www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 24-02-04

Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Reggio Calabria

Nessun accordo commerciale e turistico con Israele!

Sbagliata la scelta di Fuda e Scopelliti di accogliere a braccia aperte l’ambasciatore israeliano.

Mentre alla Corte Internazionale dell’Aja sono iniziate le udienze sulla legittimità del Muro dell’Apartheid costruito dagli israeliani sui territori palestinesi occupati, con un tempismo perfetto, nella giornata di ieri Fuda e Scopelliti hanno accolto a braccia aperte e con tutti gli onori l’ambasciatore d’Israele in Italia, Ehaud Gol. Una strana coincidenza che imprime all’iniziativa “diplomatica” della Provincia e del Comune di Reggio Calabria una chiara connotazione provocatoria.

Quello tenuto da Fuda e Scopelliti non è un incontro con l’ambasciatore di uno stato qualsiasi. Ieri hanno accettato di fornire legittimità a un governo pluricondannato dalla Nazioni Unite, che da più di mezzo secolo è autore di una feroce occupazione coloniale e militare e che oggi è impegnato nella realizzazione di una struttura ignobile - stigmatizzata dalle associazioni per la difesa dei diritti umani di tutto il mondo, israeliane comprese – che penetra come un cuneo nei territori arabi, rubando terra fertile e peggiorando ulteriormente le condizioni di vita di migliaia di palestinesi.

Ancora più gravi sono le dichiarazioni emerse ai margini del duplice incontro, favorevoli allo sviluppo di rapporti commerciali e turistici stabili con Israele. Nello specifico, si è parlato della possibilità di attivare una collaborazione con aziende israeliane impegnate nello sfruttamento di risorse idriche. Non sapendo forse, Fuda e Scopelliti, che proprio questo è uno dei temi su cui si sono sviluppate forti tensioni tra la popolazione palestinese e il governo Sharon. La rapina delle risorse idriche palestinesi, siriane e libanesi è, infatti, uno degli aspetti più odiosi della colonizzazione israeliana,  e sostenerla direttamente o indirettamente equivale a un atto di complicità con questa politica criminale.

Il Partito della Rifondazione Comunista è assolutamente contrario ad ogni forma di collaborazione col governo di Tel Aviv e le aziende che foraggiano l’economia di guerra israeliana. Sostiene apertamente la campagna di boicottaggio dei prodotti israeliani, promossa non da “antisemiti incalliti” – come vorrebbe far credere qualcuno – bensì proprio da organizzazioni ebraiche contrarie all’occupazione e favorevoli ad una risoluzione pacifica del conflitto in Terra Santa. Per questo, il Prc si opporrà in ogni modo a qualsiasi tipo di interscambio tra le istituzioni del nostro territorio e quelle israeliane e non accetterà nessuna forma di legittimazione del regime dell’Apartheid di Ariel Sharon.

In particolare, Rifondazione Comunista punta l’indice contro la scelta effettuata dall’Amministrazione provinciale che, mentre vaneggia grandi progetti con le autorità israeliane, da mesi tiene “congelato” nei cassetti dei propri uffici, in attesa del finanziamento promesso, un progetto di solidarietà con i profughi palestinesi in Libano, volto alla realizzazione – in sinergia con l’associazione “Un Ponte per…” – di un Laboratorio di fotografia a Beirut. Progetto che, ricordiamo, è stato approvato all’unanimità dalla terza commissione consiliare su proposta del gruppo del Prc.

Reggio Calabria, 25 febbraio 2004

Danilo Barreca,
segretario provinciale PRC

Omar Minniti,
capogruppo PRC
Provincia di Reggio Calabria

Nino De Gaetano,
capogruppo PRC
Comune di Reggio Calabria