TRIBUNA CONGRESSUALE – LIBERAZIONE 15 dicembre 2004
Coerenza programmatica e scelte chiare sulla questione del governo
di Leonardo Masella*
Il compagno Bertinotti ha preferito un congresso con mozioni alternative piuttosto che con un documento a tesi emendabili, con la motivazione di una esigenza di chiarezza di linea. Non sono stato d'accordo con questa tesi, tuttavia una volta assunta ci vuole un po' di coerenza. Allora ci vuole chiarezza innanzitutto sulla questione principale che il partito ha di fronte: se dobbiamo entrare oppure no, e a quali condizioni, in un futuro governo di centro-sinistra nel caso di auspicabile sconfitta elettorale di Berlusconi. Questa è la scelta chiara di linea che deve fare ogni iscritto, scegliendo la mozione nella quale maggiormente si riconosce. Sì, è prioritario e urgente, e non da oggi, battere Berlusconi, ma contemporaneamente come si fa a governare con D'Alema, che è diventato il più oltranzista sostenitore del sistema maggioritario all'americana? E come si fa a governare con Prodi che rivendica, nell'unico manifesto programmatico finora proposto, la guerra del Kosovo ? E che solo una settimana fa ha difeso a spada tratta il patto di Maastricht su cui si è fondata la costruzione dell'Europa liberista ?
Berlusconi ha minacciato le elezioni anticipate. Noi le abbiamo giustamente
sostenute. Ma se davvero vi fossero, con quale programma comune le
affronterebbero le opposizioni, visto che è ancora tutto in alto mare e per
mesi si è passato il tempo a discutere, su giornali e Tv, di primarie, anche da
noi avallate? Non si può andare avanti così. Il congresso deve tentare di
interrompere, assieme ai movimenti e alle altre forze di sinistra di
alternativa, questo balletto politicista e imporre i contenuti programmatici al
centro della discussione. Serve cioè proprio ciò che la maggioranza del gruppo
dirigente rifiuta da mesi: alcune precise condizioni programmatiche
irrinunciabili, come abbiamo fatto sempre in tutte le scadenze elettorali,
nazionali e locali. Senza i voti di Rifondazione non si vince la competizione
con la destra Allora il centro-sinistra
deve accogliere almeno alcuni punti precisi, elementi concreti di un impianto
alternativo. Per esempio: si può pensare di far parte di un governo, non dico
senza uscire dalla Nato, braccio armato della globalizzazione neoliberista, ma
almeno senza la certezza assoluta di non essere coinvolti in nuove guerre? Su
questo non è possibile alcuna ambiguità o compromesso generico (come il
semplice richiamo all'articolo 11 della Costituzione che non ha impedito la
partecipazione dell'Italia a ben tre guerre imperialiste). Così come non è
affatto sufficiente sostenere che c'è un problema di potere d'acquisto, senza
proporre la soluzione del problema e cioè l'introduzione di una nuova scala
mobile, cancellata dalla concertazione del luglio '93Intendiamoci, sarebbe
sbagliato un rifiuto pregiudiziale, a prescindere dai contenuti, ad entrare in
un governo di centro-sinistra, ma sarebbe un errore ben più catastrofico andare
al governo comunque, con una genericità di contenuti, come sostiene la mozione
Bertinotti, affidandosi alla permeabilità (assolutamente inesistente) della
sinistra moderata ai movimenti. Forse per giustificare l’ingresso al governo,
la mozione del segretario sostiene la tesi che il neoliberismo sarebbe in
crisi. Ma è proprio il contrario. Purtroppo, come dimostrano sia le elezioni
americane che l’arretramento del movimento operaio europeo, il neoliberismo non
è mai stato tanto forte e aggressivo.
Leggano gli iscritti tutte le mozioni, discutano pacatamente e scelgano sulla
base del merito, dei contenuti. Evitiamo un congresso-referendum sul segretario
(che nessuno mette in discussione), che farebbe male al partito perché
impedirebbe un vero dibattito di merito. La cultura di Rifondazione è sempre
stata contraria al presidenzialismo. Evitiamo di introdurre oggi questa
ulteriore innovazione moderata nella cultura e nella natura del partito.
*capogruppo PRC regione Emilia Romagna