Il diritto, la vera sinistra, l’ultima rivoluzione
di Carmelo R. Viola
Il diritto – Il diritto non è
un’invenzione dei giuristi ma una scoperta biologica. In altre parole è una
realtà biologica. “io ho fame, ergo ho
diritto di mangiare”. I diritti naturali sono altrettanti bisogni
essenziali da soddisfare. La loro varianza
di forma e di modalità di risposta
dipende dalla combinazione delle esperienze sedimentate nel DNA (che producono
le attitudini innate) e delle
molteplici influenze ambientali. Se non ci fossero bisogni, non ci sarebbero
nemmeno diritti. Per difetto di cognizione, ma anche per suggestione demagogica
dei potenti disonesti, la gente è portata a confondere il diritto con la legge.
La legge è l’insieme delle norme convenzionali scritte, di cui nessuna
organizzazione può fare a meno. L’insieme di tali norme è il diritto positivo,
cosiddetto per distinguerlo da quello naturale, che dovrebbe esserne il
costante, insostituibile e ineludibile punto di riferimento da interpretare e
tradurre in formule attuative. Ove tale
riferimento manca o è soltanto formale, la norma scritta è mirata ad eludere il
diritto naturale (V., per es., gli artt. 1 e 4 della Costituzione Italiana in
fatto di diritto al lavoro – alias, alla vita) o a legittimare veri crimini
(V., per es.. le leggi naziste relative al genocidio degli ebrei) insomma si
hanno effetti non biosociocompatibili. In ogni caso, tale “dissociazione” si
risolve nel delinquere legale ovvero nella violazione sempre più consapevole
del diritto propriamente detto (naturale, essenziale, biologico, vitale) che si
sostanzia e realizza in quattro momenti-attributi simultanei, interattivi e
inscindibili: la certezza, l’immediatezza, l’universalità e la continuità.
Riassumendo, la legge è uno strumento indispensabile ma perfettibile, quindi
non un dogma.
Questo breve discorso sul diritto ha una precisa motivazione: quella di
indicare nel diritto vero il filo conduttore e la base di una civiltà umana
adulta cioè non più criminale e autodistruttiva ma in pace con sé stessa.
I quattro livelli di risposta al diritto
naturale. –L’animale risponde automaticamente: vince il più
biologicamente forte ovvero la specie. L’uomo nasce animale e inizialmente si
comporta come tale confondendosi con le bestie. Poi va scoprendo via via la
propria individualità: alla forza biologica succede la forza del potere cioè
dell’aggressione ragionata. Il darwinismo propriamente detto scompare:
soccombono i più deboli in potere e con loro la specie. All’animale succede
l’antropozoo cioè l’animale antropomorfo ragionevole e tecnologico. L’età
antropozoica è lunghissima e comprende l’infanzia e l’adolescenza della specie
umana. Nella prima individui e gruppi configgono dando una veste antropomorfa
alla legge della giungla: è la barbarie propriamente detta. Il terzo livello –
o adolescenziale - di risposta è quello in cui viviamo. Le organizzazioni umane
sono sì basate su norme scritte ma non necessariamente rispondenti in senso
universale alle “spettanze biologiche” (vitali) cioè di tutti e di ciascuno,
nessuno escluso.
La fase antropozoica si concluderà solo quanto l’animale-uomo si farà uomo
propriamente detto, cioè quando all’intelligenza razionale e tecnologica aggiungerà l’intelligenza etica. In assenza
di questa ogni organizzazione di potere – detta convenzionalmente Stato –
indispensabile alla vita di relazione, continuerà a violare il diritto naturale
o dandosi leggi finalizzate alla corsa al profitto che, solo per effetto
collaterale, rispondono ai bisogni di alcuni (V. capitalismo) o calpestando le eventuali leggi e
convenzioni formalmente mirate ad attuare il diritto naturale, ovvero
continuerà comunque a delinquere ripetendo la barbarie.
Il comportamento degli USA è il ritorno palese alla barbarie per eccesso di
potere razionale-tecnologico-militare e per mancata maturità antropologica dei
protagonisti: due circostanze che si risolvono “automaticamente” in una
paranoia omi-suicida ovvero “umanicida”.
