da
Radio Città
Aperta - 06 Aprile 2005
I fattori
decisivi di queste elezioni
Editoriale
di Radio Città
Aperta 06 Aprile 2005
I risultati delle elezioni regionali sono confortanti. Almeno fino alle
prossime elezioni.
Abbiamo provato a schematizzare per fattori una valutazione che ci piacerebbe
confrontare con i nostri ascoltatori e lettori. Andiamo per ordine ma con un
alfabeto rovesciato per priorità.
I
fattori C.
La Crisi sociale nel paese è
ormai pesante e va ben oltre la “percezione”. La precipitazione delle
condizioni di vita delle famiglie, dei lavoratori, dei
pensionati non è più manipolabile dagli artifizi della finanza creativa del
governo né dal controllo sulle televisioni. La realtà è tornata a pesare più
delle percezioni falsate di quella che il sociologo Filippo Viola definisce “la
società astratta”.
Il Centro dello scenario politico vede ancora
premiate quelle forze che nelle oscillazioni del pendolo bipolare, si collocano
sempre al centro. Le elezioni premiano il progetto di Prodi e Fassino ma anche l’Udeur di Mastella nel Meridione.
I
fattori B.
Berlusconi ha perso delle elezioni che sono diventate di fatto un referendum sul suo governo. Dal Piemonte alla
Puglia, la maggioranza reale del paese ha dichiarato di vedere esaurita quella
che Massimo Giannini chiama la fantasyland
berlusconiana. Il risultato della Puglia è in questo
il più clamoroso. La coalizione
di governo – già logorata – è adesso alle prese con una crisi che potrebbe non
arrivare alla scadenza naturale del mandato nel 2006.
Bossi ha confermato
il suo potere regionale. Solo nel Lombardo-Veneto il
crollo di consensi del centro-destra è riuscito a tenere grazie ai voti della
Lega. Ma il prezzo di questa tenuta leghista è stato
pagato dalle forze di governo in tutto il resto del paese dove le provocazioni
leghiste riescono ormai insopportabili.
Bertinotti perde più di 400.000 voti e paga
pesantemente il suo progetto di imporre autoritariamente la svolta governista ad un
partito che vuole ancora dare priorità alle lotte sociali. Il nuovo corso
imposto all’ultimo congresso e la rottura con i movimenti sociali meno
cooptabili dentro la svolta moderata non hanno
consentito di incassare la rendita di posizione degli scorsi anni.
Il
fattore A.
Le dichiarazioni del Commissario Europeo Almunia sul fatto che il deficit pubblico italiano è al di
sopra di quanto consentito dai trattati europei non fa solo piazza
pulita degli imbrogli contabili del governo Berlusconi
ma ipoteca anche il futuro. Nasce da qui una inquietudine
e un messaggio per il prossimo governo. L’inquietudine è che Prodi riparta alla grande con la politica dei sacrifici e del
risanamento economico a tutto vantaggio dei poteri forti e a tutto svantaggio
dei settori popolari.
Non solo, l’escalation europea verso l’interventismo militare e l’aumento delle
spese per la difesa è fin troppo visibile e preoccupante.
Il messaggio è che contro tale prospettiva le barricate dentro il
centro-sinistra o cominciano a farle da subito le forze della sinistra che sono
state premiate (PdCI, Verdi) o avvisate (PRC) da
queste elezioni, oppure se ne dovranno incaricare – in totale indipendenza – i
movimenti sociali che sono emersi con forza in questi anni di conflitto
frontale con Berlusconi, con il governo della guerra
e le politiche liberiste.
Non vorremmo che – come si afferma in matematica – cambiando i fattori…il
prodotto non cambia.
Godiamoci la sconfitta della destra ma adoperiamoci per trasformarla in una
vittoria della sinistra.
6 aprile 2005
Mail: cpiano@tiscali.it
Sito: http://www.contropiano.org