!!!!!!!!!!!BLACK-OUT QUANTE BALLE!!!!!!!!!
Traffico in tilt, ascensori fermi, centralini dei vigili bollenti, cittadini
imbufaliti, TG che non parlano d’altro. La drammatizzazione del black-out è al
massimo: ci dicono che non c’era altro da fare, che il caldo eccezionale ha
provocato un imprevedibile aumento del prelievo di energia elettrica.
Nessuno ricorda che l’economia italiana (ed europea) ha subito negli ultimi 20
anni una gigantesca ristrutturazione che ha visto la scomparsa quasi completa
dei settori industriali più energivori (acciaio, auto, chimica) e quindi
dovrebbe esserci non carenza ma sovrappiù di capacità produttiva.
Ci dicono che è colpa dei francesi, che non ci hanno venduto la giusta quantità
di energia e degli ecologisti e che la soluzione sta nella costruzione di nuove
centrali (soprattutto nucleari).
QUANTE BALLE!
Tutto ‘sto casino è conseguenza delle scelte fatte negli anni scorsi (DECRETO
BERSANI in primis) che dovevano aprire il mercato, bloccato dai monopoli
pubblici, alle magnifiche sorti (e progressive) del libero mercato
dell’energia.
Tutto ‘sto casino era più che prevedibile. È stato criminalmente previsto e
programmato.
In un sistema moderno e interconnesso è vitale conoscere in ogni momento quanto
si produce e quanto si consuma.
Quando esisteva il vituperato monopolio ENEL il blocco delle centrali per
manutenzione era programmato, sul piano nazionale, tenendo conto dei prelievi
previsti e contrattualmente programmati a livello nazionale.
In caso di situazioni eccezionali, come in questi giorni, scattavano le
clausole contrattuali che prevedevano il blocco della fornitura a poche e ben
individuate (e preavvisate) grandi utenze.
Il risultato era qualche episodio di distacco, dalla rete nazionale, di poche
grandi fabbriche preparate da sempre ad affrontare la situazione (con
l’autoproduzione ad esempio).
La situazione oggi è che la miriade di aziende elettriche private presenti sul
mercato, dopo lo smantellamento dell’ENEL, si muove e programma il blocco delle
centrali per manutenzione, come se i propri clienti fossero un universo chiuso:
tanta energia prodotta + quella comprata = tanta ne possiamo/ dobbiamo vendere.
Questa deve andare in pari con la quantità di energia di cui, momento per
momento, abbisognano i nostri clienti per contratto. L’equazione deve essere
sempre in pari!
Il risultato è che in questi giorni ci sono ferme, per manutenzione
programmata, più centrali private di quante la pubblica ENEL ne abbia mai
neanche immaginate.
E una banale comunicazione tra aziende diventa una tragedia nazionale.
Tragedia che si trasforma in farsa quando nelle passerelle televisive i
responsabili del caos si propongono come vittime degli ecologisti e il governo
propone il ritorno del nucleare.
Più che di black-out bisogna parlare di black-blok!
Quello che vogliono è massima libertà di movimento nella gestione degli
impianti e del personale e la ripresa massiccia della costruzione di centrali
elettriche con tutto quello che questo comporta sul piano degli appalti e della
gestione del territorio.
Intanto sembra che nessuno si sia accorto di questa stranezza: per poter indire
uno sciopero nel settore dei servizi pubblici (gestiti ormai quasi
completamente da aziende private) c’è da seguire un iter burocratico che
dovrebbe ridurre al minimo i disagi per gli utenti; per togliere energia a
chiunque da parte delle aziende private basta un fax notturno ad un ufficio
vuoto.
01/07/2003
RdB ENERGIA