www.resistenze.org
- osservatorio - genere resistente - 05-03-12 - n. 399
da http://unionproletaria.net/spip.php?article543
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Per un 8 Marzo delle operaie e delle lavoratrici
24/02/2012
Ancora una volta, il prossimo 8 marzo le donne torneranno a rivendicare i loro diritti come donne: per l'aborto libero, per la libertà sessuale, contro la violenza machista sia psicologica che fisica, per il diritto ad esercitare la prostituzione, senza emarginazione, ecc... Ma rivendicheranno anche l'uguaglianza salariale, contro la discriminazione nei posti di lavoro, per la conciliazione lavorativa e familiare, ecc. E ancora una volta, tutte queste rivendicazioni saranno raccolte in piccoli slogan di carattere borghese contro il patriarcato, contro l'uomo nella casa e contro l'uomo nella società, eliminando il carattere di classe della donna operaia, per la quale venne deciso di celebrare il Giorno Internazionale della Donna Operaia già nel 1914 in Germania, Svezia e Russia.
La storia delle lotte della classe operaia, del proletariato, ci mostra come la borghesia, quando gli operai e le operaie abbassano la guardia, porta via loro tutte le conquiste che sono riusciti a strappare al capitale, siano queste lavorative o di carattere più sociale. E ciò sta accadendo proprio in questo momento storico, in cui i capitalisti affrontano una delle battute d'arresto più importanti di cui soffre il sistema di produzione ed appropriazione, l'acutizzazione della contraddizione tra capitale e lavoro.
Questo si riflette nelle condizioni della classe operaia nel mondo e in particolare sulla classe operaia europea, ottenendo da questa il plusvalore attraverso la riduzione del salario, l'aumento della giornata di lavoro, l'aumento dell'età della pensione, ecc… In Spagna, questo aspetto si riflette e si svela nell'appoggio del capitale finanziario ai settori di destra della chiesa cattolica che si impegnano a contenere l'inevitabile evoluzione della donna nelle condizioni della società capitalista che le spinge ad avanzare socialmente con il loro inserimento nel mercato del lavoro. E d'altro canto, la borghesia più reazionaria e conservatrice della sua morale borghese si appoggia alla chiesa con l'ossessione e l'obiettivo di mantenere e perpetuare la proprietà privata sui mezzi di produzione, il lusso e lo sperpero di fronte all'impoverimento dei lavoratori e la doppia schiavitù che subiscono le donne operaie. In quest'alleanza attaccano gli interessi della classe operaia e lavoratrice in generale e delle donne operaie e lavoratrici in particolare: ostacolando lo sviluppo delle leggi sull'aborto, favorendo il modello di famiglia borghese che fomenta la donna a tornare a "rinchiudersi" in casa, discriminando le giovani nell'educazione potenziando la disuguaglianza, tagliando i servizi pubblici che permettono alle donne di non dedicarsi esclusivamente alla cura dei parenti malati o alla cura dei propri figli, tagliando i servizi pubblici impedendo che si mantenga in buon stato di salute per esercitare il proprio lavoro in condizioni dignitose, togliendo gli aiuti alla maternità tanto economici quanto sociali, abbandonandole al loro destino con i tagli degli aiuti alle associazioni ed organizzazioni nella lotta contro i maltrattamenti… e munendo gli organi giudiziari con le idee più faziose possibili in democrazia. La costringono ad essere manodopera a basso costo nelle imprese, nelle case borghesi che puliscono e curano ed esigono da loro che siano mere riproduttrici di manodopera giovane ed inesperta per poterla sottomettere ai loro interessi capitalisti. Viceversa favorisce la partecipazione delle donne borghesi ai posti di potere, agevolandole nella loro formazione e in modo che si possano sviluppare intorno alla difesa degli interessi della loro classe perpetuando l'esistenza della proprietà privata, pilastro dell'esistenza del patriarcato e del modello di famiglia borghese.
Per questo motivo, da posizione di classe, non possiamo essere d'accordo, né difendere quel femminismo che afferma l'uguaglianza della donna con l'uomo nella società, quando nega la lotta contro la disuguaglianza tra le donne stesse. Mentre ipocritamente viene difesa l'uguaglianza e i diritti della donna (a beneficio della donna borghese) e viene limitata l'uguaglianza delle donne operaie con le donne piccolo borghesi e borghesi e mentre ci si oppone alla violenza machista (a beneficio della donna borghese) si consente che la donna operaia subisca la violenza che esercita su di lei il sistema, che l'obbliga ad essere dipendente dalla famiglia e da coloro che possono comprare la sua forza di lavoro. Questo le porta a difendere un sistema sociale che si basa sulle disuguaglianze sociali per potere esistere come sistema, il capitalismo, il quale sottomette le donne operaie, la classe operaia, obbligando a vendere la propria forza di lavoro in cambio di un salario per potere mangiare, vestirsi, avere un'abitazione, mantenere i propri figli, educarli e permettere il loro sviluppo, con o senza un uomo al proprio fianco.
