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da www.radiocittaperta.it

Gli Stati Uniti entrano “a gamba tesa” nella campagna elettorale in Italia


Editoriale del 23 Marzo 2006 di Radio Città Aperta

Il gioco di sponda è fin troppo evidente. Dopo aver costruito una visita di stato e il discorso di Berlusconi davanti al Congresso USA, l’amministrazione Bush sta entrando apertamente nella campagna elettorale italiana per sostenere il suo candidato più fedele: Silvio Berlusconi.

Il Dipartimento di Stato ha infatti emesso un comunicato con cui avvisa che “In Italia esistono seri rischi per i cittadini statunitensi a causa della manifestazioni politiche in previsione delle elezioni e – cosa assai più inquietante – esiste il pericolo di attentati di Al Qaeda in queste settimane pre-elettorali.

In perfetta sintonia con questo allarme proveniente dagli Stati Uniti, Berlusconi ha affermato che l’Italia è in “emergenza democratica” perché la sinistra avrebbe mobilitato i no global contro di lui e gli estremisti animano le contestazioni contro gli esponenti dei partiti di governo nelle varie città. Significativamente, gli Stati Uniti affermano che la fonte dei segnali d’allarme è proprio il governo italiano e che loro si sono limitati a comunicarli ai propri cittadini.

L’allarme a questo punto lo dovremmo lanciare noi e in due direzioni convergenti:

1)Quando gli Stati Uniti annunciano che potrebbe esserci un attentato prima delle elezioni, non dovremmo mai dimenticare che le inchieste della magistratura sulle stragi avvenute in Italia da piazza Fontana in poi hanno sistematicamente portato ad ambienti legati agli Stati Uniti e la NATO. Sarà una coincidenza ma uno statunitense è stato arrestato proprio oggi in Bolivia per aver fatto esplodere due bombe negli alberghi di La Paz. Qualche anno fa era accaduto a Cuba e i mandanti e gli autori portavano direttamente alla rete degli “uomini neri” della CIA. Gli stessi che hanno insanguinato l’Italia per almeno due decenni.

2)Berlusconi continua ad alzare i toni dello scontro in una campagna elettorale dal cui esito quelli che più avrebbero da perdere sono i privilegi di una ridotta casta di ricchi e gli interessi geopolitici degli Stati Uniti. Questo spiega l’alleanza e l’utilizzo a piene mani dei gruppi fascisti all’interno della campagna elettorale dei partiti di governo.

Ci attendono settimane piene di tensione in cui vigilanza e prontezza di mobilitazione devono diventare anelli del dna delle forze democratiche e della sinistra. Allo scenario inglese, preferiremmo sovrapporre quello spagnolo il quale ha visto un movimento popolare - che invocava verità e giustizia sugli attentati a Madrid - mandare a casa a calci nel sedere un governo reazionario, guerrafondaio e mentitore