Su ignoranza e conoscenza, su sottomissione e resistenza
Su coscienza e necessita’ dell’ agire
Sul presente cancro sociale , da comunisti, che fare ?
Cronache contro l’informazione di
sistema : passare dalla conoscenza alla coscienza sociale.
22 dicembre 2004, incidente mortale sul lavoro alla Strobietto di Busano, il 23
si ripete in cava a Druento, ancora il
27 ci resta un operaio manutentore a Barone Canavese. Tre morti sul lavoro in
un pugno di giorni solo in zona ( e in un anno si sono persi in Alto Canavese
un migliaio di posti, eporediese escluso, dove peraltro sono a rischio 800
posti al call center della WIND ).
Per questi morti non interviste alle vedove, non battimani ai
funerali (riservati solo a industriali, politici, mercenari e turisti…..)
Già, lo Tsunami, forse duecentomila morti per l’onda anomala , ma lo spettacolo
della “normalità” deve continuare. Grande commozione per i “nostri” turisti
morti. Per gli “indigeni” , quelli miserabili già ieri e anche domani, quelli
dell’emigrazione disperata in occidente, con una telefonata puoi rimuovere la notizia e donare, un €…La
vita deve continuare….
La stessa ipocrisia per le morti “all’uranio” di soldati italiani reduci dalle
missioni “umanitarie” in Somalia e in
Yugoslavia, notizia peraltro sfuggita alle autorità militari italiane: assoluto silenzio invece sulle decine di
migliaia di civili contaminati, migliaia già
i morti, anche per i bombardamenti italiani.
Su queste notizie il sistema mediatico di controllo sociale cerca di tranquillizzare,
di addormentare le coscienze. I media sono omologati quasi tutti al potere: la
TV, che rappresenta per i più l’unica fonte di conoscenza, da noi è monopolio
Mediaset con RAI di complemento- le
recenti sostituzioni di direttori di giornali hanno confermato la
concentrazione editoriale precedente che, ben che vada, tira per la alternanza
soft di sistema ( Kerry/Bush come Prodi/Berlusconi). Le poche fonti indipendenti sono giornali di riferimento a piccole aree politiche-culturali,
quasi autoreferenziali ed in crisi continua. In una parola, l’informazione è
bloccata e la massa della gente non riceve quindi che la “voce del padrone”.
“Devi fare una cosa veloce.. e devi
massacrare” .E’ il 20 luglio 2001, sono ordini, registrati, dalla sala
operativa della questura di Genova ( il neofascista ministro Fini è presente ).
Si sa poi come è andata: un compagno ammazzato, centinaia di feriti e arresti ,
pestaggio alla scuola Diaz, ecc.
Ma il 4 dicembre il “sinistro” Fassino dichiara: occorrono più soldi per la
Sicurezza. Si riferisce alla forze dell’ordine.., non ha detto più soldi per
ospedali, scuole, pensioni…: questa è l’alternativa
che ci offre il Sistema. Scusate, per la scuola si avranno ben 9 mila
insegnanti di religione cattolica in più, e più crocefissi a richiesta…Questo
mentre il governo ha stabilito il blocco quasi totale del turn over nel
pubblico impiego.
I crocefissi sono esibiti ovunque, in TV soprattutto dai buffoni/e dei reality
show, e crocefissi sono impugnati contro i diversi, gli alieni, i terroristi (
un tempo i vampiri, poi i comunisti e oggi gli
islamici) le forze del Male…
Fare il gioco del terrorismo è poi
criticare l’imperialismo USA, è essere antiamericani e dunque
antidemocratici.
Proprio là dove mancano i concetti, compare a
tempo opportuno, una parola (Goethe,
Faust)
Prima in Somalia, Yugoslavia e Afganistan, oggi in Iraq i soldati italiani non
fanno la guerra ma peace keeping, i mercenari sono lavoratori in missione…
L’uso e l’abuso delle parole di regime sono funzionali alla confusione delle
coscienze : i licenziamenti sono diventati esuberi, un morto sul lavoro è
sempre un incidente e dovuto alla “disattenzione”. Mai che si descriva la
condizione, i tempi, i modi del lavoro, la generale disapplicazione delle norme
antinfortuni !
