www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 04-11-05

Perché non abbiamo aderito alla manifestazione di Giuliano Ferrara

 

Giovedì 3 novembre a Roma si è tenuta una manifestazione, indetta dal giornalista Giuliano Ferrara dalle pagine del “Foglio”, che è confluita sotto l’Ambasciata dell’Iran. Questa dimostrazione accusava l’Iran di fomentare il terrorismo contro Israele, gli U.S.A. e la “democrazia” occidentale.

 

Perché non siamo stati a manifestarea Roma sotto l’Ambasciata iraniana? Indubbiamente, le dichiarazioni del Presidente dell’Iran Mahmoud Ahmandinejad: “Israele deve essere cancellato dalle carte geografiche” è forte e tragica; ma nello stesso tempo è Israele, costituito a tavolino nel 1948, che tenta costantemente di “cancellare” il popolo che da millenni vive in terra di Palestina. E basti pensare agli eccidi di Sabra e Chatila, alla politica di segregazione del popolo palestinese ed al Muro della vergogna. E di questo popolo senza stato, né autorità alcuna, ormai tre generazioni sono nate e vissute nella miseria e nella guerra. Dunque, è un fatto che lo Israele sia stato creato dall’alto sulle spalle dei residenti, i palestinesi, i quali hanno pagato con l’esodo, la distruzione e la scomparsa dei loro luoghi nativi il prezzo dell’occupazione militare e della “democrazia” occidentale.

 

Oggi la situazione, però, è mutata: al popolo palestinese, che da millenni vive in quella terra, si sono aggiunti gli Israeliani, che da sessant’anni risiedono sullo stesso suolo. I media e parte della sinistra ci fanno credere che la parola d’ordine “due stati autonomi e sovrani” sia, forse, la soluzione più giusta. Ci domandiamo, però, dove sia lo stato di Palestina? Ed è per questo che non potrà mai esservi giustizia e sicurezza internazionale fino a quando i popoli saranno oppressi.

 

Per questa ragione non abbiamo sfilato con quelle forze che rappresentano valori, o meglio dis-valori, contrari ai principi della pace, dell’autodeterminazione e del rispetto dell’essere umano, perché queste forze sostengono la “guerra preventiva”, voluta dalle politiche imperialiste alla ricerca delle materie prime, tra le quali il petrolio attualmente è la più ambita.

 

Questi signori, che chiedono subito la forca, partecipano alla negazione della libertà ed al massacro dei popoli del Mondo.

 

Pertanto, non crediamo alla proposta di Giuliano Ferrara, comparsa sul “Foglio”, fatta ai Fini, agli Alemanno, ai Bondi ed a quelle forze della sinistra moderata sempre dubbiose e tentennanti e, perciò, sempre costrette ad inseguire politiche di potenza.

 

Firmatari: Giorgio Lindi, Daniele Maffione, Arianna Ussi, Maria Rita Rasetto, Elena Vatteroni, Giuliana Cosini, Pietro Volpi