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Rapporto del Partito Comunista Operaio Russo (RCWP) alla conferenza internazionale sul tema COVID-19

Partito Comunista Operaio Russo (RCWP) | rkrp.ru
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

10/05/2020

Cari compagni!

Saluti, a nome del Partito Comunista Operaio Russo! Prima di tutto, consentitemi di congratularmi con tutti per il 75° anniversario della Vittoria dei popoli sovietici, dell'Armata Rossa, degli eroici partigiani e dei militanti dei movimenti di resistenza contro il nazismo e il fascismo europei.

Questa vittoria salvò l'umanità dalla schiavitù fascista e fornì un potente impulso ai movimenti di liberazione in tutto il mondo. Tuttavia, lo sradicamento definitivo dell'ideologia fascista può essere raggiunto solo come conseguenza dell'abolizione del capitalismo.

La pandemia di COVID-19, che sta imperversando in tutto il pianeta, è diventata un catalizzatore della crisi economica, politica e sociale del capitalismo. Ha chiaramente dimostrato il fallimento del capitalismo in materia di protezione pubblica contro le avversità globali e l'incapacità di assistere efficacemente la propria popolazione. È un tipico paradosso: che il più potente potere imperialista al mondo sia anche il più vulnerabile. L'intera fondazione della comunità borghese mondiale, si è rivelata nient'altro che un castello di carte. Invece della cooperazione e del coordinamento degli sforzi in questo momento di emergenza, assistiamo al proseguimento della concorrenza, della rivalità, dei tentativi di scaricare la colpa l'uno sull'altro (USA - Cina - Russia), vediamo la protervia nel mantenere le sanzioni e proseguire i conflitti militari locali ( Donbass, Siria e così via). Numerosi paesi, coerentemente con i loro piani e bilanci, sono in corsa per sviluppare vaccini, principalmente a scopo di lucro.

In Russia, l'epidemia di COVID-19 sta guadagnando slancio. La colpa è del governo capitalista russo e delle sue politiche sociali. Negli ultimi decenni la Russia ha subito una cosiddetta "razionalizzazione" dei settori dell'istruzione e della sanità pubblica. In realtà ciò ha comportato la contrazione delle strutture educative, degli ospedali, l'indisponibilità dei servizi di sanità pubblica, la riduzione del personale medico, il declassamento della loro istruzione e delle qualifiche e l'introduzione di servizi a pagamento sempre più numerosi nel settore della sanità pubblica.

Ad esempio, tra il 2010 e il 2014 il numero di posti letto negli ospedali di Mosca per le malattie infettive è stato ridotto di un terzo e ha continuato a diminuire. Inoltre, non più di tre mesi fa, il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, faceva una campagna alla Duma per ulteriori tagli alla sanità. E ora Mosca è in cima alla classifica russa dei numeri dei pazienti con infezione da COVID-19. Il Consiglio comunale ha ammesso che gli ospedali e i loro servizi di emergenza stanno lavorando ai limiti delle loro possibilità. Nel tentativo di coprire la carenza di personale medico e la carenza di letti d'ospedale, raccomandano di "rimanere a casa" e curare i sintomi all'interno del confinamento nella propria abitazione. Molti ospedali in tutta la Russia, specialmente nelle province, hanno esaurito la possibilità di accoglienza e la situazione è vicina al collasso.

Sfortunatamente c'è anche una carenza di dispositivi di protezione medica. L'indisponibilità di semplici mascherine chirurgiche e disinfettanti sugli scaffali delle farmacie della capitale ha esposto al rischio di questi ultimi mesi i più vulnerabili. Allo stesso tempo, il Ministro dell'Industria e del Commercio, Denis Manturov, ha dichiarato ipocritamente che non c'è carenza e che "tutti questi articoli sono prontamente disponibili tramite il semplice acquisto Internet" (tenere presente che non tutte le fasce di età hanno accesso e dimestichezza con la tecnologia).

Tuttavia, i medici di Mosca e di altre città stanno fornendo informazioni contraddittorie e scioccanti: anche negli ospedali in cui sono ammessi i pazienti COVID-19 stanno sperimentando carenza di dispositivi di protezione. Di conseguenza vi sono situazioni in cui i medici sono stati costretti a lavorare senza dispositivi di protezione, esponendosi al virus e diventando portatori essi stessi. E poiché vi è anche una scarsità di test COVID-19, i risultati positivi di COVID-19 tra il personale medico arrivano troppo tardi per evitare la diffusione. Le cifre ufficiali della mortalità del personale medico ammontano a dozzine, mentre in realtà le cifre reali sono difficili da calcolare.