Alcune parole sono poi state bandite dai media di regime, regime è ovviamente
un governo autoritario che in occidente assume la forma, l’apparenza
democratica. Grande uso invece delle formulette “economia globalizzata” e
“libero mercato”, ma senza usare mai il termine Capitalismo.
Forse che il dominio del capitale sugli uomini e sulla natura è scomparso? Sta
anzi distruggendo i rapporti e la stessa cultura degli uomini,
famiglie-comunità-nazioni. Azzerando la dimensione collettiva priva l’individuo
di ogni base di riferimento storico e culturale. Il reale sociale si allontana
dalla dimensione umana e naturale, il sociale è determinato solo dai rapporti
di produzione/consumo capitalistici e dalla relative sovrastrutture
ideologiche-culturali
Mentre la miseria e la fame si aggravano ovunque, aumentano la sofferenza e il
disagio soprattutto nelle metropoli
dell’occidente. Le malattie mentali si sono diffuse enormemente e il
sistema di controllo/repressione risponde con la psichiatria , con un’altra
merce, gli psicofarmaci. Un consumo che si è decuplicato in un ventennio ed è
previsto che nel 2020 almeno una famiglia su due sia interessata al fenomeno.
Non basta l’evasione con il “tempo libero”, turismo, sport e quantaltro : evadi
ma devi rientrare sempre al
normale…quotidiano, al tuo ruolo sociale. Restano così la droga e gli
psicofarmaci.
Una moltitudine di eremiti, trascorrono vite grigie colorate di acrilico nella
disperata ricerca di apparire individui. Solitudine sociale, individualismo
determinato dall’assenza di parole e modi di risposta politica/culturale,
dell’impegno vero che non sia il volontariato o l’associazionismo del tempo
libero…Non appare, viene censurata in ogni modo, l’ipotesi di cambiamento, di
progetto rivoluzionario: il mondo va così e così deve restare . Con il
martellamento dei media di regime, della sovrastruttura culturale, si vogliono
cancellare non solo i progetti di cambiamento ma la stessa utopia, se non i
sogni. Per questi il sistema offre giochi e lotterie, tante droghe di ogni tipo
e soprattutto le merci, ma si devono
pagare ovviamente.
Sapremo trovare un’altra cultura che non
siano i soldi ? (Lance Henson, poeta Cheyenne)
Lance ricorda il 29 dicembre 1890,
barbaro massacro di 300 indiani lakota, civili indifesi ma “ostili”, a Wounded
Knee. Il Congresso USA diede 20 medaglie d’oro fra i soldati responsabili.
Si ispirò persino Hitler, per le fosse comuni ed i campi di
concentramento, alle realizzazioni yankee nell’ovest indiano. Oggi dopo i
massacri del colonialismo, i lager nazisti, le atomiche di Hiroshima e
Nagasaki, il mondo assiste alla “punizione” di Falluja, città irachena ribelle,
dunque terrorista: sono decine di migliaia i civili sterminati sotto i
bombardamenti e lasciati morire senza cure. Dal 1991 ad oggi, passando per gli
anni dell’embargo, i civili iracheni morti sotto i bombardamenti e per carenza
di medicine( anche quelle sotto embargo) sono oltre un milione. A tutt’oggi poi
nelle carceri USA e GB sono diecimila i
soli cittadini iracheni considerati terroristi, e non parliamo dei torturati e
seviziati.
La cultura dei soldi, il capitalismo, uccide con la guerra, militare e sociale,
ma con la stessa produzione di merci: da Bhopal con l’Union Carbide, a Casale Monferrato e, in giro per l’Italia,
con la ETERNIT, esempi di una prassi costante della nostra “ superiore
civiltà”. Per il cinismo
che contraddistingue questo sistema già si riaprono gli ombrelloni quasi
accanto ai cadaveri sulle spiagge
del sud est asiatico, mentre i sottoproletari indigeni continuano la loro
miserabile vita: il baraccone, la giostra della produzione / consumo delle
merci DEVE proseguire.
Questo sistema continua a parlare di PIL, di sviluppo, di produzione di merci,
di valore di mercato, di scambio dunque e non d’uso. I rapporti fra uomo e
natura, lavoro e merce, furono già ben chiariti da Marx, già 150 anni orsono:
la natura, con il lavoro umano è l’unica fonte di ricchezza, non la produzione
di merci sotto il tallone del capitale, per il profitto, per uno sviluppo senza
fine da destinare solo alla
valorizzazione del capitale .La devastazione dell’ambiente ed i limiti delle
risorse, non solo petrolio ma persino l’acqua, sono il corollario a questo
sviluppo criminale.
