www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 03-05-03

Caro Curzi,

mi ha lasciato perplesso la decisione del nostro partito di presentare - mentre il parlamento egemonizzato dalle destre votava il blocco degli aiuti a Cuba - una propria mozione per condannare le misure assunte dal governo di Fidel Castro contro i "dissidenti", definite "aberranti ed assolutamente inaccettabili".
Con sincerità esprimo il mio disappunto verso tale decisione. Non perché non condivida il rifiuto della pena di morte, ma perché ritengo che, in un momento in cui Cuba è tornata (ha mai smesso di esserlo?) nel mirino degli Usa, un partito comunista come Rifondazione non possa avallare la logica disfattista dei "Né-Né". Né con i guerrafondai americani e l'embargo, né con l'isola accerchiata che - si legge in una mozione nella quale si ripropongono alcuni "pezzi forti" della propaganda anticastrista - farebbe ricorso "alla repressione del dissenso interno, agli arresti arbitrari, ai processi politici e alla negazione della libertà di stampa e di parola"... Credo che sia un po' troppo.

Si tratta una scelta infelice. Per nulla necessaria, visto che il partito ha avuto ampiamente modo di esprimere il proprio punta di vista critico su questa materia. Una scelta che ora rischia di prestarsi alle strumentalizzazioni degli anticomunisti di professione, che oggettivamente può indebolire la simpatia guadagnata dalla rivoluzione cubana, con le sue grandi conquiste, nei settori più disparati del nostro Paese.
La situazione con cui oggi è costretta a fare i conti Cuba è, per certi versi, simile a quella vissuta dal Nicaragua sandinista a metà degli anni '80. Quando, a fronte di gravissime azioni terroristiche dei contras, di continue violazioni della sua sovranità nazionale a opera degli Usa, anche allora c'era qualcuno che a sinistra, invece di allargare il fronte di solidarietà con quella rivoluzione, storceva il naso contro l' "autoritarismo" di Daniel Ortega. Si sta ripetendo lo stesso errore.
Voglio chiedere ai compagni che hanno presentato e votato la mozione: Cuba ha o no il diritto di difendersi contro il terrorismo filo-statunitense, di reagire a chi si è macchiato le mani della morte di tremila persone e del ferimento di altre ventimila, a chi si è reso artefice di oltre 600 attentati falliti contro il presidente Fidel Castro, a chi negli ultimi mesi ha compiuto sette dirottamenti a mano armata? Cosa dovrebbe fare questo paese: aspettare a braccia aperte l'arrivo dei contras da Miami?

Omar Minniti,
Collegio di Garanzia
PRC della Calabria