Primarie, novità e nullismo assieme. E’ una pratica che non scaturisce dalla
nostra storia patria, novità. Non sono servite ad alcunché, anche questo è
palese, nullismo. Innanzitutto si può notare come subito nel giorno di domenica
16 ottobre i primi commenti, verso le tredici, erano di stupore per la grande
affluenza di pubblico ai seggi. Stupore?!? Il milione e trecentomila elettori
non erano neppure il 10% dell’elettorato totale del centro sinistra. Cosa si
aspettavano gli organizzatori? poche centinaia di migliaia ai seggi? meno di
una grande manifestazione pacifista? Il dato finale, quattro milioni e
quattrocento mila circa di votanti, fa salire la percentuale a circa il 20-22%
degli stessi. Grande risultato!
Ognuno può interpretare i numeri come crede. Non pare in assoluto una
percentuale spaventosa e sorprendente. In base a questa percentuale, ora, il
centro sinistra chiede al governo… Già: cosa chiede? cosa può chiedere? Se le
richieste si basano sulla forza data dai propri elettori, un elettore su
quattro/cinque l’ha espressa, mi pare che la richiesta sia perlomeno illogica.
Naturalmente Berlusconi, che esprime un’arguzia da bar sport, glielo ha subito
detto: avete vinto dato che avete votato solo voi, per voi. Infatti per votare
era necessario firmare la carta d’intenti dell’Ulivo e dare poi un euro, anche
se non era obbligatorio.
Tutto in famiglia, tutto in casa. Ed anche la distribuzione dei voti richiama
quello che accade nelle “vere” elezione. Pochi voti al sud, rispetto al centro
ed al nord. Più voti ai partiti della “sinistra” al centro ed al nord, meno
voti al sud, dove spopola, in alcune situazioni, Mastella. Ogni candidato ha
raggiunto il dieci per centro del suo elettorato totale, con eccezioni: un po’
più del venti per cento per Prodi, a quota oltre tre milioni. Un terzo del
proprio elettorato per Bertinotti, che ha avuto il voto più affezionato. Gli
altri sono circa al 10%. Una postilla per la movimentista-barricadera: ultima,
dietro allo sconosciuto Scalfarotto.
Il movimento non arriva neppure a ventimila preferenze, meno di una bella
manifestazione. Anche se gli stessi incappucciati hanno dichiarato che non
avevano interesse per il numero dei voti, e che la loro campagna elettorale si
è chiusa sabato. Per la verità non hanno invitato i propri aderenti a non
votare ed in ogni caso chi non ha votato ora non vota in assoluto. Per loro
questo tentativo di analisi è inutile. Non votano e quindi non interessano i
prossimi momenti elettorali. Poca gente, per gli incappucciati, come già
accaduto in altre, recenti, occasioni
elettorali. Poca incidenza sociale. Sarebbe perciò il caso di considerarli
quali sono: un problema ed una presenza marginale nella nostra vita sociale, al
pari di tante altre marginalità, dato che basta uno Scalfarotto qualsiasi per
superarli a livello di simpatie elettorali. Scalfarotto, candidato internet,
che ha preso un inutile 0,6%, con quasi 27 preferenze.
Insomma a cosa veramente è servito tutto questo bailamme. A recuperare soldi di
sottoscrizione? Se così fosse sarebbe stato un bel modo, nuovo, per spillare
soldi agli aficionados. Ad altro non pare proprio essere stato utile. Forse per
ridimensionare Bertinotti, che si aspettava di più? O per sovrastimare
Mastella, che non sapeva più cosa dire e fare con l’Ulivo? Nello stesso giorno
è stato ucciso in Calabria il vice governatore. Il paese va avanti a vivere
male e bene, in questo caso male, e le primarie c’entrano come, così si dice, i
cavoli a merenda. Allo stesso livello delle scontate e banali assicurazioni di
Ciampi ai famigliari della vittima.
La situazione socio-politica in Italia è tragica e ciò che crea invece
discussione e proselitismo sono problemi di contorno, tangenziali, esiziali. Di
poca sostanza. Chi paga la crisi economica italiana? Chi rilancerà e con quali
strumenti la decenza del nostra vita sociale? Come sarà possibile avere una
politica internazionale, non solo per lo specifico iracheno, ma come linea di
tenenza, indipendente dagli USA e dai potentati europei? Come potremo rimettere
in piedi la nostra agricoltura? Quale lavoro e controllo del territorio,
alternativo alla mafia, conflittuale con essa, nel meridione? Chi farà ordine
nel mondo bancario?
Di queste, ed altre similari, bazzecole non ne parlano né a sinistra né a
destra ed intenta noi affoghiamo in un mare di telefonini, veline, calendari,
call center, esternalizzazioni, ignoranza sempre più diffusa, buonismo
deletereo, disoccupazione, inflazione neppure tanto mascherata, arroganza dei
potenti: miseria e nobiltà. Miseria con nobiltà. Assieme tutte due! Quando
invece pare che l’Italia intera sia in ambasce per il ritorno in televisione di
Celentano, Santoro, ed altri trombati, recenti o di più vecchia data, dal
video. In questo fantascenario anche le primarie ci possono stare. A quando le
prossime?
di Tiziano Tussi