comunicato stampa – 18
aprile 2005
Un appello alla mobilitazione in occasione del 25 aprile è stato
lanciato alcuni giorni fa da Giorgio Bocca,
Alessandro Curzi, Raniero La Valle, Lidia Menapace, Giovanni Pesce, Massimo
Rendina, Paolo Ricca, Rossana Rossanda, Paolo Sylos Labini, Carla Voltolina
Pertini, Tullia Zevi.
Scopo dell’appello è promuovere una grande manifestazione nazionale che associ
alla celebrazione del 60° anniversario della Liberazione una ferma presa di
posizione «in difesa dei valori e dei principi inscritti nell’unica vera
Costituzione della Repubblica: quella del 1948, nata dalla Resistenza
antifascista».
L’appello – che in questo delicato frangente della vita politica italiana
acquista un particolare significato – ha sin qui registrato oltre cinquemila
adesioni e ha ottenuto il consenso convinto di tutti i partiti e gruppi
politici della sinistra di alternativa, nonché il sostegno di importanti
associazioni, organizzazioni sindacali e redazioni di organi di stampa
Si segnala l’adesione di: Vittorio Agnoletto,
Paolo Beni, Giovanni Berlinguer, Fausto Bertinotti, Alberto Burgio, Luciana
Castellina, Giuseppe Chiarante, Giulietto Chiesa, Lisa Clark, Armando Cossutta,
Oliviero Diliberto, Domenico Gallo, Nella Ginatempo, Claudio Grassi, Pietro Ingrao,
Lucio Magri, Luigi Malabarba, Fabio Mussi, Paolo Nerozzi, Achille Occhetto,
Pancho Pardi, Valentino Parlato, Alfonso Pecoraro Scanio, Livio Pepino,
Agostino Pirella, Gianni Rinaldini, Cesare Salvi, Piero Sansonetti, Aldo
Tortorella.
Qui di seguito il testo dell’appello:
APPELLO
Il 25 aprile, per la Costituzione
Coronando un’azione sistematicamente volta a cancellare le conquiste civili e
sociali maturate in sessant’anni di vita democratica, una maggioranza estranea
alla storia, ai valori e alla cultura della Resistenza ha sancito lo
smantellamento definitivo dei beni pubblici repubblicani generati dalla lotta
di liberazione. Il governo Berlusconi ha imposto, a colpi di maggioranza, una
riscrittura eversiva della Seconda parte della Carta che compromette
l’equilibrio tra i poteri costituzionali posto dai Padri costituenti a
salvaguardia della vita democratica della Repubblica.
Nessuno aveva mai osato tanto. Le conquiste della democrazia nel nostro Paese
non sono mai state completamente attuate. Spesso sono state insidiate. Ma mai,
sino ad ora, ne era stata propugnata l’abrogazione.
Questa “riforma” mette a repentaglio l’unità sociale e politica del Paese e
sconvolge le basi della democrazia parlamentare, determinando le premesse per
un perenne caos istituzionale, politicizzando la Corte costituzionale e
conferendo al capo dell’esecutivo un cumulo di poteri tale da ridurre il
Parlamento e il Presidente della Repubblica al ruolo di comparse. Ove il
disegno delle destre si realizzasse, la Repubblica italiana non sarebbe più un
ordinamento democratico-parlamentare, fondato sulla divisione e il
bilanciamento dei poteri: diventerebbe un ordinamento fondato sul governo
personale di un capo politico. Si tratterebbe di una sorta di premierato
assoluto. La stessa unità nazionale verrebbe messa a rischio, sacrificata alle
pulsioni dissolutrici di un nuovo fascismo padano.
Di fronte a un tornante di tale gravità, tacere o minimizzare sarebbe una
imperdonabile colpa.
È indispensabile un forte sussulto di tutte le culture democratiche del nostro
Paese, al di là di ogni particolare appartenenza. Occorre impedire che entri in
vigore un provvedimento esiziale per la democrazia repubblicana. Perciò – in
vista del referendum che dovrà cancellare questa “riforma” – esortiamo tutti
gli Italiani che hanno a cuore le sorti della Repubblica, già in passato
minacciate da oscure trame, a mobilitarsi in occasione del prossimo 25 aprile,
e poi ogni 25 aprile, una volta sventata questa minaccia, trasformando la
celebrazione dell’anniversario della Liberazione in una manifestazione
nazionale in difesa dei valori e dei principi inscritti nell’unica vera
Costituzione della Repubblica: quella del 1948, nata dalla Resistenza
antifascista.
Adesioni a:
perlacostituzione@virgilio.it