E per questo motivo, le operaie e le lavoratrici devono respingere le posizioni delle femministe socialiste che difendono l'esistenza di due sistemi sociali: il patriarcato con la dominazione dell'uomo sulla donna ed il capitalismo con la dominazione sull'uomo e sulla donna operaia. Non possiamo difendere quella posizione perché pensare così suppone di dover credere che l'unità della classe operaia - tra uomini e donne operaie - non è possibile sotto il capitalismo dato che secondo il sistema patriarcale i suoi interessi non coincideranno che in un solo aspetto, quello della schiavitù salariale, aspetto questo che viene situato non come principale, ma come secondario; e situandolo come secondario mette in discussione l'unità della classe operaia nella presa del potere operaio, dato che quello che ritiene come principale - il dominio dell'uomo sulla donna - non può risolversi sotto le condizioni del sistema sociale di produzione capitalista e con l'esistenza della proprietà privata sui mezzi di produzione. Le donne operaie e lavoratrici devono riprendere l'analisi marxista dello sfruttamento salariato e dell'evoluzione sociale sotto il capitalismo, i cambiamenti che dialetticamente si abbattono sulle sue condizioni di donna salariata, perché solo comprendendo come si sono prodotti quei cambiamenti potrà scoprire come sono evoluti i suoi obiettivi nella società e come è stata aiutata a sviluppare la sua lotta contro gli sfruttatori, contro la dominazione della società capitalista su di essa e contro la dominazione della morale borghese.
È la morale borghese, il suo modello di vita, che crea quell'uomo operaio che convive con lei nella fabbrica come compagno di penurie ed abusi lavorativi dei capitalisti e come compagno nella vita, che la consideri debole e sua proprietà. Solo lottando per gli interessi della sua classe la donna operaia potrà difendere i suoi diritti a beneficio dell'aborto libero e gratuito, del rispetto per le donne obbligate direttamente o indirettamente a vendere il proprio corpo per vivere, del rispetto verso le diversità sessuali come scelta di individui sociali, del rispetto e dei diritti lavorativi apportando ricchezze materiali e morali alla società, del suo diritto all'educazione e formazione anche delle sue figlie, ecc.
Per tutto questo noi donne operaie e lavoratrici, coscienti della necessità di distruggere il sistema sociale che le opprime e schiavizza per costruire insieme alla nostra classe il potere proletario e l'emancipazione di uomini e donne dalla morale borghese, affermiamo che il prossimo 8 Marzo è il Giorno Internazionale della Donna Operaia e
- denunciamo e lottiamo contro la nuova Riforma lavorativa che, aggiunta alle precedenti, si pretende di applicare, causando gravi arretramenti nei diritti dei lavorativi e delle lavoratrici come: l'aumento delle giornate, che toglie tempo a noi stesse e ai nostri figli; l'aumento dell'appropriazione del plusvalore da parte delle imprese (vale a dire la riduzione del salario attraverso l'aumento delle ore lavorative e l'aumento degli anni da lavorare per raggiungere la pensione); l'impossibilità di avere una vita degna facilitando il licenziamento per le imprese e tagliando gli aiuti per sopravvivere fino a riuscire a vendere nuovamente la forza di lavoro; l'emarginazione per potere difendersi dai maltrattamenti rimanendo senza mezzi economici per pagare l'avvocato che difende la causa, ecc.
- denunciamo e lottiamo contro leggi che eliminano gli aiuti alla maternità che, se per una donna con mezzi economici non significano niente, per la donna operaia significano potere badare ai propri figli sapendo che avranno quello che necessitano; contro le leggi che limitano o eliminano l'aiuto delle borse di studio per i nostri figli, che ostacolano la loro educazione privatizzando l'insegnamento e differenziando tra minori con possibilità e senza possibilità; contro le leggi che promuovono la privatizzazione della sanità ed ostacolano lo sviluppo della legge sull'aborto, diritto necessario per la salute della donna non solo per partorire, ma per sviluppare e formare le migliori condizioni per se stessa e la società..
- denunciamo e lottiamo per eliminare gli abusi contro le donne da parte delle banche che portano via le nostre case e le scarse risorse economiche con l'inganno del pagamento degli interessi.
Per tutto ciò affermiamo che il prossimo 8 Marzo sia il Giorno Internazionale della Donna operaia e chiamiamo le donne operaie a
- organizzarsi e fortificare la lotta che devono portare a termine per la loro liberazione dal capitalismo e dalla morale borghese che sottomette le donne agli uomini ed ambedue, al capitale.
- lottare contro il sistema capitalista di produzione: per il potere della classe operaia e contro la morale borghese, per la società socialista e la morale proletaria con la quale conquisterà l'uguaglianza come individuo davanti alla legge e alla vita, per il comunismo.
- la necessità di riunire la classe operaia e, con essa, le donne operaie nella sua organizzazione, nel Partito Comunista, come strumento per affermare il potere della classe e impostare lo Stato che aiuti la totale liberazione delle donne che lavorano e della loro classe.
- manifestare la solidarietà con le operaie e lavoratrici che, nel mondo e specialmente in Grecia, soffrono le miserie provocate dai tagli e dagli abusi del capitale straniero rappresentato dall'UE e dal capitale nazionale rappresentato dai governi borghesi che presiedono gli Stati; ed appoggiare le lotte, gli scioperi e le rivendicazioni per la liberazione dalla schiavitù salariata e per uno Stato proletario.
Per i diritti delle donne operaie e delle lavoratrici!
Per l'unità della classe operaia!
Per il Partito Comunista!
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