www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 13-05-14 - n. 498

Quasi due terzi dei cittadini europei si dichiarano non interessati alle elezioni del 25 maggio

AC | solidarite-internazionale-pcf.over-blog.net
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

12/05/2014

Ecco un sondaggio che i nostri media si guardano dal fare, impegnati come sono nel disperato tentativo di suscitare l'interesse per la prossima scadenza elettorale europea del 25 maggio: una larga maggioranza dei cittadini europei non ha interesse per queste elezioni, esercizio di apparente democrazia.

I cartelloni pubblicitari che fioriscono per le strade, sui mezzi pubblici e sui nostri schermi televisivi tentano di coinvolgerci: "Si decide chi governerà l'Europa, voi che fate?". Chi ci crede oggi, quasi dieci anni dopo il disconoscimento imposto ai "No" olandese, francese e irlandese?

I popoli europei non sono stupidi: il 62% non è interessato alle votazioni

In una Unione europea sempre più anti-democratica, dove il potere è concentrato nelle mani della Bce e della Commissione - con l'Euro come strumento privilegiato - al servizio delle banche e degli industriali, il Parlamento europeo serve da alibi democratico.

Ma chi può credere che l'elezione dei deputati europei possa permettere ai popoli europei di decidere chi governerà l'Europa?

I popoli non sono stupidi. Il sondaggio IPSOS, condotto tra il 1° e il 25 aprile in 12 paesi dell'Unione europea, rivela un'indifferenza che è anche diffidenza verso questa Europa.

Stando alle cifre, il 62% dei cittadini dei paesi partecipanti all'inchiesta non sono interessati da queste elezioni - paesi come il Belgio, la Croazia, la Francia, la Gran Bretagna, l'Ungheria, l'Irlanda, l'Italia, i Paesi Bassi, la Polonia, la Spagna e la Svezia.

In nessun paese le elezioni europee suscitano interesse nella maggioranza della popolazione.

Questo appuntamento elettorale desta l'interesse del 48% dei polacchi, il 47% dei francesi e il 46% degli italiani, per scendere poi sotto la soglia del 40% in Ungheria (40%), Gran Bretagna (39%), Irlanda (38%), Belgio e Germania (37%), Spagna e Croazia (33%), Svezia (32%), Paesi Bassi (20%).

Questo debole interesse si manifesta nel fatto che solo il 35% delle persone interrogate si mostra certo di andare a votare il prossimo 25 maggio, mentre se il 30% è ancora dubbioso e il 35% afferma che non lo farà.

Eccetto che in Belgio - dove il voto è obbligatorio - in nessun paese vi è una maggioranza di cittadini che si dice certa di recarsi a votare. Le punte più alte delle intenzioni di voto si registrano in Francia (44%), Paesi Bassi (41%), Italia (39%), più deboli in Spagna (30%), Irlanda (30%), Gran Bretagna (27%) e Polonia (20%).

Marine Le Pen, la più popolare dei candidati alla Commissione europea… molto più avanti di Alexis Tsipras

Ecco un aneddoto rivelatore di un certo stato d'animo nell'Europa del 2014. Gli intervistatori hanno chiesto ai cittadini di questi 12 paesi se conoscevano i differenti candidati alla Commissione europea.

Tra i candidati più noti nell'UE, arriva in testa Marine Le Pen, la candidata dell'estrema destra europea: la conosce il 53% dei cittadini dei 12 paesi europei.

Con molto distacco si posiziona davanti al candidato socialista europeo, il tedesco Martin Schulz (40%), e a quello della destra europea, il lussemburghese Jean-Claude Juncker (39%), gomito-a-gomito con José Bové, il candidato dei verdi europei (39%).

Infine, il meno conosciuto tra i candidati si trova ad essere il greco Alexis Tsipras (31%), presentato dal Partito della Sinistra Europea (PSE).

Questo sondaggio in fondo non dice niente di nuovo a chi non segue il beato "eurottimismo" dei nostri commentatori mediatici del consenso politico dominante e di certi dirigenti dei partiti della sinistra cosiddetta radicale, membri del PSE.

Anche se per la frangia più cosciente dei lavoratori si tratterà di esercitare, se possibile, un voto di denuncia, su posizioni di sinistra, dell'UE del capitale, i popoli non hanno niente da attendersi dalle elezioni del 25 maggio. Questo sondaggio dimostra infatti che essi non si aspettano proprio niente.


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