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In pubblicazione sul quindicinale brasiliano Inverta - www.inverta.com.br

Lo sbriciolamento della situazione politica in Italia


di Tiziano Tussi

 

Tra poche settimane vi saranno importanti elezioni regionali ed amministrative in Italia. La contrapposizione politica di maggior rilievo vede due poli contrapposti frontalmente: il centro destra, ora al governo, ed il centro sinistra, che si dichiara pronto a sostituire l’attuale compagine di potere. Tale dialettica parrebbe coprire l’intero arco di possibilità politiche possibili, ma non è proprio così. Vi sono, oltre ad essi, alcuni partiti che si stanno dando molto da fare, agitando parole d’ordine antipolitiche dalla destra estrema, come leder troviamo una nipote del duce, Benito Mussolini, Alessandra, sino al Partito Radicale, storico gruppo di disturbatori senza freni degli equilibri politici italiani.

Ma è all’interno dei due poli che vi sono segnali di forti difficoltà di aggregazione. Nel centro desta, Alleanza Nazionale, erede del troncone maggioritario del partito fascista del secondo dopoguerra, festeggia proprio in questi giorni il decennale di vita. Fermenti nel partito, richiami al “bel tempo che fu”, ammiccamenti a chi sta fuori ad entrare ed a lasciare perdere la nostalgia del fascismo, ma anche un orgoglio per essere stati fascisti ed in fondo non averlo dimenticato, sono gli ingredienti all’ordine del giorno. Nel simbolo di Alleanza Nazionale campeggia ancora la fiamma tricolore dell’MSI (Movimento Sociale Italiano) che ricorda i nefasti giorni del periodo mussoliniano.

Eredi della Democrazia Cristiana, che per quarant’anni aveva governato il nostro Paese si trovano nel polo di centro destra e nel centro sinistra. A volte si parlano a volte litigano? Lo stesso accade per ciò che resta del glorioso PSI (Partito Socialista Italiano) che Bettino Craxi, morto in Tunisia, osannato sia dai famigliari, sia da alcuni spezzoni dell’ex Psi, che si trovano a braccetto con Silvio Berlusconi, all’epoca amico e protetto da Craxi, quindi a destra, ma amato anche da chi sta nel centro sinistra, assieme ad un partito, importante per il valore aggiunto che apporta ora al raggruppamento in cui è inserito, guidato dall’ex pubblico ministero di Mani pulite, nato proprio per destrutturare la macchina di corruzione nazionale che vedeva nel PSI di Craxi un elemento centralissimo.

Nel centro sinistra vi sono poi due partiti comunisti che assieme ai DS (Democratici di Sinistra) si disputano le spoglie di quello che fu il più grande partito comunista dell’Occidente sino all’inizio degli anni ‘90, il PCI. Sia Rifondazione Comunista, guidata da Fausto Bertinotti, approdato ora alle sponde pacifiste e ghandiane, sia i Comunisti Italiani, di Armando Cossutta, tenace burocrate post staliniano, stanno assieme nel polo di centro sinistra, pur non amandosi ed essendo anzi nati da una scissione in un momento cruciale del governo di Romano Prodi, alla fine degli anni ?90. Lo stesso Prodi, che ora, dopo il periodo europeo, è ancora alla guida di tutto il centro sinistra, da molti avversato, ma da tutti sopportato.

Su ognuno di questi attori, altri potrebbero essere ancora citati, gravano come pesi enormi, per ora messi da parte, questioni strategiche di fondo: quale sviluppo, quale democrazia, quale economia in futuro. La situazione suggerisce a tutti, centro destra o centro sinistra, di lasciare cadere le differenze in campo. Ma il duro senso reale delle cose, dei fatti, imporrà loro, chiunque sia il vincitore nelle prossime elezioni regionali, ed ancor di più, delle politiche del 2006, di fare sul serio qualcosa, pena l’ulteriore aggravamento degli indici sociali del livello di vita, che in Italia, che vuole essere la sesta o settima potenza mondiale vanno continuamente degenerando. La povertà si sta allargando sempre più. Lo spettro dell’Argentina aleggia sul nostro Paese.