A causa dell'insufficienza di personale medico, le autorità governative hanno iniziato a inviare forzatamente gli studenti di medicina negli ospedali per assistere nel trattamento dei pazienti COVID-19, con la minaccia di ritorsione in caso di rifiuto. Inoltre, gli studenti non ricevono un equipaggiamento medico e sono costretti a provvedere autonomamente. In questo modo le autorità non stanno aiutando nella lotta contro COVID-19, ma stanno piuttosto ingigantendo l'epidemia. Negli ultimi anni, le squadre paramediche hanno lavorato in condizioni insopportabili, con straordinari e bassi salari. Hanno manifestato per i loro diritti più di una volta e il nostro Partito è stato in appoggio a questa lotta.

Dall'inizio dell'epidemia la situazione è cambiata. La pressione sui servizi medici di emergenza è aumentata ancora di più e oggigiorno tutti i tentativi di proteggere i diritti dei lavoratori incontrano una forte resistenza da parte delle autorità. Circa un mese fa il sindacato del personale di emergenza di Ryazan ha tentato di avviare una controversia legale, con l'esito di minacce di azioni penali da parte delle autorità.

In questo momento possiamo essere certi che la lotta contro la pandemia a livello nazionale è iniziata inaccettabilmente in ritardo. La ragione sta nella politica interna: il regime al potere russo ha pianificato di condurre un "sondaggio nazionale" in aprile in merito alle prossime modifiche costituzionali. In sostanza gli emendamenti prevedono la ridistribuzione del potere tra i rappresentanti della classe dominante, per un ulteriore rafforzamento della dittatura borghese e dell'autorità ufficiale del Presidente; in particolare il Presidente avrà il potere di nominare e licenziare tutti i giudici, compresi quelli della Corte suprema e della Corte costituzionale, tutti i pubblici ministeri da generali a regionali. Nominerà personalmente 20 senatori, 7 dei quali saranno incaricati "a vita".

È implicito che queste misure siano approvate da tutti i partiti parlamentari della Russia, anche dal PCFR, la cui retorica è stata a lungo determinata dal Cremlino. Questo "sondaggio nazionale" non ha alcun potere legale, ma mira invece ad affermare la legittimità delle autorità agli occhi della società. Allo stesso tempo viene sostenuto l'"annullamento" dei termini alla carica presidenziale, permettendo all'attuale presidente di partecipare alle elezioni del 2024 e del 2030 e quindi di governare tutta la vita. Incrociata la minaccia della pandemia le autorità hanno ignorato i pericoli, nel tentativo di tenere questo "sondaggio nazionale" ad ogni costo. Solo il 25 marzo Vladimir Putin ha ammesso i pericoli dell'epidemia e ha rinviato "il sondaggio" a data da destinarsi.

Tuttavia, mentre intraprende la lotta contro la pandemia, la classe dominante non vuole essere ritenuta responsabile della gravità del disastro in corso. Il governo sta cercando di evitare di dichiarare lo stato di emergenza, perché in tal caso significherebbe assumersi la piena responsabilità e coprirne i costi, compreso il sostegno al reddito per chi è colpito dalla crisi economica. Invece, il governo sta cercando mezze misure. Ad esempio: Vladimir Putin ha annunciato "giorni di ferie pagate" dal mese di aprile a metà maggio. Ma questo decreto populista crea una moltitudine di questioni legali ed è ignorato dalla maggior parte dei datori di lavoro. Inoltre, la popolazione del paese è obbligata a seguire le regole sull'"auto-isolamento". Ciò significa che i cittadini costretti a "rimanere a casa" sono responsabili della propria sussistenza. Queste misure, nelle varie regioni del paese, creano contraddizioni con l'attuale legislazione.

Allo stesso tempo, il governo sta adottando misure attive a sostegno delle grandi imprese introducendo prestiti agevolati e prestiti e mutui per ferie. Sono in preparazione anche altre misure, inclusa la responsabilità legale dei capitalisti al pagamento tempestivo dei salari. Le misure adottate per sostenere la popolazione, tuttavia, hanno una natura populista. Ad esempio: il governo ha annunciato un rinvio di prestiti e mutui. In realtà, tuttavia, ci si aspetta che i cittadini paghino alle banche interessi mensili su prestiti e mutui.

Le misure di sostegno del governo alle grandi imprese sono condizionate alla permanenza del 90% dell'organico, nella speranza di sostenere i lavoratori in forza. Ma questa condizione non si applica ai lavoratori esternalizzati tramite agenzie di somministrazione e ai lavoratori migranti. Di conseguenza, la riduzione dell'occupazione del 10% nelle aziende di tutto il paese è il minimo. Queste mezze misure del governo hanno già causato un'enorme ondata di licenziamenti e tagli ai salari.

