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fonte : Comunicato stampa del Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista - Regione Piemonte

Il Consigliere

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: visita del Consigliere regionale del PRC alla Casa Circondariale di Biella

Questa mattina alle 9 il Consigliere regionale del PRC Mario Contu, accompagnato dal collaboratore del Gruppo Consiliare Roberto Moretto, ha visitato la Casa Circondariale di Biella.
L’attenzione alle problematiche del carcerario piemontese, da sempre seguita con scrupolo da questo Gruppo consiliare, si esplicita anche attraverso
un’organica attività di monitoraggio che, iniziata compiutamente nell’ottobre 2002, è oggi al secondo “giro” degli Istituti Penitenziari del Piemonte.

Rispetto alla visita effettuata a fine ottobre 2003 è leggermente migliorata la situazione degli organici di Polizia Penitenziaria, comparto amministrativo ed Area pedagogica (quest’ultima grazie anche all’assunzione in ruolo degli educatori a tempo determinato di cui si è fatta carico la Regione Piemonte), ma se allora  i detenuti presenti in Istituto erano 268 (su una capienza regolamentare di 190) ora sono ben 288, 95 dei quali extra-comunitari e 107 tossicodipendenti. Questo ulteriore incremento in un carcere già sovraffollato ha dimostrato come il c.d. “indultino” sia servito a ben poco.


La visita odierna era anche determinata dalla situazione venutasi a creare nella sezione E.I.V. (Elevato Indice di Vigilanza) a seguito dei fatti accaduti in seguito all’applicazione di un Regolamento interno varato ex novo da un’apposita commissione. L’Ordinamento Penitenziario, del 1975, ed il Regolamento di attuazione dello stesso, del 2000, prescrivono che ogni Istituto dovrebbe dotarsi di un proprio Regolamento interno, ma ciò non è mai stato fatto ed è sempre stato considerato come regolamento interno l’insieme delle circolari (emesse dal Ministero) e degli ordini di servizio (emanati dalla Direzione)... in 30 anni non si era mai avvertita la necessità di questa formalizzazione.

In breve i fatti:
Già durante le festività i famigliari avevano reso noto una gravissima situazione che si era venuta a determinare nella sezione a seguito dell’entrata in vigore del sopraccitato Regolamento; lunedì 20 dicembre avveniva una perquisizione che “sequestrava” praticamente quasi tutti gli oggetti presenti nelle celle, dai libri alle foto dei famigliari, dalle pentole agli atti giudiziari, dalle coperte alla biancheria; tutto ciò non avveniva in seguito ad una qualsivoglia situazione di tensione o di allarme ed accadeva in una sezione dove tutti i 14 detenuti hanno pene molto alte da scontare e sono in carcere da diversi anni.
La giustificazione addotta si richiamava in toto al neonato Regolamento interno, in base al quale il detenuto non avrebbe potuto tenere in cella oltre un certo numero di libri, di stoviglie, indumenti etc. etc.; gli oggetti considerati in soprannumero venivano depositati in un magazzino dove sarebbero dovuti esser richiesti di volta in volta, motivando la richiesta e restituendo nel contempo un oggetto analogo.
Ciò che più ha fatto scandalo è stato il fatto che il numero di libri o riviste che si potrebbero tenere in cella sarebbe di 4 (quattro!)... facilmente si comprende che l’unica attività concessa ai detenuti sottoposti a questo regime, e cioè lo studio, viene così praticamente impedita. Bisogna pensare che i detenuti a E.I.V. non hanno diritto a frequentare alcun corso di qualificazione professionale, non possono usufruire del campo sportivo, usufruiscono dell’ora d’aria in “graziose voliere” (nel senso che anche sopra la testa vi è una rete) ed ora, dulcis in fundo, anche quei 4 detenuti che finora frequentavano la Messa d’ora in poi non potranno più farlo.
Altro episodio veramente kafkiano è che sono stati “sequestrati” i lettori di CD musicali e gli stessi CD, nonostante che il Regolamento di attuazione dell’Ordinamento Penitenziario all’articolo 40 consenta che il direttore possa autorizzarne l’acquisto e l’uso; orbene ciò era stato fatto in numerosi casi (con oneri economici non indifferenti per i detenuti) ed ora, con l’introduzione del regolamento interno, ne vengono privati.
I detenuti hanno inoltre smentito la circostanza secondo la quale le celle sarebbero diventate delle “succursali” della biblioteca interna e precisano che l’unico detenuto ad avere una quarantina di libri a disposizione è lo stesso che sta preparando, da privatista, l’esame di maturità in ragioneria.
I detenuti auspicano l’istituzione di una commissione con i loro rappresentanti volta ad un esame attento di tutte le problematiche sorte.
Nei prossimi giorni verrà presentata dagli onorevoli Marilde Provera e Graziella Mascia un’interrogazione urgente al Ministro della Giustizia Castelli tesa ad accertare se di fatto il carcere di Biella, al di là dei buoni propositi democratici espressi dalla direzione dell’istituto, sia stato assunto come capofila sperimentale di quel “giro di vite” più volte annunciato dal ministro leghista.
Mario Contu
Torino, 10/01/2005


vedi anche
Il sistema carcere in Piemonte [N.d.r.]