www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 16-06-05

Italia: stato laico a gestione clericale


Non occorre essere medici per affermare che le cellule stami-nali non sono persone. Lo sono per la Chiesa in nome di un Dio che non ci risulta l’abbia mai affermato, tanto meno Cristo, semmai sia esistito. Forse che la Chiesa ami la famiglia? Non avrebbe senso scientifico. Gli uomini della Chiesa (chè di uomini bisogna parlare) da sempre hanno cercato di potere gestire la famiglia – il nucleo procreativo – per possedere la società così esercitando il proprio potere e conservando sé stessi. Donde l’opposizione al divorzio e all’aborto o più precisamente la gestione burocratica degli stessi.  Donde ancora l’opposizione all’eutananasia e ancora più all’omosessualità: situazione non procreativa.

Gli uomini della Chiesa esigono sudditi obbedienti al proprio culto di sé stessi come tutta la sua storia dimostra.

Si ama gli altri come esortava Cristo (storico o immaginario poco importa, a questo proposito) o come comanda il sentimento del socialismo perché si fa riferimento all’uomo antropologicamente e moralmente maturo in un contesto in cui il bene proprio coincide con il bene degli altri (comune). Non è il caso di uomini che rifiutano proprio la famiglia o la connivenza naturale per amare patologicamente sé stessi e addebitarsi una veste che nessuno ha loro conferito.

Tutto il resto sono parole con cui il capitalista e l’immaturo coprono la propria insufficienza e inefficienza umana e morale. Solo comprendendo le varie psicodinamiche dei nostri simili possiamo comprendere l’opposizione del clero all’uso sperimentale delle cellule staminali, opposizione che è totalmente destituita di ogni fondamento scientifico ed etico.
La caratteristica del no clericale  è il non tener conto che dietro gli esperimenti delle cellule staminali possa esserci la guarigione di gravissime patologie dell’uomo e quindi quella di precedere i tempi nel senso che è espresso dalla Chiesa come tale. Ciò significa che non ha valore razionale ma piuttosto paradogmatico.

L’amore della vita è una motivazione occasionale  che può essere facilmente confutata se solo si elenca quanto la Chiesa non fa in difesa della vita o solo quanto non ha fatto in occasione dell’aggressione dell’Iraq.
Altra motivazione occasionale ancora più speciosa è quella dell’amore del bambino più facilmente confutabile se si evidenzia la psicologia di chi ha scelto il non connubio procreativo e l’uso primario che la Chiesa fa del bambino, cui viene inflitta la catechesi ovvero il sequestro preventivo della ragione allo scopo di farne un seme di quel tipo di società di sudditi degli uomini di potere di cui dicevamo in apertura.
Il fallimento del referendum era da prevedere: non poteva avvenire diversamente nell’ambito di uno Stato laico a gestione clericale e non certo per causa degli uomini di potere ma anche e soprattutto per un diffuso senso di primitiva sottomissione infantile verso lo stregone, che la Chiesa non fa altro che coltivare a proprio favore.

La battaglia rispettivamente per il divorzio e per l’aborto aveva dalla sua un’evidenza che valeva più di ogni propaganda informativa: la famiglia sta di fatto scomparendo per lasciare il posto a individui solitari e a coppie precarie. Questa soluzione, che personalmente non amo, ha certamente una causa nella famiglia “macchinale” della Chiesa. Libertà sessuale, reciproca rassicuranza affettiva e funzionalità sociale è una sintesi ancora da realizzare: uno dei fini della biologia sociale.

Il problema delle cellule staminali è un’altra cosa. Anche chi ha votato – e voterebbe ancora – per il divorzio e l’aborto, ha le idee confuse. E dove c’è confusione là il clericale ha il migliore terreno d’azione. Non c’è migliore suddito di colui che ha le idee confuse. Perciò, il potere clericale ha avuto buon gioco. Il popolo italiano non ha mostrato saggezza – come ha espresso il cardinale Ruini – ma soltanto ignoranza della materia. L’ignoranza è stata da sempre la più grande arma della Chiesa: è l’arma con cui di fatto gestisce uno Stato teoricamente laico e aconfessionale.

Il fatto è molto preoccupante se si tiene conto che  non solo i rappresentanti del nostro Stato non hanno ottemperato al loro dovere di respingere le ingerenze del potere clericale ma che nessun rappresentante dell’opposizione ha fatto la voce grossa contro le inadempienze del proprio Stato e contro le dette ingerenze, limitandosi a una qualche considerazione-brusio buona sola a far ridere o piangere.
L’Italia non ha perso solo il referendum ma ha confermato la propria seconda dipendenza  clericale: la prima è quella degli Usa.

Carmelo R. Viola
Centro Studi Biologia Sociale
crviola@mail.gte. it