11/06/2004
Il 10 giugno l’Onorevole Fausto Bertinotti ha
dichiarato alla stampa e ai mezzi di informazione che “dopo le elezioni europee
il movimento pacifista deve lanciare una petizione popolare per il ritiro
immediato dei soldati italiani dall’Iraq”.
Accogliamo con favore queste dichiarazioni del Segretario Nazionale di
Rifondazione Comunista.
In effetti un comitato nazionale per il ritiro dei militati italiani dall’Iraq
si è già costituito nel mese di Aprile potendo contare sulla partecipazione di
partiti politici della sinistra come i Verdi e i Comunisti Italiani, della
Sinistra DS, di realtà sindacali conflittuali, associazioni, mezzi di
informazione indipendenti e anche di alcuni dirigenti nazionali e militanti del
Partito della Rifondazione Comunista di cui Fausto Bertinotti è segretario
nazionale.
Il Comitato Nazionale, oltre ad aver partecipato alle diverse mobilitazioni
contro la guerra in Iraq e in solidarietà col popolo palestinese, ha anche
lanciato, lo scorso 25 aprile, una campagna nazionale per la raccolta di
800.000 firme in calce ad una petizione popolare che chiede proprio il ritiro
immediato del contingente italiano che partecipa all’occupazione dell’Iraq. La
petizione chiede inoltre il taglio delle spese militari, affinché le sempre più
ingenti risorse economiche utilizzate per finanziare la guerra siano investite
invece per garantire ai cittadini il diritto alla salute, all’istruzione e al
lavoro.
Il “Comitato Nazionale per il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq” ha dato
indicazione a tutti i comitati locali di far pervenire a Roma, entro il 30
giugno, le prime 100.000 firme raccolte, rilanciando la campagna in un momento
in cui i governi occupanti tentano di nascondere il permanere in Iraq di una
occupazione militare illegale e di natura coloniale. Inoltre il 26 giugno è
previsto un Incontro Nazionale a Roma in cui le realtà che costituiscono il
Comitato Nazionale discuteranno come rilanciare la petizione popolare.
Chiediamo quindi all’Onorevole Bertinotti di prendere in esame l’opportunità di
partecipare alla campagna per il ritiro immediato delle truppe italiane
dall’Iraq.
“Comitato Nazionale per il ritiro dei militari italiani
dall’Iraq”
Per contatti:
viadalliraqora@libero.it
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Segretario, lei è un poco
distratto
Lettera aperta a Fausto
Bertinotti
Le agenzie di ieri e i giornali di oggi, riportano una dichiarazione rilasciata
da Fausto Bertinotti che ci ha lasciato allibiti e perplessi. Il segretario di
un partito che ha svolto e svolge un ruolo importante nel movimento contro la
guerra, ha affermato che “dopo le elezioni il movimento pacifista deve lanciare
una petizione popolare per il ritiro immediato dei militari italiani
dall’Iraq”. Siamo rimasti allibiti, perché da aprile è stato costituito il
Comitato per il ritiro dei militari italiani dall’Iraq (al quale partecipano
anche militanti e dirigenti del PRC, oltre a Verdi, Sinistra DS, PdCI, CUB ed
altri) e dal 25 aprile in tutta Italia è cominciata la campagna di raccolta di
firme su una petizione popolare che chiede il ritiro immediato dei militari
dall’Iraq. La nostra radio, già da allora, ha funzionato anche da collettore
con centinaia di persone che hanno scaricato dal sito il modulo della petizione
facendolo circolare e firmare nei posti di lavoro, nelle università e nel
territorio.
Per il 30 giugno si prevede di poter consegnare le prime 100.000 firme già
raccolte in tutta Italia per poi proseguire visto che in quella data verrà
discusso il rifinanziamento della missione militare in Iraq e il contingente
italiano rimarrà ancora ad occupare quel paese. Siamo allo stesso tempo rimasti
perplessi, perché ci chiediamo come sia possibile che il segretario del PRC non
si sia mai accorto che la petizione era già in corso, e dire che da settimane
ogni martedì c’è un apposito banchetto vicino a Parlamento e Palazzo Chigi al
quale hanno fatto visita parlamentari e dirigenti anche del suo partito. Delle
due l’una: o Fausto Bertinotti ritiene che le iniziative promosse da soggetti
diversi da lui non abbiano alcun valore oppure – come direbbe Fabrizio De Andrè
- è un dirigente politico “piuttosto distratto”, il che non è proprio
rassicurante. Vogliamo augurarci che Fausto Bertinotti abbia l’onestà e il buonsenso
di rettificare la dichiarazione di cui sopra e, magari, dare indicazione di
collaborare alla campagna e alla petizione già in corso da un mese e mezzo.
Cordiali saluti
La redazione di Radio Città Aperta (Roma)