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LIBERTA’ DI MANIFESTARE, LIBERTA’ DI MOVIMENTO
Il documento e le proposte
emerse dall’assemblea cittadina sui fatti del 2 giugno
ROMA
Avevamo chiesto alle strutture istituzionali che governano il Comune, la
Provincia e la Regione di prendere posizione contro la selvaggia e ignobile
aggressione, da parte di Polizia e Carabinieri, al corteo autorizzato e
pacifico del 2 giugno, promosso per denunciare la sfrontata esibizione bellica della parata militare, e per chiedere per l’ennesima volta il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq.
Come incredibile e intollerabile risposta, oltre all’assordante silenzio da
parte delle altre due giunte di centrosinistra, abbiamo
ricevuto addirittura il rifiuto, da parte della Provincia di Roma, di concedere
la sala per l’assemblea di protesta convocata dalle forze che avevano convocato
la manifestazione del 2 giugno.
La motivazione è altrettanto grottesca e antidemocratica di quella che la
questura di Roma ha avanzato il 2 giugno scorso per bloccare il corteo: l’Istituzione-Provincia,
ci è stato detto, non può concedere sale a chi vuole
attaccare politicamente altre istituzioni, nel caso specifico la Questura di
Roma.
Ossia: mentre la Questura ed il Ministero degli Interni si arrogano il
diritto di decidere a priori quali striscioni possiamo
o non possiamo portare ai cortei, la Provincia sostiene di poter concedere le
sale solo a chi è in pace ed in accordo con tutte le istituzioni dello Stato,
nazionali, regionali, provinciali e comunali.
L’assemblea, riunita oggi alla Casa delle Culture dopo esser stata di fatto espulsa da Palazzo Valentini,
condanna con la massima forza la decisione della Provincia, antidemocratica e
ostile non solo nei confronti dei manifestanti del 2 giugno ma anche di tutti e
tutte coloro che credono che in Italia ci sia ancora libertà di espressione,
nei cortei e nella assemblee.
1)
L’assemblea richiede un incontro urgente con una delegazione ufficiale
della Giunta Provinciale di Roma per verificare se il rifiuto di concedere la
sala di Palazzo Valentini rappresenta gli
orientamenti di chi amministra la Provincia e poter così prendere, alla luce di
tale verifica, le decisioni e le iniziative politiche più appropriate.
2)
L’assemblea ha anche deciso di attaccare sui muri della nostra città un
manifesto, stampato in 10.000 copie, che riproduca la
foto dello striscione preso a pretesto dalle forze dell’ordine per bloccare il
corteo del 2 giugno, con la didascalia: “Dietro quello striscione c’ero
anch’io” e di seguito le firme delle forze politiche, sociali, sindacali della
nostra città.
3)
Il movimento contro la guerra di Roma ha deciso di promuovere una
manifestazione/spettacolo per il ritiro dei militari italiani dall’Iraq, nel
quartiere Esquilino, assieme alle associazioni degli immigrati che nella
Capitale si stanno mobilitando contro la legge Bossi-Fini, contro le
deportazioni, per la chiusura dei CPT.
L’ASSEMBLEA DEL MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA DI ROMA DEL 7 GIUGNO