Il tasso di disoccupazione in Russia sta aumentando. Una parte significativa della piccola borghesia è al verde o vicina al fallimento; questo riguarda in particolare i lavoratori autonomi. Tuttavia, negli ultimi mesi, il capitale privato in Russia ha confermato che il profitto è più importante della salute e del benessere dei lavoratori. I capitalisti tagliano sui dispositivi di protezione individuale: ad esempio, i macchinisti e i conducenti della metropolitana di Mosca hanno un accesso limitato alle mascherine chirurgiche. Le autorità minacciano gli utenti di multarli per non aver indossato mascherine e guanti, ma non hanno adottato misure per rifornire il pubblico di queste attrezzature o per creare punti vendita accessibili per l'acquisto mentre mascherine e guanti continuano a sparire dagli scaffali delle farmacie.

Ci sono anche alcuni casi eclatanti. Alcuni datori di lavoro impediscono ai dipendenti di parlare della loro infezione da COVID-19, per risparmiare denaro sulle cure ed evitare un completo arresto delle attività. C'è stato un grande conflitto di recente in uno dei giacimenti di petrolio e gas in Yakutia, di proprietà della seconda più grande multinazionale dell'energia, GAZPROM. Un gran numero di lavoratori messi in isolamento in uno degli impianti, sono stati testati per COVID-19 ma i risultati sono coperti. Quei dipendenti sono stati costretti a continuare a lavorare senza alcun dispositivo di protezione. Le risposte ufficiali della direzione sono contrastanti e contraddittorie, menzionando centinaia e poi migliaia di lavoratori infetti.

Ci sono stati anche numerosi casi in cui gli stessi lavoratori erano troppo spaventati per dire ad alta voce della loro infezione per paura di essere licenziati immediatamente dal datore di lavoro. Altri casi mostrano un massiccio aumento del carico di lavoro straordinario sotto la minaccia del licenziamento. Molti dipendenti vengono messi a lavorare da remoto e di conseguenza, i loro salari vengono ridotti. Molti altri sono costretti a firmare qualsiasi forma richiesta di documentazione sotto la pressione di essere licenziati, anche un congedo non retribuito.

Osserviamo che tali violazioni del diritto del lavoro e della legislazione nonché delle leggi civili generali sono diventate la norma oggi in Russia. Stiamo coordinando le nostre organizzazioni per creare una resistenza organizzata dei lavoratori sui luoghi di lavoro e per impedire che i lavoratori cadano preda della propaganda borghese che afferma che le calamità colpiscono tutti allo stesso modo.

La pandemia è usata ovunque dai governi borghesi per una rapida liquidazione dei diritti e delle libertà, per il consolidamento del controllo totale sulla popolazione e il rafforzamento delle dittature borghesi. Ci troviamo in una nuova realtà, in cui il divieto di incontri ed eventi pubblici viene applicato per periodi di tempo prolungati e la capacità di interagire con i social network è strettamente limitata. Dobbiamo riconoscere che non tutti i partiti comunisti erano pronti ad agire in queste attuali mutevoli circostanze. Tuttavia, stiamo cercando di continuare intensamente la nostra attività di propaganda e di difesa, stampando il nostro giornale e applicando i nostri raddoppiati sforzi su Internet. Continuiamo a denunciare che la borghesia sfrutta e continuerà a sfruttare qualsiasi sventura per il proprio profitto e mai a beneficio della classe lavoratrice.

Facciamo del nostro meglio per sostenere le proteste dei lavoratori. Le nostre singole organizzazioni stanno cercando di eludere i divieti e le restrizioni per partecipare alle campagne di protesta e agli scioperi mantenendo le precauzioni e gli standard sanitari. Il nostro Partito è l'unica formazione dell'area di sinistra che si oppone contro gli emendamenti alla Costituzione. Abbiamo suggerito al PCFR di unire le nostre forze in questa battaglia, ma continuano a tacere e ad astenersi dal dare risposte.

Per ora, siamo costretti a lavorare con un metodo empirico, proseguendo la serrata discussione sulle tattiche appropriate per il nostro lavoro. Saremmo molto grati ai Partiti fraterni per uno scambio di esperienze su questo argomento nel quadro dell'Iniziativa Comunista Europea; speriamo che lo scambio di esperienze sia di grande vantaggio per tutti noi.

Pensiamo maggioritariamente che le nostre posizioni coincidano con quelle dei partiti comunisti fraterni: l'umanità prima o poi sconfiggerà il virus COVID-19 perché c'è una comprensione della sua corporeità e del ruolo che la scienza gioca nel creare la resistenza alla malattia. Tuttavia, il virus del capitalismo è un pericolo molto più grande e molto più minaccioso per la società. Ciò che tutti vogliamo e dobbiamo fare è denunciare questo pericolo e creare una resistenza organizzata nei suoi confronti.

Nessuna esitazione sul percorso scelto!


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