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Segnali
importanti dalla Val di Susa
Il Governo Berlusconi se ne va così come è arrivato: mandando le proprie
falangi a malmenare inermi cittadini nelle tende dove hanno trascorso le ultime
settimane nel tentativo di bloccare l’inizio dei lavori di costruzione della
linea ad Alta Velocità che distruggerebbe la Val di Susa. Nel luglio 2001, a
Genova, era toccato alle decine di migliaia di lavoratori e giovani che
volevano portare fin sotto le orecchie degli “8 grandi della terra” la loro
denuncia nei confronti delle nefandezze del liberismo. Allora ci era scappato
il morto, questa volta un’intera popolazione viene prima additata al pubblico
ludibrio, accusata di essere egoista e antimoderna, e poi massacrata di botte
da centinaia di carabinieri e poliziotti arrivati di notte, come ladri, a
occupare la valle. A occupare una valle italiana come si occupa un territorio
nemico.
In mezzo, in questi anni di governo di centrodestra, una lunga lista di
aggressioni ai danni di chi contestava la parata militarista del 2 giugno,
degli studenti, degli operai, delle popolazioni di Acerra, di Scanzano, della
Sardegna. Questo governo, ormai agli sgoccioli, conferma di essere animato e
guidato dai peggiori spiriti animali del capitalismo italiano e della destra
estranei ad ogni tradizione democratica, per quanto formale, e di usare le
maniere forti ogni qual volta si trova di fronte ad un conflitto. In questo
percorso Berlusconi e il suo solerte ministro degli Interni Pisanu hanno potuto
spesso contare sull’attiva collaborazione del capo dello stato, quel Carlo
Azelio Ciampi che qualche giorno fa, bacchettando i valsusini e spiegando che
l’Italia non può rimanere isolata, si è personalmente incaricato di suonare la
tromba che ha scatenato i celerini contro gli abitanti di Venaus.
Ma la vicenda della Val di Susa ci rivela anche un altro tratto costante della
situazione italiana degli ultimi anni: la gestione bipartizan della politica e
dell’economia da parte di Polo e Unione, almeno sulle questioni che contano. Ed
è evidente che quando sono in gioco gli interessi economici delle ditte
incaricate delle grandi opere non c’è democrazia che tenga. “L’Alta Velocità si
deve fare e si farà”, lo hanno ripetuto fino a noia sia il ministro
berlusconiano Lunardi sia la governatrice diessina del Piemonte Mercedes
Bresso. A maggior ragione se le ditte incaricate appartengono all’universo
delle cosiddette cooperative “rosse”, come quella CMC i cui tecnici hanno già
devastato il Mugello e che oggi si apprestano a trasformare una valle
piemontese in un deserto di amianto e cemento.
In questi anni non c’è stata opposizione nel nostro paese da parte di un
centrosinistra che, in sostanza, condivide il nucleo e la filosofia liberista
del governo Berlusconi - non a caso criticato solo per il metodo, l’assalto
della polizia, e non per il merito. Non perché i poteri forti rappresentati da
Prodi, D’Alema o Rutelli abbiamo maggiormente a cuore il metodo democratico e
il dialogo, ma perché si rendono conto che solo attraverso la concertazione
possono imporre scelte impopolari e dannose, potendo contare sui sindacati
confederali e sull’ampia rete di organizzazioni sociali, economiche e
associative che in questi anni si sono incaricate di riportare il conflitto
all’interno delle compatibilità.
Eppure qualcosa sembra cambiare rispetto al passato. Nonostante il boicottaggio
esplicito di CGIL, CISL e UIL lo sciopero generale indetto dalla CUB in Val di
Susa il 16 novembre ha chiuso fabbriche, scuole e uffici, così come dopo i
pestaggi della notte del 5 dicembre la popolazione della Valle non è tornata a
casa, ma ha saputo reagire con tempestività e lucidità, promettendo di
intensificare la lotta anche contro i Giochi Olimpici invernali. Se l’opposizione
del centrosinistra somiglia sempre più a un gioco delle parti, sembra invece
emergere un protagonismo popolare che fa dell’autonomia rispetto al sistema
politico ed economico la sua forza e che ottiene anche importanti vittorie,
oltretutto con una forte connotazione di classe.
Non lasciamo soli gli abitanti della Val di Susa. La loro lotta, se avrà
successo, renderà tutti più forti.
LA RETE DEI COMUNISTI
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