Centro Studi Biologia Sociale
(per la ricerca sociologica e la denuncia sociale)
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Racc. con ric. di rit.
Acireale, 7 aprile 2003
Al Presidente della Repubblica
R O M A
OGGETTO:
Tragedia
IRAQ e responsabilità italiana -
Signor Presidente,
Ella sa:
1 - che il caso Iraq e gli USA sono due cose totalmente distinte,
2 - che se l’Iraq avesse dovuto essere anche punito militarmente (dopo aver
subito la tortura dell’embargo ad effetto infanticida), questo sarebbe stato
competenza della comunità internazionale e non di un solo Stato,
3 - che la comunità internazionale non può occuparsi di un solo Stato ignorando
(cioè facendo finta di non vedere) tutti gli altri,
4 - che la comunità internazionale è rappresentabile solo da un ente super
partes,
5 - che il solo ente super partes in atto esistente è, almeno in teoria, l’ONU,
6 - che l’ONU, appunto perché ente super partes, è tenuta a trattare tutti gli
Stati in maniera paritaria, quindi gli USA come l’Iraq, l’Italia come la
Nigeria,
7 - che l’ONU non può né condurre né autorizzare alcuna guerra preventiva,
8 - che gli USA e il Regno Unito (UK) stanno aggredendo l’Iraq per loro
esclusiva iniziativa contro l’ONU e la comunità internazionale,
9 - che la guerra da loro scatenata è oggi un crimine per sé stessa perché non
di autodifesa e non necessaria, quindi gratuita, ingiusta, illegale e
illegittima, e perché aggredisce indirettamente ognuno di noi e dei nostri
eredi attraverso la distruzione e l’inquinamento dell’ecobiosfera,
10 - che USA e UK si sono per ciò solo messi “fuori legge”, in specie “fuori
del diritto internazionale che regola i rapporti reciproci degli Stati
moderni”,
11 - che gli Stati “fuori della legge internazionale” non possono avere
legittime e legali credenziali e
rappresentanze diplomatiche,
12 - che in conseguenza di questo USA e UK sarebbero dovuti essere ammoniti a
rientrare nel rispetto della legge internazionale per evitare la sospensione
dei normali rapporti diplomatici,
13 - che le operazioni di aggressione-guerra vengono condotte (meglio,
“consumate”) in infrazione delle norme della Convenzione di Ginevra (crimini
nel crimine): basti pensare al bombardamento di obiettivi civili (come le
città), alla distruzione di strutture di servizi vitali come gli acquedotti, le
centrali elettriche ed oggi anche il telefono e la televisione, e lo sgancio di
bombe a frammentazione (come nel mercato di Bagdad) (non sappiamo ancora se
anche all’uranio impoverito come in passate analoghe gratuite aggressioni
militari),
14 - che in Iraq sono in azione eserciti di mercenari al servizio di capi di
Stato fuori legge,
15 - che tali eserciti mercenari stanno producendo morti, con o senza divisa
militare, vedove, orfani e mutilati, anche bambini ed anche orrendi,
16 - che Stati che producono distruzioni della fattispecie assolutamente
gratuite riportano la storia alla preistoria e la civiltà alla barbarie, il
tutto solo in esecuzione di piani di dominazione planetaria incompatibili con
il bene dell’umanità, con il rispetto della natura e con la sopravvivenza della
specie, e quindi con la coscienza di uomini degni di questo nome,
17 - che tali Stati possono essere assimilabili ad associazioni per delinquere
al potere finalizzate alla dominazione del mondo,
18 - che tali Stati trasgrediscono ogni convenzione legale solo perché i più
forti cioè perché in grado di applicare la legge del più forte ovvero della
giungla,
19 - che Bush, il maggiore responsabile di cotanta neo-barbarie preistorica,
(in termini scientifici “antropozoo
umanicida”) ha confermato tale asserzione con queste parole: “Gli Stati Uniti d’America hanno l’autorità
sovrana a usare la forza per assicurare la loro sicurezza. Questa non sarà una
campagna di mezze misure. Non accetteremo altra conclusione che non sia la
vittoria”,
20 - che per “sicurezza” costui intende solo la possibilità per gli USA di
disporre delle risorse del mondo a loro piacimento e per “vittoria” il dominio
di tipo feudale sugli altri, solo perché i più forti,
21 - che la sicurezza è soltanto un pretesto come dimostra il fatto che i paesi
via via aggrediti dagli USA non minacciavano la loro sicurezza,
22 - che i crimini di Saddam, come di qualsiasi altro potentato, sono anch’essi
un pretesto come dimostra da sempre la loro
protezione di dittature (magari da loro stessi create assassinando i
vari Allende e mettendo al loro posto i vari Pinochet),
23 - che se il criterio del libero uso della forza fosse adottato da tutti gli
Stati ovvero se l’uso della forza avesse per questi un limite nella forza
stessa e non nella legge, tutti gli Stati sarebbero legittimati ad aggredire Stati
minori con pretesti vari, tra cui quello della propria sicurezza,
24 - che la guerra preventiva è condannata dalla Carta delle Nazioni Unite
(art. 2, comma 4);
25 - che nemmeno il trattato della NATO (art. 5) dà alcuna copertura giuridica
alla guerra preventiva,
26 - che la nostra Costituzione (art. 11) condanna senza mezzi termini il
ricorso alla guerra preventiva,
27 - che ogni deroga a tale articolo – come l’uso di basi militari e il
trasporto di materiale bellico sul nostro territorio – è giuridicamente nulla,
28 - che i responsabili di crimini di guerra – quali quelli in questione –
vanno denunciati all’opinione pubblica, deprivati di ogni arbitraria copertura
giuridica, deferiti ad un tribunale speciale, catturati e, in ogni caso,
processati in contumacia,
29 - che l’art. 90 della nostra Costituzione impegna il Presidente della
Repubblica, previo giuramento, all’osservanza della Costituzione stessa.
Tutto ciò nonostante, non mi risulta che Ella
abbia fatto alcunché di concreto per “disaccreditare” i rappresentanti
diplomatici di Stati messisi fuori legge (art. 87) e per richiamare Parlamento
e Governo al rispetto integrale, coerente e conseguente dell’art. 11. Meno che
mai ha denunciato al mondo, nella veste di Capo di uno Stato, che vuole essere “di
diritto”, i responsabili di un’aggressione barbaro-gangsteristica ad un popolo,
che non risponde degli atti – e dei crimini – del propri capi.
Ella si è limitata ad augurarsi che la guerra (cioè tale aggressione
barbaro-gangsteristica) si concluda al più presto come un “incidente” di
ordinaria evenienza storica.
Esorto Lei a fare qualcosa di più ed auguro a me stesso di potere ridurre il
disagio di essere cittadino di uno Stato complice di cotanta barbarie.
Carmelo R. Viola