Dov'è Nando?
Al
Direttore e alla Redazione di Liberazione
Apprendo con sgomento che Nando è stato licenziato dal nostro giornale,
forse perché malato di quella malattia davvero scomoda, che è la rabbia contro
l’ingiustizia e contro le “menzogne umanitarie” sparse a piene mani in questo
nostro disperato mondo, proprio come le bombe ad uranio impoverito e le “guerre
preventive”. In questi anni di infiniti massacri e di soprusi intollerabili e
taciuti, i suoi pezzi graffianti e appassionati sono stati per tutti noi una
voce fuori dal coro, la voce di chi non aveva voce, di chi, travolto dal
tallone di ferro e fuoco di un capitalismo sempre più ingordo e invincibile,
affidava, prima di scomparire, la scomoda verità delle vittime a questo
cagnetto rosso e ispido, così lontano, nella sua donchisciottesca indignazione,
dal ciappettio omologato e squallido dei media di regime.
E’ Nando che, dai ponti di Belgrado, dalle macerie della Zastava, ci ha parlato
della memoria storica violentata e della disperata resistenza operaia e
popolare contro l’aggressione USA e NATO.
E’ ancora Nando che, tra le rovine del giardino dell’Eden e della città delle
Mille e una notte ha ritrovato i volti e le parole per narrarci le morti da
embargo e da uranio impoverito. Tra i pastori dell’ Afghanistan, i bambini
dell’intifada palestinese, i campesinos e le favelas dell’America latina , a
Cuba più che mai cara al nostro cuore abbiamo ritrovato Nando, piccolo,
intrepido cronista di un mondocane che si ribella e lotta contro l’ingiustizia,
per l’uguaglianza, per la sopravvivenza stessa del pianeta.
Nando e Fulvio, suo compagno di viaggi e di avventure, sono i testimoni giusti
per un giornale come il nostro, comunista, strumento di Liberazione…. A meno
che non si stia ammalando anch’esso di una malattia assai brutta, transgenica,
che attirerà forse nuovi lettori alla D’Alema (come in una recente pubblicità),
ma rattrista, deprime e allontana i lettori di sempre.
Dunque Nando deve ritornare: grazie alla sua statura di bassotto, che lo allontana
dall’empireo e lo avvicina alla terra, saprà scoprire le umili e resistenti
tracce della vita, parlarci ancora di chi sta in basso, nostro compagno, nostro
fratello.
Bussoleno, 23/5/2003
Nicoletta Dosio, segretaria del Circolo di Rifondazione Comunista di Bussoleno,
anche a nome del Circolo.