cui il primo ministro Hacim Taci è noto per essere una vera e propria grande star come proprietario di questo commercio di carne umana. E proprio laggiù sono richieste in modo speciale le uniche qualità personali di Catherine Ashton. Chiunque sappia appena qualcosa del "cesto umanitario" degli Accordi di Helsinki, si sarebbe pubblicamente espresso contro i venditori di carne umana impedendone l'unione alla famiglia delle nazioni europee. Ecco dove la perdita di coscienza della baronessa si manifesta compiutamente. In conseguenza della patologia di cui sopra, Catherine Ashton è incline a violentare i serbi, facendogli più di una volta subire violenze perverse e costringendoli a firmare documenti dai testi in forte contraddizione con il senso comune.

Attualmente Catherin Ashton sta promuovendo l'immagine delle bande di nazionalisti ucraini, cercando di farle diventare parte della "lega della democrazia", utilizzando espedienti liberali, cosa che richiede un mix di costanti blackout di memoria e di diarrea verbale. Ma c'è qualcosa che complica le cose. I succhiatori di sangue del Kosovo hanno commesso i loro truculenti crimini senza televisioni intorno, per mantenere le loro orribili azioni lontane dai riflettori pubblici. Al contrario, i banditi ucraini devono compiere le loro missioni sotto le videocamere e gli altri strumenti che monitorano le loro attività. Il mondo intero ha visto il filmato dei cecchini che sparano in entrambe le direzioni durante la situazione di stallo a Maidan tra manifestanti e polizia. Ecco come la democrazia è favorita nei paesi non democratici. L'uso di "cecchini non identificati" di solito porta buoni risultati che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi comuni - il rovesciamento del regime odiato. Il ministro degli Esteri estone, Urmas Paet, si è dimostrato ingenuo come un bambino nel raccontarlo a Catherine Ashton per telefono. E così il capo della diplomazia di Bruxelles ha dovuto imitare ancora un blackout fingendosi sorda al messaggio, mentre il mondo intero stava guardando... E che dire del "cesto umanitario"? E' svanito nell'aria. Il Consiglio d'Europa si è riunito per affrontare la questione Ucraina pochi giorni fa. Quando il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha chiesto di commentare il filmato, il sistema Bologna è tornato utile, il blackout ha cessato di essere individuale diffondendosi tutt'intorno e colpendo questa volta un nutrito gruppo di persone.

Nella misura in cui avanzano le politiche occidentali sull'Ucraina, non c'è dubbio che saremo testimoni di molti altri casi di deficienze cerebrali concomitanti all'incontinenza verbale.


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