www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 09-03-05

Dalla memoria nasce il futuro


Dichiarazione di Marcello Graziosi,
capolista del PRC alle elezioni regionali nel collegio di Modena e “candidato resistente”:

“In queste settimane è stato celebrato in diversi Consigli Comunali il  giorno del ricordo e, di nuovo, una ventata di insopportabile  nazionalismo di destra ha spazzato il paese. Italiani vittime innocenti  della barbarie dei partigiani di Tito. Tra poche settimane celebreremo  il 60° anniversario della liberazione dell’Italia e dell’Europa dal  nazifascismo e l’eroica resistenza di tanti popoli contro l’oppressione  e la barbarie di tedeschi e collaborazionisti.

Anch’io vorrei ricordare  qualcosa, richiamando per sommi capi la vita di un modenese, Mario  Roatta, classe 1887. Già capo del Servizio Informazioni Militari  (1934-37) e mandante dell’omicidio in Francia di Carlo e Nello  Rosselli, è stato a capo delle milizie italiane che hanno combattuto in  Spagna a fianco di Franco. Comandante della seconda Armata di stanza in  Croazia, fu autore della famigerata Circolare 3, quella che stabiliva  l’atteggiamento da tenere con la guerriglia partigiana e le popolazioni  locali coinvolte: “Non dente per dente, ma testa per dente”. Grazie a  questa circolare, nel corso del 1942 il 20% circa della popolazione  slovena nei territori annessi all’Italia venne internata in diversi  campi di concentramento.

Arrestato e processato nel 1944, alla vigilia  della sentenza (marzo 1945) Roatta fuggì prima in Vaticano e poi in  Spagna (con moglie e soldi) grazie a diverse complicità, non ultima  quella del governo De Gasperi, mentre migliaia di partigiani venivano  arrestati e processati per reati comuni. Questo è un pezzo di storia  d’Italia che non si può rimuovere, così come non possiamo rimuovere le  stragi da noi compiute in Libia ed Etiopia.

La coscienza di tutto  questo dovrebbe spingerci a mettere al bando per sempre politiche  aggressive e di potenza, in Iraq come nei Balcani. Al bando ogni  revisionismo, costruiamo sulla base dell’antifascismo un paese di pace”.