Ecco lo Sviluppo andare a braccetto con Mercato, Democrazia, Libertà, meglio
ancora se accompagnati da Sicurezza e da…Dio : “Gott mit uns”, era il motto
delle SS naziste e “In God we trust” è scritto persino sul dollaro americano !
Sicchè il capitalismo, le sue guerre le fa anche sociali. Per aumentare profitti
e ricchezze di pochi diminuisce salari,
servizi, occupazione di molti. Un esempio dalla “riforma” fiscale Siniscalco (Robin Hood alla rovescia) che
non abbassa le tasse indirette su benzina, l’IVA- ecc., anzi aumenta le tariffe
, luce, gas, ecc., e però diminuisce le tasse dirette, sui redditi con risparmi
vistosi ai ricchi : ad esempio Berlusconi risparmia 760mila €, Tremonti
502mila, ma anche i giullari del regime Bonolis 356mila e la Ventura 130mila !
La diminuzione dei servizi e dei salari, complici anche i precedenti governi
sedicenti di sinistra, è di verifica
semplice, i media non possono nasconderla, invece per l’occupazione cercano a
livello mediatico di confonderne la
percezione. Hanno cambiato il metodo di rilevazione statistico, come già
avveniva negli USA , in modo che per esser conteggiato “occupato” sono sufficienti
pochi giorni nell’arco del trimestre di rilevazione.
CHE
FARE ? Essere comunisti oggi.
Per coloro che sono passati dall’ignoranza alla conoscenza e che hanno superato
sia le illusioni del sistema, soprattutto che il mondo REALE non è il mondo
VIRTUALE spacciato dalla sovrastruttura
ideologica e culturale del sistema, comprese le illusioni dell’opposizione
interna a esso sistema, che fare ? L’opuscolo rivoluzionario di Lenin, dei
primi del Novecento, in realtà sviluppava un suo precedente articolo ”Da che cosa cominciare?”, per definire
cioè Propaganda politica, Organizzazione complessiva e Piano di lotta. Riletto
oggi, in questa specifica situazione, di grande potenzialità rivoluzionaria per
la crisi epocale di sistema, ma di estrema debolezza dei comunisti, può essere
letto più modestamente come: Informazione e coscientizzazione, Collegamento fra
situazioni antagoniste e Progetto politico conseguente.
FARE politica cioè non nel VIRTUALE consentito dal gioco istituzionale, neppure
nel virtuale del gesto seppur antagonista, ma nel REALE sociale, fra la gente,
là fuori. Costruire forza sociale ricollegando le dimensioni separate oggi (
politica, sindacale, culturale, esistenziale) in un sola coordinata universale:
è la dimensione umana, oggi di necessità rivoluzionaria contro l’esistente,
questo sistema palesemente disumano.
Rifare, con segno contrario, la sintesi certamente rivoluzionaria, che il
capitalismo di fronte alle grandi lotte
degli anni 70, sociali, politiche e di liberazione, ha fatto compattandosi,
cambiando culture di riferimento sociale e diffondendo il suo ”pensiero”
ovunque, colonizzando non solo economia e politica, ma gli spazi e i tempi
quotidiani di ognuno di noi. Think tanks sovvenzionate da Fondazioni, USA per
lo più, da allora hanno profuso investimenti finanziari e non solo per partorire il Neoliberismo, questo
liberismo selvaggio e globale.
Dopo Yugoslavia, Afganistan ed Iraq, si palesa una ulteriore svolta, uno
scenario inquietante, devastante per l’umanità. Il capitalismo, l’imperialismo
del 2000, a guida USA, guidato da petrolieri, affaristi, guerrafondai, si
prefigge l’obiettivo del dominio globale del pianeta: la differenza è che non
considera più consenso popolare o internazionale al progetto indispensabile,
pensa di avere la forza militare ed economica per farlo comunque. Anzi,
l’esibizione di potenza, giusta o ingiusta che sia, serve persino da deterrente
agli avversari. In piccolo si veda lo spappolamento del “movimento dei
movimenti” dopo il massacro di Genova. Cercano di convincere con lo strapotere
dei media ma, in caso contrario, credono di poter già vincere!
