Lettera
di Alessandra KERSEVAN, ricercatrice storica, Udine,
sulle dichiarazioni di Piero Fassino a Trieste, 6 febbraio 2004.
Ho letto con sgomento il resoconto della conferenza stampa dell’on. Fassino
sulla proposta di Giornata dell’Esodo e la sua lettera al presidente delle
associazioni degli esuli.
Mi ha colpito il ribaltamento della storia e delle responsabilità delle
tragedie vissute in questa zona d'Europa e il tono oggettivamente
“revisionista”, incentrato sulle “tragiche conseguenze dell’espansionismo
slavo”, a imitazione in tutto e per tutto, nei concetti e nel linguaggio, della
propaganda fascista di sempre.
Penso che l’on. Fassino dovrebbe guardarsi un po’ di cartine storiche, su
qualche atlante, per capire quale sia stato il nazionalismo che ha imperato in
queste terre per decenni e quale espansionismo le abbia sconvolte. Vedrebbe da
che parte è avanzato il confine dello stato italiano, a più riprese, con la
violenza della guerra, sempre più a est fino ad inglobare nel 1918 oltre
500.000 sloveni e croati. Dopo il 1941, con l’occupazione e l’annessione di
altri territori jugoslavi in cui non abitava neppure un italiano, furono
comprese entro i nuovi confini altre centinaia di migliaia di jugoslavi, il cui
trattamento da parte dello stato italiano fu la repressione più spietata, le
fucilazioni, gli incendi di villaggi, la deportazione in campi di
concentramento di decine di migliaia di donne, vecchi, bambini, e la morte di
parecchie migliaia di essi. Questi i risultati dell’“espansionismo italiano”,
argomento assolutamente rimosso, mai diventato “memoria collettiva”.
L’on. Fassino dovrebbe anche guardarsi una cartina etnica di queste terre,
consiglio quella redatta nel 1915 da Cesare Battisti (un nome che dovrebbe
essere una garanzia) in “La Venezia Giulia. Cenni geografico-statistici”,
pubblicato nel 1920 dall’Istituto Geografico De Agostini. Battisti attribuiva
per il 1910 alla Venezia Giulia, nel suo complesso, la seguente composizione
nazionale, in percentuale:
- Italiani: 43,09
- Sloveni: 32,23
- Croati: 20,64
- Tedeschi: 3,30
Dunque gli “slavi” erano il 52,87 per cento.
Per quanto riguarda l’Istria in particolare:
- Italiani: 35,15
- Sloveni: 14,27
- Croati: 43,52
- Tedeschi: 3,51
Dunque gli “slavi” erano il 57,79 per cento.
Come si vede i territori rivendicati durante la seconda guerra mondiale
dall’“espansionismo slavo” era abitati in maggioranza da “slavi”. Sotto la
dominazione italiana, sotto il fascismo, vissero un periodo di “lacrime e
sangue” e dunque per essi liberarsi da quella dominazione diventò un imperativo
categorico. Sui modi anche molto drammatici in cui questo è avvenuto si deve
sicuramente discutere, ma dopo, non prima, di aver chiarito finalmente a tutti
gli italiani le responsabilità primarie.
Il dramma degli Esuli, on. Fassino, è colpa della politica aggressiva del
fascismo e del nazionalismo italiano nei confronti dei popoli slavi. L’on.
Fini, che è così in vena di chiedere scusa per le colpe del fascismo, dovrebbe
venire qui a chiedere scusa quale rappresentante dello stato italiano, prima di
tutto a Sloveni e Croati (potrebbe andare ad Arbe o a Gonars...) e poi anche
agli esuli.
Gravissimo, mi sembra, che l’on. Fassino abbia accettato come giornata della
memoria dell’esodo la data del 10 Febbraio, anniversario del Trattato di Pace.
Spero che ai militanti e simpatizzanti DS non sfugga il significato revanscista
intriso di revisionismo storico di una simile scelta.
Gravissimo è ancor di più il neoirredentismo di cui Fassino si fa portavoce,
secondo il quale è ingiustificabile la “perdita di territori” imposta dal
trattato di pace. Immagino che il passo successivo può essere solo la
rivendicazione della restituzione delle terre così ingiustamente perse. Mi
vengono i brividi.
Io mi chiedo che senso abbia tutto questo, nel momento in cui, fra l’altro,
stiamo per superare i confini e ritornare finalmente a una situazione in cui i
popoli di questa parte d'Europa che si sono sempre mescolati, torneranno a
farlo, pacificamente, come fu per secoli. Come fu per secoli, on. Fassino,
prima che il nazionalismo italiano, l'irredentismo italiano, l'espansionismo
italiano sconvolgessero queste terre.