La miopia della politica, a sinistra, neppure il laser puo’ risolverlo.
Di Tiziano Tussi
Vi sono dei limiti che non bisognerebbe oltrepassare. Soltanto i funamboli ed i
sofisti impenitenti possono tenere in bilico continui e cangianti equilibri. Il
caso di Berlusconi è palese. Una grande abilità nel continuare a mentire a
tutti rimanendo sempre in piedi. Una volta, molti anni fa, andava di moda un
pupazzo che si chiamava “Ercolino sempre in piedi”. Un omone con i baffi che
aveva un baricentro praticamente a terra e che era molto grosso in basso e che
nonostante le sberle che gli si dava non cadeva mai. La legge di gravità glielo
impediva. Grande capacità di “stare-in-piedi”.
Ma a sinistra si capisce che questo gioco mostra la corda. E così scivolando
allegramente sui valori di riferimento e sui concetti guida, per “allargare il
fronte”, per avere alleati, non importa come e chi, che abbiano in antipatia il
capitalismo, si arrivi alla stupidità.
“Il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre sta’ diventando oggi l’unica e
concreta alternativa alla devastante applicazione dell’idea neoliberista di
globalizzazione”. Bum! Se avessimo solo questa opportunità staremmo freschi.
Tutto il mondo in attesa di Porto Alegre 3. Tutto ciò che è stato nei decenni
passati si è solidificato in una “piccola” città del sud del Brasile. In tutto
il mondo non ci sarebbe altro.
In attesa spasmodica del terzo incontro di Porto Alegre il Punto Rosso di
Milano, che ha aggiunto nel suo logo, naturally, la sigla FMA, Forum Mondiale
delle Alternative, manda in giro, in Internet e per posta, uno stampato che
apre con questa roboante ed inutile frase. Salvo poi chiedere soldi per
sovvenzionare… non importa cosa.
Ma Porto Alegre è un incontro che avviene in casa del PT brasiliano di Lula,
che ha vinto alla grande in tutto il paese, tranne appunto a Porto Alegre,
luogo che governava da anni, perdendo nella città e nella provincia che era
sua, il Rio Grande do Sul, e che non ha seguito il trend delle ultime elezioni.
Vorrà dire qualcosa se il partito di riferimento, chissà poi perché, mondiale,
di ogni movimentista d.o.c., ha perso proprio il luogo da cui era partito per
spargere nel mondo il germe... di non si capisce bene cosa. Avrà pure un senso
se in quella città gli strati popolari non hanno più votato per il
partito–guida. Ma questo naturalmente ha senso solo per le malizie di una mente
che cerca una razionalità storico-economica che contrapponga una realtà, il
comunismo, ad un’altra, il capitalismo; di chi non capisce che “il movimento
dei movimenti” rappresenti una novità epocale ecc. ecc..
E’ per menti come questa, diciamo valoriali, in termini di classe, che non
hanno mai abbozzato alla melassa del nuovo movimento, dei “disobbedienti”, new
global, no global, tute bianche, ribelli ecc. ecc. che ciò che è accaduto a
Porto Alegre non rappresenta una novità. Tempo fa anche in Perù “l’indio
Toledo” rappresentava per tutti i “buonissimi” uomini di buona volontà
dell’Occidente una risposta alla situazione orrida di quel paese. Pochi giorni
fa si è saputo, da un sondaggio interno al paese, che la sua presa sui
peruviani è caduta al 20%. Grande imbroglio all’inizio, crudele risveglio alla
fine. Un altro segnale. Menem, in Argentina, che ha iniziato a vendere il suo
paese, ora completamente in braghe di tela, ridotto al baratto ed ai morti per
fame, ritorna in gioco e si presenta alle prossime elezioni politiche. Potremmo
scommette sulla sua rielezione? Del resto sembra avere già alcune “chanches”.
Perché?
Già l’uomo è un animale abitudinario – Hume –, un animale che scorda presto,
traditore, egoista – Machiavelli –: ma perché aumentare tali difetti e
confusioni quando si hanno a disposizione strumentazioni teoriche chiare che si
possono adattare al tempo presente, ma che funzionano nel profondo, così come
ci sono stati proposti: il marxismo? Se non si riesce a sostenerlo di fronte ad
altri approcci culturali e teorici non c’è però bisogno di annacquarlo,
snaturalo, imbastardirlo. Non ce n’è proprio bisogno.
PS
Nella pubblicità dell’appello che il Punto Rosso ha divulgato su Le Monde Diplomatique di dicembre, versione italiana e supplemento de il manifesto, l’attacco è stato un po’ cambiato Porto Alegre è stato meglio definito come “una concreta alternativa” ma non più l’unica. Che l’alternativa sia “concreta” è discutibile ma almeno non essendo più “unica” lascia un po’ di speranza a noi tutti.