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Integralismo "infinito"


martedì 11 novembre 2003

" La recente virulenta polemica sviluppatasi a seguito dell'ordinanza del giudice de l'Aquila sulla richiesta rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche, sembra far ripiombare l'Italia nel clima del 1850, all'epoca della promulgazione delle leggi "Siccardi", volute dal governo Cavour.

Come (dovrebbe essere ben) noto, tale disciplina legislativa inferse un duro colpo ai secolari privilegi di cui godeva il potere ecclesiastico, abolendo il Foro Speciale, il medioevale diritto di asilo, riducendo drasticamente le proprietà improduttive (c.d. mano-morta), il numero delle festività religiose, ed iniziando la discussione sul matrimonio civile.

La reazione dei clericali, Papa Pio IX in testa, fu furibonda, con il tentativo, riuscito sino al 1870, di mantenere il potere spirituale, e le connesse prebende, non solo "spirituali"..

Non sembra inutile rammentare agli "smemorati", l'odio dei papalini nei confronti della (da loro) vituperata nascente Italia, concretatosi in atti di proverbiale violenza, basti citare, fra i tanti, l'episodio della uccisione dei fratelli Cairoli, dei coniugi Tavani-Arquati, barbaramente trucidati anche se già arresi, della condanna a morte dei patrioti Aiani, Luzzi, Monti e Tognetti, questi ultimi due addirittura decapitati, nonchè delle vittime italiane dell'assedio di porta Pia, che la storiografia italiana, in realtà agiografia nei confronti dei potenti con la veste lunga, non riporta, ma che ammontarono ben a 200 soldati…altro che "presa indolore del potere", come ancor oggi si legge.

Del resto , le concezioni del Papa del "Sillabo", del "non possumus" e del "non expedit", non potevano che esasperare gli animi dei radicali dei due fronti.

Ed è in contraddizione con se stesso anche il Pontefice odierno, "pacifista" nei confronti della guerra USA/GB all'Iraq, ma acceso "interventista" contro la Jugoslavia, almeno sino a poche ore precedenti all'inizio dei bombardamenti NATO.

Oggi, trascorso un secolo e mezzo dalle leggi "Siccardi", con il pretesto di una sentenza inappuntabile, rispunta lo stesso integralismo "becero", supportato da numerosi esponenti politici, anche "insospettabili", perché appartenenti allo schieramento che si colloca , almeno nominalmente, all'"opposizione".

Infatti, si contano sulle dita di una mano gli uomini di partito che non han gridato "al lupo", ma che hanno sollineato come corretta, ed in linea con la Costituzione vigente, la motivazione dell'ordinanza del giudice abruzzese.

E' importante ribadire che tale motivazione non fa altro che ricordare che la Repubblica Italiana, secondo il recente  Concordato "Craxi-Casaroli" del 1984, recepito con legge 121/1985, "non considera più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti lateranensi dell' 11.2.1929,(che, a loro volta, riportavano pedissequamente quanto statuito nell'art.1 dello Statuto Albertino del 1848), della religione cattolica come sola religione dello Stato Italiano".

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Tale preambolo , ovviamente , non è solo riferito alla non legittimità dell'esposizione pubblica e senza accordo del crocifisso, ma anche ad altri aspetti, tra i quali, assai importanti, quelli relativi alla "offesa" (vilipendio)della religione dello Stato". Al riguardo, un'importante sentenza del Tribunale di Bologna, statuisce che, proprio a seguito delle modificazioni apportate al Concordato nel 1984, non essendo la religione cattolica l'unica religione professata nello stato italiano, non è più prevista come reato l'offesa fatta alla religione stessa"

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Resta da capire il motivo del solco che è stato scavato fra la Costituzione  "configurata" e quella "percepita" come vigente dalla maggioranza dei cittadini...nel 1850 sembrava che lo scontro fra "progressisti" e "codino-reazionari" potesse concludersi con la vittoria della ragione contro  l'intolleranza integralista; oggi, rileviamo la strana (santa?) allenza tra "codini" odierni (centro destra, margherita, molti ds..) , smaniosi di compiacere i vertici della Santa Sede, con scandalizzate dichiarazioni di fede "papista" ..sì, gli stessi che stanno beatificando un neo-assolto eccellente, gli stessi che assistono con inerte compiacimento all'"assalto finale" alla Magistratura.

A quando una nuova strage degli ugonotti?"

Giuseppe CAMINITI, - Torino