www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 25-07-14 - n. 509

ICWPE: Dichiarazione sul ruolo dannoso del Partito della Sinistra Europea

Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d'Europa (ICWPE) | initiative-cwpe.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

22/7/2014

La crisi economica sta duramente martellando il capitalismo e le sue istituzioni. Questo è un momento in cui i popoli d'Europa possono essere chiamati a testimoni di come l'Unione Europea significhi miseria, disoccupazione, distruzione dei servizi pubblici e repressione. I Partiti Comunisti e Operai d'Europa devono farsi avanti per denunciare questa alleanza imperialista tra gli stati e tutte quelle organizzazioni che la difendono e la promuovono, al fine di rafforzare la battaglia ideologica contro l'opportunismo, il cui esempio caratteristico in Europa è il Partito della Sinistra Europea (PSE o ELP, European Left Party, ndt).

Il PSE è stato fondato nel 2004 e ha tenuto il suo primo congresso ad Atene nel 2005. Dalla sua nascita, le forze che fanno parte del PSE, hanno preso apertamente posizioni filo-imperialiste.

Attraverso le loro piattaforme e pratiche politiche, le forze che guidano il PSE hanno dimostrato di non potere e non voler rompere con l'Unione europea, e piuttosto hanno invocato per l'UE un ruolo maggiore negli affari mondiali.

Il PSE promuove l'ingannevole convinzione che nell'UE possa emergere uno spazio politico progressista. Parlano con toni vaghi della "necessità di trasformare gli esistenti strumenti istituzionali in strumenti di collaborazione al servizio del popolo" e della "trasformazione della zona euro attraverso un cambiamento radicale dell'architettura dell'euro e della cooperazione europea". Die Linke ha recentemente eliminato un passaggio dal suo statuto che originariamente aveva descritto l'UE come un "potere neoliberale, militarista e in gran parte antidemocratico". Di conseguenza, piuttosto che identificare l'Unione europea come unione capitalista inter-statale, le forze che guidano il PSE, nonostante tutte le evidenze contrarie, vedono l'Unione europea come una potenziale "forza di stabilità e di pace".

Il PSE ha adottato e condiviso il quadro istituzionale dell'Unione europea, avocando a sè l'insensata rivendicazione per un'"Europa dei diritti". Ha adottato una piena politica di compromesso, rifiutando fermamente la necessità di una rottura.

Non ha riconosciuto che, a causa di una serie di accordi istituzionali molto complessi a servizio degli interessi monopolistici, l'UE non è suscettibile di essere riformata. Il PSE ha anche presentato un proprio candidato alla presidenza della Commissione europea, un apparato burocratico fondamentalmente antipopolare. Il PSE nasconde la realtà e cerca di impedire un'analisi reale sul carattere della UE.

Il PSE ha anche favorito ed abbracciato la distorsione della storia del movimento comunista e dei paesi socialisti. La linea adottata dal PSE inganna i lavoratori con la falsa aspettativa che esista una qualche via di mezzo tra capitalismo e socialismo. Il PSE distorce la vera natura del capitalismo e della crisi capitalista.

L'UE serve gli interessi dei monopoli; rafforza i banchieri e gli altri settori del capitale contro i lavoratori. Collabora con gli Stati Uniti e la NATO contro i popoli, attraverso interventi militari e partecipazione alle guerre, per proteggere gli interessi dei monopoli.

I partiti come il PSE sono pienamente integrati in questa strategia politica ed adottano l'illusoria convinzione che il sistema sia gestibile e riformabile. La socialdemocrazia e l'opportunismo sono i nemici della lotta di classe e della rivoluzione socialista.

I partiti che compongono il cuore del PSE appoggiano i cosiddetti "governi di sinistra" che amministrano il sistema capitalista e gli interessi del capitale, impedendo la radicalizzazione della classe operaia.

Le attuali condizioni richiedono invece il rafforzamento di quei partiti comunisti che lottano senza condizioni contro l'unione imperialista per promuovere il socialismo e l'abolizione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo.


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