www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 08-12-02

La miopia della politica, a sinistra, neppure il laser puo’ risolverlo.


Di Tiziano Tussi

Vi sono dei limiti che non bisognerebbe oltrepassare. Soltanto i funamboli ed i sofisti impenitenti possono tenere in bilico continui e cangianti equilibri. Il caso di Berlusconi è palese. Una grande abilità nel continuare a mentire a tutti rimanendo sempre in piedi. Una volta, molti anni fa, andava di moda un pupazzo che si chiamava “Ercolino sempre in piedi”. Un omone con i baffi che aveva un baricentro praticamente a terra e che era molto grosso in basso e che nonostante le sberle che gli si dava non cadeva mai. La legge di gravità glielo impediva. Grande capacità di “stare-in-piedi”.
Ma a sinistra si capisce che questo gioco mostra la corda. E così scivolando allegramente sui valori di riferimento e sui concetti guida, per “allargare il fronte”, per avere alleati, non importa come e chi, che abbiano in antipatia il capitalismo, si arrivi alla stupidità.
“Il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre sta’ diventando oggi l’unica e concreta alternativa alla devastante applicazione dell’idea neoliberista di globalizzazione”. Bum! Se avessimo solo questa opportunità staremmo freschi. Tutto il mondo in attesa di Porto Alegre 3. Tutto ciò che è stato nei decenni passati si è solidificato in una “piccola” città del sud del Brasile. In tutto il mondo non ci sarebbe altro.
In attesa spasmodica del terzo incontro di Porto Alegre il Punto Rosso di Milano, che ha aggiunto nel suo logo, naturally, la sigla FMA, Forum Mondiale delle Alternative, manda in giro, in Internet e per posta, uno stampato che apre con questa roboante ed inutile frase. Salvo poi chiedere soldi per sovvenzionare… non importa cosa.
Ma Porto Alegre è un incontro che avviene in casa del PT brasiliano di Lula, che ha vinto alla grande in tutto il paese, tranne appunto a Porto Alegre, luogo che governava da anni, perdendo nella città e nella provincia che era sua, il Rio Grande do Sul, e che non ha seguito il trend delle ultime elezioni. Vorrà dire qualcosa se il partito di riferimento, chissà poi perché, mondiale, di ogni movimentista d.o.c., ha perso proprio il luogo da cui era partito per spargere nel mondo il germe... di non si capisce bene cosa. Avrà pure un senso se in quella città gli strati popolari non hanno più votato per il partito–guida. Ma questo naturalmente ha senso solo per le malizie di una mente che cerca una razionalità storico-economica che contrapponga una realtà, il comunismo, ad un’altra, il capitalismo; di chi non capisce che “il movimento dei movimenti” rappresenti una novità epocale ecc. ecc..
E’ per menti come questa, diciamo valoriali, in termini di classe, che non hanno mai abbozzato alla melassa del nuovo movimento, dei “disobbedienti”, new global, no global, tute bianche, ribelli ecc. ecc. che ciò che è accaduto a Porto Alegre non rappresenta una novità. Tempo fa anche in Perù “l’indio Toledo” rappresentava per tutti i “buonissimi” uomini di buona volontà dell’Occidente una risposta alla situazione orrida di quel paese. Pochi giorni fa si è saputo, da un sondaggio interno al paese, che la sua presa sui peruviani è caduta al 20%. Grande imbroglio all’inizio, crudele risveglio alla fine. Un altro segnale. Menem, in Argentina, che ha iniziato a vendere il suo paese, ora completamente in braghe di tela, ridotto al baratto ed ai morti per fame, ritorna in gioco e si presenta alle prossime elezioni politiche. Potremmo scommette sulla sua rielezione? Del resto sembra avere già alcune “chanches”. Perché?
Già l’uomo è un animale abitudinario – Hume –, un animale che scorda presto, traditore, egoista – Machiavelli –: ma perché aumentare tali difetti e confusioni quando si hanno a disposizione strumentazioni teoriche chiare che si possono adattare al tempo presente, ma che funzionano nel profondo, così come ci sono stati proposti: il marxismo? Se non si riesce a sostenerlo di fronte ad altri approcci culturali e teorici non c’è però bisogno di annacquarlo, snaturalo, imbastardirlo. Non ce n’è proprio bisogno.

PS

Nella pubblicità dell’appello che il Punto Rosso ha divulgato su Le Monde Diplomatique di dicembre, versione italiana e supplemento de il manifesto, l’attacco è stato un po’ cambiato Porto Alegre è stato meglio definito come “una concreta alternativa” ma non più l’unica. Che l’alternativa sia “concreta” è discutibile ma almeno non essendo più “unica” lascia un po’ di speranza a noi tutti.