La stessa soluzione della crisi, non più solo economica ma di sistema, viene
perseguita con la guerra imperialista, produzione e distruzione della “merci”
armi, costruzione e logistica di grandi basi di occupazione/ controllo a
livello ormai planetario, recupero di materie prime in collaborazione con
governi fantoccio, tipo Gauleiter nazisti.
Nello specifico economico tende a prevalere in occidente il capitalismo
finanziario e quello produttivo di servizi piuttosto che quello industriale,
capolinea previsto già da Marx. La tecnologia necessita di concentrazioni monopolistiche e di enormi
investimenti , ma il profitto non è
sufficiente e non perché il lavoro costi troppo, anzi, ma perché si produce di
più e si colloca di
meno. Siamo alla crisi epocale di sistema, basterà all’imperialismo capitalista
un comando sociale più spietato, un controllo dominio dei mercati e delle fonti
di energia, il predominio USA sugli
altri blocchi economico- politici in
concorrenza ?
Non basterà, la crisi già oggi si evolve nella Barbarie della guerra e nel
Comando sociale sempre più repressivo, ma tutto questo costa e snatura la
dimensione stessa del Capitalismo come abbiamo conosciuto dall’ottocento ad oggi.
Il pianeta è già in realtà nelle mani di una ristretta oligarchia “tardo
capitalista” . Ritorna chiara e netta la divisione in classi. Pochi ricchi e
potenti, qualche migliaio di famiglie dominanti e una relativamente piccola classe di burocrati, tecnici,
militari, poliziotti, intellettuali- giornalisti e buffoni di regime a servizio
della prima classe. Scendendo abbiamo
la massa dei lavoratori, produttori di merci e servizi, in via di impoverimento
e, in fondo a questa piramide sociale delle classi, la moltitudine dei
miserabili senza occupazione, le masse proletarie di Asia, Africa, America
Latina, ma anche ormai nel “primo mondo” occidentale.
“Ogni Lazzaro deve camminare da solo”, questo profondo pensiero, di un egoismo
sociale assoluto è di Giuliano Amato ( “sinistro” ex capo di governo) .Questo
dalla sedicente sinistra, ma che altre “riforme” pensa, e non osa dire ancora
da destra, Silvio Berlusconi ?
Al cancro sociale che ci opprime ,che risposta dare che non siano sterili
lamenti e finte alternative ?
CHE FARE ? Ritorniamo alle parole, ai
concetti, al senso ed alla pratica del diritto alla Resistenza, e che
ribellarsi è giusto e che le lotte sono
necessarie per ricostruire forza sociale e che il cambiamento rivoluzionario
contro questo stato di cose è l’unica prospettiva possibile.
NON
SIAMO SOLI !!!
Stanno infangando la Memoria, il senso
della Resistenza antifascista: in un appello del 18 ottobre scorso a Milano
alcuni prestigiosi comandanti partigiani hanno concluso :
“Dalla Palestina all’Iraq, alla Colombia la nozione di resistenza mantiene
intatti tutti i valori che esprime ed è un diritto pienamente riconosciuto e
legittimato dalle Nazioni Unite.
……………………………………
Dobbiamo anche ricostruire il nesso, il rapporto esistente tra le ragioni
sociali, politiche e morali della lotta di allora e quella che l’evoluzione
storica e politica ci obbliga a combattere oggi e domani contro le nuove forme
di dominio e sopraffazione.”
Che Guevara è per noi l’esempio che vale , ancora e soprattutto, oggi .
Pensiero e azione, lo scrivere e l’agire, con la mente e con il cuore il Che
operò una difficile, onerosa e mai contraddittoria, sintesi di vita.
RITORNIAMO a dire NO, anche e soprattutto alle soluzioni facili dei nostri
problemi, non ci sono ! Non basta la crocetta su una scheda , una
manifestazione, per rompere le gabbie d’acciaio che ci sono state costruite
intorno.
RITORNIAMO a dire NO, a rialzare la testa, guardiamoci attorno e non saremo mai
più soli !
COLLETTIVO
COMUNISTA ALTO CANAVESE CHE GUEVARA
Castellamonte, 5 gennaio 2005