La lezione dell’anarchismo. –
L’anarchismo nasce contemporaneamente dal richiamo del diritto naturale e dalla
contestazione della violazione di quel diritto da parte delle istituzioni del
secondo tempo antropozoico. L’ingenuo peccato originale dei generosi,
antesignani e lungimiranti anarchici nasce da un eccesso di repulsione dell’abuso
e di appassionato sostegno di ciò che ritengono giusto ovvero da un abbaglio
psico-emotivo: dall’identificare dette violazioni da parte di soggetti
antropologicamente immaturi con lo strumento (il potere) con cui sono state, e
continuano ad essere, consumate. Gli stessi rimediano (così riconfermando il
carattere biologico – cioè organico e organistico ovvero biologico – e della
società e del potere stesso) sostituendo allo Stato come è comunemente inteso
il micro-Stato della Comune o del Municipio, restando praticamente bloccati ai
margini della lotta politica per l’impossibilità di ricostruire dal basso ciò
che, nel bene e nel male, esiste di già ed ha talora dimensioni anche
mastodontiche. E’ ovvio che costruire il potere dal basso non è costruire l’anarchia,
cioè il non-potere. La locuzione è autocontradittoria senza contare che lo
stesso concetto di costruire suggerisce immagini organiche. Costruirsi la
libertà – per fare un esempio ad hoc – non significa “liberarsi di tutto” ma
fornirsi di strumenti (cioè di potere) per soddisfare i propri bisogni. Nello
specifico: è ovvio che l’eventuale costruzione dal basso delle strutture della
vita di relazione, ripercorrerebbe necessariamente tutti i livelli del potere
stesso dovendo rendere uniformi, funzionali e produttivi tutti i rapporti di
tutte le migliaia di centri di potere (comunale o municipale) che costituiscono
una provincia, una regione e via via un paese, una continente e la comunità
planetaria, rapporti che sono di natura fisiologica ma anche di prevenzione
e repressione antipatologica,
riferendosi ad un organismo vivente sui generis quale è un qualunque minuscolo contesto simbiotico e, a
maggior ragione, il consorzio umano considerato nel suo insieme.
Proprio per questo bisogno di ricostruire dal basso una società sbagliata
l’anarchismo è una dimensione specifica dell’uomo adulto come esercizio morale
della coscienza del diritto naturale e del concomitante e inscindibile
sentimento di fratellanza, o empatia, che ne esige l’applicazione universale.
L’anarchismo vero non è ribellismo ma questa disponibilità combattiva e
coerente di uomini che da sempre indicano nel cattivo uso del potere la fine
apocalittica della storia. E pagano di persona.
La vera sinistra: -Stando così le
cose, non vi è alcun dubbio che la sinistra vera sta solo dalla parte del
diritto e che il potere ( e quindi Stato) di diritto non è necessariamente
quello fondato su norme scritte (visto che anche quello di Hitler lo era e che
anche quello di Bush lo è) ma quello che effettivamente risponde ai bisogni
reali della gente, con certezza, universalità e continuità. E’ l’esatto
contrario del capitalismo e, in ispecie del neoliberismo, che esaspera la
concorrenza (al diritto al lavoro e quindi alla vita ma anche all’arricchimento
parassitario senza limite) e legalizza la disoccupazione e la povertà come
naturali incidenti di percorso. La parola “democrazia” viene riportata solo al
gioco elettorale, manipolabile dai più forti (sempre in termini di potere) e da
questi usata come àlibi per legittimare quanto gli stessi fanno in nome del
popolo. Berlusconi docet. La democrazia non è nel gioco elettorale e, al
limite, nemmeno nella forma dello Stato, ma nella sopraddetta possibilità, che
presuppone quella stessa economia sociale o socialista che, al netto di errori,
crimini e deterrenza capitalistica esterna (culminata nella minacciata “guerra
stellare” del gangster Reagan), sarebbe dovuta essere emendata, perfezionata,
conservata ed esportata dai comunisti sovietici. Infatti, il recupero della
crescita biologica ovvero biosociale (alias civile) della specie umana – in
atto bloccata dalla follia neobarbarica di una superpotenza senza antagonisti,
può venire solo dal recupero dall’antico sogno socialista, comunista ed
anarchico, che ha caratterizzato la storia degli ultimi secoli e che conta
anticipazioni millenarie perché la sua motivazione-finalità era ed è una sola:
un’umanità totalmente libera dall’animalismo e antropozoismo delle origini.
