da "la Voce" del G.A.MA.DI.- febbraio-2003
di Pasquale Vilardo
Dopo il luglio 200 l di Genova e dopo l'11 settembre abbiamo assistito in
Italia ad un'autentica rinascita della sinistra sociale, dal basso, nel vivo di
straordinari Movimenti. Una rinascita connotata di indubbia maturità, se è vero
che è stata evitata accuratamente la spirale repressione-protesta-repressione -
che tanti guasti politici provocò negli anni '70 - se è vero che le dimensioni
di massa sono state e sono cospicue, con milioni di persone in piazza, se è
vero che una intelligente "politica di unità" vede finalmente insieme
i più variegati spezzoni della sinistra e un 'intelligente "politica delle
alleanze" vede marciare nella stessa direzione sinistra di classe,
magistrati a difesa dello stato di diritto, giornalisti a difesa dell'
informazione pubblica, democratici e comunisti.
La manifestazione di Firenze, a novembre, è stata il culmine di questa
maturità, spiazzando il governo di centrodestra e le sue provocazioni
autoritarie. Proprio per questa maturità l'incredibile stretta repressiva
contro i movimenti, ad opera della Procura di Cosenza e di Genova subito dopo
la grande manifestazione di Firenze, ha destato sconcerto e allarme.
Sia per motivi di merito i fatti contestati sono più espressione di delirio
repressivo degli inquirenti che reati gravi - sia per motivi politici: invece
di prendere atto - come successe subito dopo l'autunno caldo del 1969 quando i
movimenti usufruirono di una sostanziale amnistia - della raggiunta maturità
dei movimenti come occasione per l'allargamento degli spazi democratici nel
nostro paese, si architettano odiose provocazioni ( si pensi soltanto alla
richiesta di archiviazione per l'omicidio di Carlo Giuliani, agli arresti per
reati d' opinione o per "compartecipazione,...psichica" .sic!) nella speranza che i movimenti cadano
nella trappola di risposte emotive e impotenti, che l'unità e la solidarietà
tra movimenti e soggetti sociali si incrini. Speranza vana, se è vero che gli
effetti provocati sono stati una più forte della solidarietà tra i soggetti
sociali - un'intera città, Cosenza, è scesa in piazza a difesa dei suoi figli
arrestati, gli operai della FIAT hanno accolto i Noglobal a braccia aperte ecc.
- e una severa presa di distanza da parte di tutti i settori giuridici più
rigorosi, a cominciare da molti magistrati di Magistratura Democratica il cui
congresso si terrà a Roma il 23 gennaio.
Il processo penale nella fase delle
indagini:quali garanzie per i cittadini, i movimenti, le associazioni?
Con questo titolo - e sulla base delle preoccupazioni di cui sopra -
si è svolto a Roma, nei locali del Rialto occupato il giorno 9/1/03, un
importante dibattito, organizzato dal Dipartimento giustizia e legalità del PRC
e dal Coordinamento Giuristi Democratici, chiamando a raccolta le voci più
significative dell'avvocatura, della: magistratura, della politica.
Il dubbio politico-giuridico da dirimere è di una attualità e una gravità
brucianti: l'operato repressivo di alcuni settori di Magistratura Inquirente è
una forzatura isolata o lascia intravedere "grandi manovre" sullo
sfondo, e cioè possibili "convergenze" tra governi di centrodestra e
alcuni settori di Magistratura Inquirente, incrinando così la straordinaria
unità della magistratura contro l'attuale governo? Le partecipazioni al
dibattito - per qualità e consapevolezza - sono state all' altezza del
problema. Il Prof. Alberto Murgio, responsabile nazionale del Dipartimento
Giustizia del PRC, e l'avvocato Pasquale Vilardo per Giuristi Democratici,
hanno svolto in due tempi la relazione introduttiva, prospettando la necessità
innanzitutto di capire il problema, per avviare poi le iniziative giuridiche e
politiche adeguate.
Non esito a parlare di "interventi magistrali" da parte di alcuni
intervenuti, senza togliere nulla agli altri. Ma l'on. Giovanni Russo Spena, il
Presidente della 5 Sezione Penale del Tribunale di Roma nonché direttore della
rivista "Critica del Diritto" Antonio Bevere, Roberto Vitanza della direzione
nazionale del SIULP, sindacato di polizia, l'avv. Tommaso Sorrentino,
presidente della Camera Penale di Cosenza, hanno sviscerato tutti i problemi
relativi al processo nella fase delle indagini preliminari - secondo
angolazioni diverse ma tutte connesse alla comprensione del problema - fornendo
argomentazioni di alto pro- filo che lasciano intravvedere la possibilità di un
dialogo tra sinistra antagonista, avvocati e magistrati davvero importante e
forse unico nel panorama politico italiano: quali altre forze politiche possono
dialogare con tanto spirito costruttivo - per difendere lo stato di diritto ma
anche per prefigurare scenari d rinnovamento giuridico adeguati alle tematiche
dei nuovi soggetti sociali che vogliono forzare le c.d. "compatibilità"
del sistema capitalistico, in nome della civiltà del lavoro - proprio con gli
operatori del diritto che lavorano "sul campo", nel profondo delle
Istituzioni?
Già il prossimo Congresso di Magistratura Democratica sarà un banco di prova
per verificare se questo dialogo marcia nella direzione giusta. Altri
interventi da citare: Fabio Marcelli, Vito Nicola De Russis, Roberto De Vita,
Francesco Romeo.
Ad maiora! Dunque.