Anche Rimini nel sistema di guerra: Comunicato del comitato ritiro truppe
COMUNICATO STAMPA del
VIA LE TRUPPE DALL'IRAQ, VIA LE BASI DALL'ITALIA
La notizia del tentativo, da parte delle autorità militari statunitensi, di utilizzare l’aeroporto “Federico Fellini” di Rimini per far transitare le truppe destinate all’occupazione dell’Iraq, la dice lunga sulla escalation militarista di Washington. Gli USA negli ultimi mesi stanno aumentando la propria presenza militare nel nostro paese, spostando sulla sponda sud del Mediterraneo uomini e mezzi finora stanziati nell’Europa del Nord. Nuove basi militari vengono costruite nel nostro paese ed altre vengono allargate e addirittura raddoppiate, trasformando ancora di più la penisola in una enorme portaerei statunitense schierata contro i popoli del Medio Oriente. La aumentata presenza militare statunitense in Italia è il segnale più visibile di una strategia guerrafondaia che già minaccia di aggredire i popoli della Siria, del Libano e dell’Iran. In questo l’amministrazione Bush può contare sulla complicità del governo di centrodestra e sulla ambigua collaborazione anche di parte del centrosinistra, che per bocca di uno dei suoi leader, Fassino, ha riconfermato la fedeltà transatlantica di un eventuale governo Prodi.
Come dimostra la repentina mobilitazione delle forze sociali e politiche di
Rimini e dei Comuni limitrofi, di tutt’altro avviso sono le popolazioni dei
territori dove sono insediate le basi USA e NATO, giustamente considerate
pericolose per l’ambiente e per l’incolumità degli italiani oltre che una
minaccia alla convivenza tra i popoli.
Le recenti rivelazioni dei giornali statunitensi sulla presenza in Italia di
ben 90 testate nucleari
statunitensi stoccate nelle basi militari di Aviano e Ghedi, non possono che
allarmare l’opinione pubblica e tutte le forze democratiche. Alla diffusione
sul nostro territorio delle “basi della morte” i comitati locali, le forze
politiche e sindacali, il movimento pacifista tutto stanno già contrapponendo
una opposizione che però deve aumentare di intensità e diventare più efficace.
Una tappa di questa mobilitazione sarà rappresentata dalla manifestazione nazionale convocata a Roma per il
prossimo 19 marzo, che insieme alla denuncia dell’occupazione
dell’Iraq ribadirà anche la richiesta di chiusura di tutte le basi militari
straniere in Italia.
Come sta ricordando in questi giorni l’intellettuale Walden Bello durante le conferenze organizzate in diverse città
italiane- Milano, Pisa, Firenze, Como, Napoli - dal nostro Comitato, la lotta
contro le basi militari è una parola d’ordine che accomunerà tutte le
manifestazioni che il 19 marzo si terranno in centinaia di città europee e del
mondo, seguendo le indicazioni del Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre del
mese scorso.
Il Comitato per il ritiro dei militari
italiani dall’Iraq non solo aderisce alla manifestazione nazionale
del 19 marzo, ma invita tutti i comitati locali ed il movimento contro la
guerra a mobilitarsi fin da subito nei territori per imporre la fine
dell’occupazione anche italiana dell’Iraq e per denunciare la presenza delle
basi della morte nelle nostre città, dando luogo ad iniziative di
controinformazione e di mobilitazione in preparazione del corteo nazionale di
Roma.
Mail: viadalliraqora@libero.it