L’unica vera utopia, oggi dimostrabile anche con la testimonianza dei fatti, è
la pretesa che la dinamica predatoria della giungla, anima del capitalismo e
della macchina bellica imperialistica,
gestita da antropozoi criminali, autodichiaratisi protagonisti di “legittima
barbarie”, possa non concludersi con la totale catastrofe civile ovvero con il
fallimento e la conseguente estinzione della nostra specie.
Solo ignoranti e prepotenti “alla
Berlusconi” possono affermare – gridando tutta la propria sconsolante
insipienza – che chi è stato – o è – comunista non ha diritto di governare
senza ovviamente ed eloquentemente riferirsi anche a chi è stato – od è –
fascista!
L’ultima rivoluzione. –L’ultima
rivoluzione è quella del diritto ed è necessariamente nonviolenta. Quella sovietica è stata l’ultima grande occasione
tradizionale storica perduta. Nel piano degli USA – la superpotenza affetta (ed
è questo un termine clinico da prendere sul serio) dalla “paranoia della
invincibilità” – c’è la soppressione di tutti poteri para o filosovietici
residui oltreché di tutti i cosiddetti Stati-canaglia Il loro attuale più viscido rappresentante è stato insolentemente
esplicito: “Attaccheremo chiunque ci
minacci. L’Iraq sia da monito a tutti!”..Naturalmente la minaccia, come
il terrorismo, è solo un pretesto perché il più forte, che decide di aggredire
qualcuno, “si crea il nemico” (come il lupo della favola). Se Giuda non avesse
tradito Gesù, la missione “salvifica” (!) del Figlio di Dio non si sarebbe
potuta compiere, esattamente come senza l’11 settembre 2001, non si sarebbe avuto il migliore pretesto per
dichiarare la guerra “infinita” al resto del mondo. A buoni intenditori…
L’ultima estrema possibile rivoluzione richiama in auge l’anarchismo vero e si
appella al giudizio supremo della scienza.
Anarchici sono da ritenersi individui e organizzazioni che hanno il
coraggio di denunciare-sputtanare-denunciare, e possibilmente mettere alla
gogna pubblica. i neo-barbari “alla Bush” in nome della coscienza e con i soli
mezzi della ragione e del confronto
dialettico e – ove possibile – del potere giudiziario. A questo punto altro non
possono essere le classiche avanguardie del movimento marxista e i soggetti da
coinvolgere sono quanti – proletari o meno – scoprono il rischio mortale che
sta correndo l’umanità. Solo una miriade
di iniziative della fattispecie e, per estensione, di obiezione, disobbedienza
civile, non collaborazione e simili atti, anche di piazza, possono isolare i
criminali, svuotarne dal di dentro le loro organizzazioni, salvare la civiltà.
E talora anche indurli al “ravvedimento”. La scienza – sottintesamemte sociale
– ci conferma che il potere è solo uno strumento insopprimibile. Per abbatterne
uno ce ne vuole un altro.Per abbattere il potere militare di Franco gli
anarchici ne organizzarono uno più grande.E fecero bene. Ogni individuo è
dotato di potere verso sé stesso e verso l’esterno (gli altri). A maggior
ragione lo è un qualunque “insieme sociale funzionale”. La scienza ci conferma
anche come il socialismo (nato da un’antica intuizione fors’anche mistica e
religiosa) è l’economia che ci vuole, non violenta, non sperequativa, non
conflittuogena e criminogena, non fratricida, non ad esito “umanicida” ed è
quindi una necessità biologica della civiltà per non estinguersi esattamente
come, per l’individuo, quella del mangiare per non morire. Una necessità problematica certo, non
automatica, proprio come la nutrizione: infatti, si muore di fame, come la
società può morire di capitalismo, (che è l’insieme di tre piaghe: la propria
iniquità, la criminalità paralegale detta impropriamente “mafia” e
l’imperialismo dei più forti).
Il parametro di tutto questo è il diritto come richiamato dalla felice e
insostituibile trinomio del 1789: “libertà-fraternità-uguaglianza”.
L’unica possibile alternativa è la barbarie…
(Carmelo R. Viola)
(Il diritto, la vera sinistra, l’ultima
rivoluzione – 13.05.03 – 2147)