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Il Partito Comunista Sudafricano (SACP) abbassa la bandiera rossa in onore della rivoluzionaria Assata Shakur, una luce che continuerà a brillare per le generazioni attuali e future di combattenti per la libertà


Partito Comunista Sudafricano (SACP) | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

29/09/2025

"Nessuno al mondo, nessuno nella storia, ha mai ottenuto la libertà facendo appello al senso morale delle persone che lo opprimevano".

Sabato 27 settembre 2025: - Il Partito Comunista Sudafricano (SACP) abbassa la sua bandiera rossa in onore della rivoluzionaria Assata Olugbala Shakur, celebre in tutto il mondo, che ha esalato il suo ultimo respiro giovedì 25 settembre all'Avana, Cuba, all'età di 78 anni [dov'era in esilio politico dall'84 in seguito alla fuga dalle carceri USA, ndt].

Il SACP porge le sue più sentite condoglianze alla famiglia di Assata Shakur, in particolare alla figlia Kakuya Shakur, per la perdita subita. Il SACP porge inoltre le sue condoglianze al popolo cubano, che dal 1984, quando lei fuggì dalla persecuzione, si è assunto il compito di proteggerla dal regime imperialista degli Stati Uniti, come dal mondo progressista

La lotta di Shakur e dei suoi compagni per la giustizia negli Stati Uniti ha contribuito a galvanizzare la classe operaia, in un contesto dove i neri sono stati i più colpiti dalle politiche e dalla cultura della segregazione degli Stati Uniti, in una lotta unitaria per la giustizia e la pace. Da quando è stata bollata come "la più ricercata" dall'FBI americano, Shakur ha continuato a farsi strada fino a diventare una delle rivoluzionarie maggiormente ispiratrici del XX e XXI secolo, a cui le generazioni future guarderanno con ammirazione nella lotta per un mondo giusto.

Cresciuta negli Stati Uniti durante un periodo difficile di segregazione razziale, Assata Shakur ha combattuto coraggiosamente per l'uguaglianza razziale e di genere, unendosi al Black Panther Party e successivamente al Black Liberation Army, un gruppo marxista-leninista che lottava per la libertà dei neri. Non appena Shakur ha compreso il nocciolo della questione statunitense, ha capito che il problema alla base della segregazione razziale non erano, come lei stessa ha affermato, i bianchi, ma gli oppressori capitalisti e imperialisti.

Desideroso di attribuire qualsiasi tipo di crimine a lei e ai suoi compagni, e quindi di reprimere lo slancio rivoluzionario, dal 1971 al 1973 il regime imperialista degli Stati Uniti ha accumulato accuse penali contro di loro, dalla rapina all'omicidio, tutte respinte dalle corti di giustizia per mancanza di prove. Durante questi processi, Shakur non solo fu trattata in modo crudele e detestabile dal sistema giudiziario penale degli Stati Uniti, ma anche il suo team di difesa legale subì maltrattamenti analoghi. Durante le consultazioni legali con lei, i suoi avvocati venivano spesso spogliati nudi e costretti a sottoporsi a perquisizioni corporali prima di poterla consultare, mentre lei veniva sistematicamente ammanettata al letto da entrambe le caviglie durante le consultazioni con i suoi avvocati.

L'apparato repressivo dello Stato statunitense non ha rispettato il suo diritto alla rappresentanza legale e alla giustizia. Alla fine, una giuria composta esclusivamente da bianchi l'ha condannata con l'ennesima e bizzarra accusa di omicidio, durante uno scontro in cui lei stessa era stata colpita dagli agenti di polizia mentre aveva le mani alzate, obbedendo alla loro intimidazione.

Queste violazioni del suo diritto alla libertà e alla dignità sono state precedute dal suo arresto nel 1967 come attivista studentesca insieme ai suoi compagni che rivendicavano il diritto all'istruzione degli studenti neri.

Mentre il popolo africano continua a combattere contro l'imperialismo, per la propria liberazione, e mentre la classe operaia e le persone amanti della giustizia in tutto il mondo si impegnano nella battaglia per la liberazione del popolo palestinese dal regime di apartheid dei coloni israeliani, noi continuiamo a essere ispirati dalle parole iconiche di Assata Shakur:

"Nessuno al mondo, nessuno nella storia, ha mai ottenuto la propria libertà facendo appello al senso morale delle persone che lo opprimevano".

Assata Shakur rimane una fonte di ispirazione sempre viva per molti in tutto il mondo nella ricerca della libertà e della giustizia. È un simbolo luminoso di resistenza contro ogni forma di repressione, per la lotta incessante verso la libertà globale di tutti i popoli oppressi.

Nel rendere omaggio ad Assata Shakur, il SACP continuerà a condurre la lotta di liberazione della classe operaia per il socialismo, unendosi al contempo alle forze progressiste di tutto il mondo per sconfiggere l'imperialismo. Il SACP invita all'unità della classe operaia nella lotta per un mondo giusto, compresi i diritti delle donne, che sono le più colpite dall'imperialismo.


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