Comunisti dimenticati
di Fausto Sorini
(da LIBERAZIONE del 02/10/2002)
Il 20-21 settembre scorsi si sono svolte in Slovacchia le elezioni politiche.
Secondo Le Monde, la vera "sorpresa" dello scrutinio è la
"resurrezione del Partito comunista slovacco (Kss) ", che raddoppia
la sua percentuale, si colloca al 6,3% e, per la prima volta dal 1989, supera
la soglia del 5% e porta in Parlamento 11 deputati (su un totale di 150).
Questo risultato colloca oggi il Kss ai piani medio-alti della "classifica
elettorale" dei partiti comunisti europei (più del Pcf, più del Pce e di
Izquerda Unida, più del PdCI e della stessa Rifondazione; mentre il greco KKE
ruota attorno al 5% alle politiche, 6,5% alle europee, oltre 7% alle
amministrative; il PC portoghese, passato dal 9 al 7% alle ultime politiche,
rimane attorno al 13% alle amministrative, e l'Akel di Cipro al 35%; ad Est
abbiamo poi il 33% dei comunisti russi, il 24% degli ucraini, il 18% dei
bielorussi e il 45% dei moldavi, che dirigono il paese…e, citando a memoria,
chiedo scusa per qualche eventuale imprecisione). Il successo del Kss segue di
pochi mesi la splendida affermazione dei "cugini" del Kscm di Boemia
e Moravia (il Partito comunista della Repubblica ceca), passato nelle elezioni
politiche del 14-15 giugno scorsi dall'11 al 18,7%, con un raddoppio dei suoi
deputati (oggi 41 su 200, pari a oltre il 20% del Parlamento ceco). Ma la vera
sorpresa è che il nostro giornale, dopo aver minimizzato a giugno e quasi
rimosso il successo del Kscm (non un approfondimento, non un'intervista ai suoi
dirigenti), abbia oggi addirittura cancellato, al pari degli altri giornali
italiani, l'ottimo risultato dei comunisti slovacchi. Al punto che, nell'unico
articolo (relegato nelle note brevi) dedicato al voto in Slovacchia (cfr.
Liberazione del 22 settembre scorso) il Kss e il suo risultato è l'unico a non
essere neppure nominato (per un "giornale comunista" non c'è male…).
Ne saranno liete le compagne e i compagni di quel paese, che nei mesi
precedenti le elezioni hanno dovuto subire pesanti intimidazioni e persino una
iniziativa forcaiola di alcuni deputati della destra che chiedevano una legge
che proibisse e punisse fino a due anni di reclusione ogni forma di
"propaganda comunista", e che sarebbe passata in Parlamento se il Presidente
della Repubblica non ne avesse messo in dubbio la costituzionalità. Ho
segnalato per iscritto la vicenda e la relativa documentazione alla redazione
del nostro giornale il 16 agosto, perché almeno si desse la notizia e si
valorizzasse l'appello alla solidarietà di tutte le forze democratiche lanciato
in quei giorni via Internet dai comunisti slovacchi. Non solo tutto è stato
cestinato, ma non ho avuto neppure il piacere di una risposta. Misteri della
"rifondazione" e dell' "autoriforma" del partito…
Ho troppo rispetto per la direzione del nostro giornale per muovere processi
alle intenzioni. E c'è un modo semplice per dimostrare che non vi sono
preclusioni ideologiche verso alcuni partiti comunisti (ancorchè leninisti e
novecenteschi), né incredibili censure informative. Propongo di pubblicare un
bel pezzo di approfondimento sulle ragioni del successo dei comunisti cechi e
slovacchi (stiamo parlando del cuore della civilissima Mitteleuropa, quasi una
provincia tedesca…), corredato da qualche ricca intervista coi loro esponenti,
così come facciamo spesso - giustamente - con altre formazioni della
"sinistra alternativa", anche quando vanno male alle elezioni, come
in Francia o, più recentemente, in Svezia e in Germania. Tra i nostri lettori c'è
fame di notizie su quello che fanno e pensano i comunisti negli altri paesi del
mondo, soprattutto dove avanzano. Se non lo facciamo noi in Italia (e un po' il
Manifesto), chi dovrebbe occuparsene?
Nel frattempo, per chi volesse saperne di più sui comunisti nel mondo, segnalo
l'ottimo sito, in più lingue, promosso dai comunisti greci del KKE: www.
solidnet. org. Buon lavoro a tutti.